I dilemmi delle donne che lavorano
Raccolta
Neri Pozza editore
7 ottobre 2025
cartaceo e-book
224
Haruka deve smettere di parlare della sua malattia, ma non sa se ne è capace. E' guarita. eppure la malattia sembra ormai diventata la sua identità. Tutti nella sua vita. amici, fidanzato, famiglia la vedono come la solita Haruka. Nessuno pare accettare la sua trasformazione. Izumi deve trovarsi un lavoro ma, da quando è stata costretta a stravolgere la sua realtà, non è più sicura di volerlo. E se questa nuova vita, senza marito e senza occupazione, fosse la felicità? Ogni notte Kato deve arrivare alla fine del turno al minimarket senza essere molestata. Deve cercare soprattutto di non pensare alla figlia adolescente, che non vive più a casa da quattro anni e che spera solo di non diventare mai come sua madre. Mito deve scegliere se sposare il suo fidanzato. Oppure lasciarlo. Dopo sette anni sarebbe il naturale esito della loro relazione, anche se per Mito significherebbe sposare un quasi trentenne disoccupato: e se il passato fosse tutto quello che è rimasto tra loro? Sumie deve fermarsi. Selvaggia e senza un luogo in cui posarsi, senza calore, forse adorazione, di sicuro una vita eccitante. Non è però disposta a barattare nulla in cambio della sua libertà.
“… e pensai che gli uomini fossero tanto da ammirare quanto da compatire. Nascono maschi e per questo sono tenuti a recitare la parte più forte, al lavoro come in famiglia” da “I dilemmi delle donne che lavorano” di Fumio Yamamoto
“I dilemmi delle donne che lavorano” di Fumio Yamamoto (Neri Pozza editore) è una raccolta di cinque racconti che rispecchiano i vari ruoli in cui si vorrebbero relegare le donne anche nell’odierna e progredita società giapponese. Essi passano attraverso il lavoro e come lo vivono, si interseca con la loro vita fatta di rapporti umani. L’autrice ci presenta cinque vicende differenti con cinque protagoniste dal vissuto diverso alle prese con dilemmi simili. Chi sono veramente e chi voglio essere? Come mi vedono gli altri e quanto mi influenza questo? Quello che ho è ciò che merito? Di cosa ho bisogno?
“In fondo siamo sempre noi a gettare i semi dei nostri problemi”
Non definirei questa lettura come una raccolta di racconti. La penso piuttosto come un insieme di brevi romanzi. Le trame sono più articolate e complesse rispetto a quelle del racconto, ciò non significa che siano di difficile comprensione o abbiano un ritmo lento, al contrario! L’abilità dell’autrice consiste proprio in questo: offrire una narrazione qualitativamente elevata per approfondimento delle tematiche, del contesto e dei personaggi, attraverso un linguaggio semplice e scorrevole. Il ritmo è molto rapido, perché la narrazione appassiona.
Le protagoniste sono ben caratterizzate e verosimili. Il contesto socio-culturale così ben introdotto da facilitarci l’accesso e coinvolgerci nelle vicende di queste cinque donne. Si parla di emancipazione in una società che non è ancora pronta nonostante sia moderna e tecnologica, della difficoltà delle donne espressa attraverso il rapporto con il lavoro e con le relazioni interpersonali. Al centro il proprio cambiamento con il quale non è facile convivere anche a causa delle pressioni esterne.
Le protagoniste:
Haruka. Giovane che ha superato una grave malattia (così pare) la cui lotta l’ha impegnata per molto tempo facendo sì che che la patologia diventasse parte della sua identità. Per il mondo è un tabù da dimenticare e archiviare ma non per lei. Essendo qualcosa che purtroppo le appartiene, l’atteggiamento di rifiuto da parte degli altri la fa sentire incompresa. E’ orgogliosa perché non vuole esser compatita ma solo ascoltata.
Izumi. Una donna poco più che trentenne, ex imprenditrice intraprendente, creativa e molto organizzata. Una delusione sul piano sentimentale le ha fatto rimettere in discussione tutto. Per chi la conosce non è possibile che sprechi il suo potenziale non svolgendo alcuna attività professionale. E se invece fosse proprio ciò del quale ha bisogno?
“La nostalgia e il dolore erano il segnale che, dopo tanto tempo, il mio orgoglio era era ferito”
Kato è una ex casalinga costretta a svolgere un lavoro notturno in un minimarket poiché il marito non guadagna più come prima. Ha un figlio che frequenta l’università, un mutuo da pagare e una figlia adolescente fonte di preoccupazione poiché sparisce di frequente e si comporta in modo arrogante. Kato è una persona mite che continua ad esser l’angelo del focolare nonostante la stanchezza e il poco tempo a disposizione. E’ stanca, demotivata e prova umiliazione di fronte alle continue molestie di un collega. Non ha aiuti né collaborazione da parte dei suoi cari e questo le provoca frustrazione.
Mito ha un buon lavoro ma è estremamente indecisa sul suo futuro. Sposare o lasciare il fidanzato di lunga data? Sarebbe naturale optare per il matrimonio dopo tanti anni di relazione ma lei è annoiata. Vive un momento di difficoltà che la rende influenzabile e tendente a dare fiducia a chi non la merita. Inizia a perdere la stima nei confronti sia del fidanzato che di se stessa.
Sumie vive come una senza tetto. E’ una ragazza libera e tesa unicamente verso il presente. Non ha progetti futuri, vive di espedienti. E’ istintiva e un po’ selvaggia, quando avrà l’occasione di sistemarsi, dovrà capire se è ciò che davvero desidera.
“Potresti evitare di compatirmi? Sei come mio padre, sempre pronto a rimproverarmi perché non lavoro o perché non mi sposo”
L’approccio corretto alle storie appartenenti a culture diverse dalla nostra, è quello al netto di pregiudizi e preconcetti. Questo perché ci permette, non solo di apprezzarle, ma anche di entrarvi ed empatizzare con i personaggi, in caso contrario potremmo considerare alcuni loro comportamenti inspiegabili se non assurdi e non ci godremmo la lettura.
Personalmente reputo che esistano anche fattori che accomunano il contesto culturale del romanzo con il nostro. La valutazione dell’individuo attraverso la professione che svolge, la pressione sulle donne in merito al ruolo che si ritiene debbano ricoprire e il respingere tutto ciò che spaventa o non piace. Come avrete capito non mancano gli spunti di riflessione. Anche dopo aver terminato la lettura, ho continuato a pensare alle tematiche trattate e al tipo di mondo nel quale l’autrice mi aveva portata. Non ho sempre approvato il comportamento delle protagoniste, ma ne ho compreso il dolore e le difficoltà per merito di una scrittura così accurata che, analizzandole in modo approfondito, le ha rese realistiche nella loro fragilità.
Interessante, originale e ben scritto. Molto utile e curioso il glossario che ci spiega il significato di alcuni termini in lingua giapponese che si incontrano in corso di lettura.
Amate le storie appartenenti ad altre culture che analizzano le problematiche delle anime femminili nella società moderna?