I banchieri del Diavolo. I fratelli Bergmeyer
Giallo storico
Newton Compton Editori
5 febbraio 2025
Cartaceo e eBook
320
Un manoscritto perduto, un omicidio rituale e un segreto che potrebbe cambiare la storia La giovane Marion, un’aspirante scrittrice con un particolare talento come ricercatrice di fonti storiche, viene incaricata dal celebre scrittore Michel Constantin di effettuare per lui delle ricerche sulla Rivoluzione francese per un saggio che sta scrivendo. Ottenuta l’autorizzazione a entrare nell’Archivio vaticano, durante il lavoro Marion si imbatte in un manoscritto in tedesco, firmato nientemeno che da Victor Hugo. Il romanzo, di cui nessuno conosceva l’esistenza, parla dell’ascesa della famiglia Bergmeyer, degli importanti banchieri di fine Ottocento. Tuttavia, l’entusiasmo di Marion per la straordinaria scoperta viene presto oscurato da un evento tragico: tornata a casa di Constantin per aggiornarlo sulla sua ricerca, trova lo scrittore assassinato con un’ascia bipenne. Quella di Constantin è solo la prima delle morti che cominciano a funestare la vita di Marion, una serie di brutali omicidi che paiono avere un carattere rituale e che sembrano in qualche modo legati al romanzo perduto di Hugo... e anche a un torbido segreto nascosto nel passato della stessa Marion. Il segreto di una dinastia che potrebbe cambiare la storia.
“I banchieri del Diavolo. I fratelli Bergmeyer” di Vito Bruschini, edito da Newton Compton Editori, è un romanzo che include diversi generi: giallo, storico, ma soprattutto tratta di politica ed economia.
Un’opera complessa e intrigante candidata al Premio Strega 2025.
Le immagini erano sfocate, come se stesse fluttuando immersa nell’acqua. Un uomo la teneva stretta per mano ed era così alto da non riuscire a vederne la testa, nascosta dalle possenti spalle ricoperte, come un inquietante sipario, da un pesante mantello rosso. Poi una luce accecante le feriva gli occhi. Istintivamente, li serrava. E quando tornava a socchiuderli si ritrovava distesa su una lastra di marmo e, piegato su di lei, un volto che non aveva niente di umano…
Marion Clementi, all’anagrafe Concetta, è un’aspirante scrittrice. Rimasta orfana da bambina, nella sua esistenza ha subito forti traumi che ha rimosso e che sta cercando di ricordare sottoponendosi a ipnosi regressiva presso lo psicanalista Nicolas Perrin.
Sempre alla ricerca di un editore per pubblicare il suo primo romanzo, Marion, grazie alle conoscenze di Filip Farkas, scrittore famoso e suo vicino di casa, conosce Luna Dabrowsky, che invierà il libro ad Ulisse Aldrovandi, proprietario di una casa editrice.
Aldrovandi, durante un colloquio con Marion, le comunica che il suo romanzo non è idoneo per il momento alla
pubblicazione, ma nel contempo le offre un lavoro da ricercatrice per il famoso scrittore francese Michel Constantin.
“Sai perché esiste il dolore?“, continuò Jarmil. “Perché è il dolore che dà senso alla nostra vita. Il dolore è il mio maestro. Perché nessuno di noi può dire di conoscere davvero se stesso se non ha sofferto intensamente, e più avremo sofferto e più grande sarà la nostra gioia, una volta che avremo finito di soffrire“.
Marion, accetta il lavoro, e inizia le sue ricerche nell’archivio del Vaticano. Tra i numerosi documenti dell’archivio, scopre un fascicolo non numerato e quello che trova al suo interno le stravolgerà la vita: un manoscritto inedito di Victor Hugo.
Marion si ritroverà coinvolta in alcuni omicidi che sembrano essere collegati tra loro.
Mi fermo qui, non voglio aggiungere altro. Gli argomenti trattati dall’autore sono tantissimi: l’esoterismo e l’occultismo riguardano buona parte del romanzo e si intersecano con le indagini insieme a temi politici e economici.
La storia è incalzante, senza un attimo di respiro. Quando pensavo di aver individuato il responsabile, un colpo di scena ha cambiato tutto, sino ad arrivare a un finale sconvolgente e inaspettato.
La scrittura è fluida. La narrazione ti trascina all’interno del racconto e non lascia prendere fiato. I numerosi colpi di scena trattengono il lettore incollato alle pagine.
Vito Bruschini all’inizio del libro ,nella nota dell’autore, scrive
“Quello che state sfogliando conclude la storia della strategia condotta da una dinastia di banchieri da oltre due secoli per sottomettere il mondo occidentale, un piano scoperto grazie al ritrovamento di un manoscritto inedito di Victor Hugo che per la prima volta viene reso noto in questo romanzo… ma è tutto vero quello che si racconta?
Vi concediamo il beneficio del dubbio, per questo siamo romanzieri e raccontiamo storie, che però a volte…”
Attraverso queste parole vuole instillare il dubbio che quello da lui narrato potrebbe essere totalmente vero oppure esserlo solo in parte o addirittura tutto inventato.
Questa sua frase sibillina crea un serio dubbio nei lettori, soprattutto in quelli che amano i complotti. Voi cosa credete: è realtà oppure pura finzione? Attendiamo i vostri commenti.
Ringrazio Newton Compton Editori per il graditissimo omaggio che mi ha permesso di conoscere un nuovo bravissimo autore.
Se amate i romanzi storici, i gialli e soprattutto tutto ciò che riguarda l’esoterismo e i complotti dovete assolutamente leggere questo libro.
Buona lettura!
“Anche questa volta non ho avuto il coraggio di guardare il mostro“.

Chi è Vito Bruschini
Vito Bruschini è un artista, un designer, un giornalista professionista, è dirige l’agenzia stampa per gli italiani nel mondo «Globalpress Italia».
Con Giorgio Bocca ha scritto le dieci puntate di “Storia degli Italiani – Dall’Unità al Terrorismo” mentre, per il teatro, è stato autore di “Sotto un cielo di bombe”, una rievocazione del primo bombardamento di Roma.
Il suo primo romanzo, edito da Newton Compton nel 2009, si intitola “The Father. Il padrino dei padrini” e parla della storia della mafia dalla Sicilia agli Stati Uniti. In seguito, sempre con Newton Compton, ha pubblicato “Vallanzasca. Il romanzo non autorizzato del nemico pubblico numero uno”, “La strage”, “I segreti del club Bilderberg”; “I cospiratori del Priorato”; “Rapimento e riscatto”; “Miserere. Attentato in Vaticano”; “Il traditore della mafia: nella finzione del romanzo si nasconde una storia vera” e “I banchieri del diavolo. I fratelli Bergmeyer”.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.