Hotel Bosforo
Giallo
Sellerio
26 luglio 2022
cartaceo, ebook
265
Kati Hirschel ha due passioni: i libri gialli e Istanbul. Per unire questi due grandi amori, la giovane tedesca ha deciso di aprire una libreria specializzata in gialli nella capitale turca. porta tra Oriente e Occidente.
Kati è indipendente, sola, alquanto vanitosa, e conosce ogni angolo di Istanbul. Il suo caos l'appassiona, frutto inebrianti di una stratificazione di esseri umani profondamente diversi, ma capaci di convivere e comunicare. Petra, sua vecchia amica tedesca diventata attrice di una certa fama, è a Istanbul per girare un film.
Ma appena due giorni dopo viene sospettata del delitto del regista Karl Muller, trovato morto nella vasca da bagno dell'Hotel Bosforo, ucciso da un asciugacapelli caduto in acqua. Si mormora di una relazione tra lei e il regista.
Kati si sente coinvolta e decide di seguire le indagini tra produttori dal passato losco, poliziotti spicci, artisti, bohémien, circuiti internazionali dell'orrore, vendette e un amore.
“Chi non ama Istanbul, non sa cos’è l’amore” – da “Hotel Bosforo” di Esmahan Aykol, edito Sellerio.
Una tedesca a Istanbul: Kati Hirschel ha sempre avuto nel cuore la città che le ha dato i natali. Una volta terminati gli studi in Germania, vi è potuta tornare. Lì ha aperto la sua libreria e vi risiede da tredici anni. Quando una ex compagna di studi, diventata attrice, approda a Istanbul per girare un film, la contatta e le due si rivedono. Qualche giorno dopo, il regista viene assassinato nella sua stanza dell’Hotel Bosforo. La giovane attrice è tra i sospettati e Kati decide di andarci in fondo. Alla fine, ha sempre desiderato risolvere un caso di questo tipo. Perché mai avrebbe aperto una libreria specializzata nei romanzi gialli altrimenti?
“Divoravo romanzi gialli da quando ero bambina, da tre anni li vendevo: non ero più una semplice lettrice. Dovevo passare dalla teoria alla pratica. Per il bene comune”
Kati è una bella quarantenne (o quasi), è tedesca, innamorata follemente di Istanbul. È figlia di tedeschi che emigrarono in Turchia parecchi anni prima, lì si conobbero e formarono la loro famiglia. Dopo sette anni, tornarono in Germania, dove Kati è cresciuta e si è formata. Appena le si è presentata l’occasione, ha fatto ritorno a Istanbul, ha realizzato uno dei suoi sogni: aprire una libreria specializzata in gialli e thriller. È una divoratrice di libri con una predilezione smaccata per le storie di misteri e relative indagini. È una persona estremamente socievole e indipendente. Ama divertirsi, ridere e, a Istanbul, si trova perfettamente a suo agio. I suoi abitanti, imbevuti di cliché sui tedeschi, la trovano piuttosto atipica per la sua vivacità, i suoi ritardi e la cura del proprio aspetto. Kati è curiosa, intelligente, intuitiva e molto orgogliosa di come parla il turco.
Petra, una ex compagna di studi, la contatta dopo moltissimo tempo dall’ultimo loro incontro in Germania, quando frequentavano l’università. È diventata attrice in seguito a una storia d’amore finita male. Come ogni brava tedesca, ha portato a termine il suo percorso con metodo e grande impegno. Non è mai diventata veramente famosa, sebbene abbia ottenuto una certa notorietà. Kati se la ricorda piuttosto anonima e riservata, non avevano mai veramente legato perché erano troppo diverse, quindi vive il loro incontro con qualche riserva. Si aspetta una Petra diversa, più sofisticata e mondana, quindi rimane allibita quando si ritrova di fronte una donna sofferente, il cui dolore è tutto nello sguardo smarrito e spento.
“Era come se nel mio petto si fosse aperto un grande buco e tutti i miei sentimenti fossero scivolati fuori” – Hotel Bosforo
Due giorni dopo aver appreso la triste storia dell’amica, il regista Karl Muller viene ritrovato assassinato nella vasca da bagno della sua stanza e la polizia sospetta di Petra. Pare che i due avessero una relazione. Muller non era certo un bell’uomo, oltre a non essere un regista famoso. Non pareva possedere alcun fascino particolare e Petra nega un loro coinvolgimento.
Una persona sagace, appassionata di libri gialli, dallo spiccato sesto senso come Kati può rimanere in disparte? Ovviamente no. In fondo, non ha sempre desiderato fare la detective?
L’indagine è stata assegnata al commissario Batuhan della squadra omicidi. È un uomo molto attraente, la cui divisa gli sta magnificamente poiché, quando indossa abiti borghesi, si tratta di capi di dubbio gusto. Desidera risolvere il caso prima che intervenga la polizia tedesca. Si tratta di un ottimo agente dal carattere orgoglioso. Egli è palesemente attratto da Kati: come lei, è appassionato di libri gialli e inizia così il suo corteggiamento partendo da questo comune interesse. Quello che non sa è che la donna pare avere un’avversione verso i poliziotti.
“A differenza delle altre single di Cihangir, che a casa trovavano solo gatti pronti a strusciarsi contro le gambe, io potevo anche trovare un boss della mafia seduto in soggiorno”
“Hotel Bosforo” è un romanzo giallo dal sapore esotico, dalle tinte calde e vivaci di una Istanbul portata ai nostri occhi, con palese amore attraverso un linguaggio pieno di passione e vestito di ironia. Quest’ultima è ben lontana dal sarcasmo, altro non è che un intelligente e rispettoso umorismo, volto ad alleggerire una trama che potrebbe, altrimenti, risultare drammatica.
Il linguaggio narrativo è semplice, lo stile fluido e la lettura estremamente scorrevole. La storia è narrata in prima persona attraverso la voce della protagonista, che ci conduce nel suo simpatico caos tra due mondi. Quello che sente proprio, nato nel suo cuore, e quello che le è stato trasmesso attraverso le origini della sua famiglia e la relativa educazione ricevuta. Kati sta nel mezzo. Non è ancora del tutto turca, ma non è neppure più completamente tedesca. Questa mescolanza dà vita ad un mix brillante ed esplosivo che ci regala qualche risata.
Il ritmo di lettura è molto rapido, la storia avvincente e avventurosa. Come ogni giallo che si conviene, è dotato di una certa suspense, che ci tiene in sospeso fino alla fine. È una scrittura estremamente equilibrata. Le parti descrittive sulla bellezza della città e sulla cultura dei suoi abitanti si amalgamano ineccepibilmente con quelle dinamiche e investigative. I personaggi sono ben caratterizzati e molti di loro hanno tratti accattivanti, quelli secondari rappresentano tasselli che si incastrano perfettamente in un mosaico che cattura l’occhio del lettore. Non temete, alla fine vi verrà restituito!
“Avrei voluto che la mia amica conoscesse la primavera turca, che assaporasse un buon tè nel giardino di un sontuoso palazzo ottomano all’ombra di platani secolari”
Questo romanzo vi lascerà un po’ di nostalgia di una Istanbul che magari non avete mai visitato e di un’amica che vi dispiacerà di dover congedare. Kati è la persona che tutti vorremo quale vicina di casa. È spontanea, a volte impacciata e simpaticamente assurda.
La scrittura dell’autrice è interessante e vivace, i suoi personaggi ci fanno sorridere e l’ambientazione ci fa sognare. La storia rientra nel giallo classico, reso originale da una protagonista d’eccezione in un contesto atipico rispetto a quelli ai quali siamo abituati ma, proprio per questo, assai curioso.
Alzi la mano chi è curioso di scoprire chi ha ucciso Karl Muller!!!!
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐
