Ho cambiato le parole
romanzo contemporaneo
Les Flâneurs Edizioni
2021
cartaceo, ebook
191
Conforto e rabbia, amore e odio, fiducia e bugie. La famiglia è croce e delizia, ma può anche diventare la nostra prigione. È quello che accade a Willy, una fascinosa ragazza piemontese dalla vita ricca di interessi e prospettive internazionali, quando incontra Matteo, un bel giovane meridionale taciturno e seducente. Irresistibile. Senza conoscere nulla di lui e della sua famiglia, Willy segue Matteo nel pittoresco paesino della Campania in cui lui vive. È incosciente. Accecata dall'amore, è convinta che la sua vita sarà meravigliosa, ma ben presto dovrà scontrarsi con la dura realtà della famiglia Giordano.
Guidati da Paola, una "dei" Giordano, viaggeremo nel loro tempo a ritroso, dal primo dopoguerra fino ai giorni nostri, in una storia di genitori, figli, nonni, fratelli e sorelle, gelosie, tradimenti, dolori e bugie ma anche gioie. Una girandola di emozioni e intensità in un cerchio che non riesce mai a chiudersi. Ma l'amore è infinito, e riesce sempre a "cambiare le parole".
“Ho cambiato le parole” di Rita Francese, edito Les Flâneurs, narra i legami di tre generazioni all’interno di una famiglia dall’ultima guerra fino ad oggi. L’autrice ripercorre, negli anni, l’evoluzione della parola famiglia. Scopriremo, in queste pagine, quanto i rapporti tra ogni individuo di questo nucleo cambiano con lo scorrere delle epoche e della loro collocazione geografica e quanto, soprattutto, cambia il ruolo della donna all’interno della casa.
Le tradizioni, durante gli anni, vengono sconvolte a favore della figura femminile, la quale, spogliatasi di qualsiasi obbligo di condotta che il costume imponeva, sia in famiglia che sul lavoro, si riscopre determinata, padrona di se stessa, iniziando a ribellarsi e disobbedire! Si può notare l’evidente differenza tra culture del Nord e quelle del Sud, fondata più che altro su credenze popolari. Pregiudizi e ruoli immutabili, indiscutibili in ogni interno.
Storie familiari, trasmesse di generazione in generazione, tramandando di figlio in figlio conflitti, contraddizioni e segnando, così, il loro destino. Immagini colme di intense emozioni, una consapevolezza sempre più significativa attraverso i racconti sulla vita durante la guerra; periodi difficili con conseguenze devastanti e un susseguirsi di esperienze che coinvolgono genitori, figli, nonni. Ognuno con il proprio bagaglio di sofferenza, di gioia momentanea che i nuovi amori possono provocare, ma, dopotutto, di crescita. In fondo, a volte basta cambiare le parole dei nostri avi.
“Ricevi in regalo ben sette cornici d’argento; originali, gli amici! Così dici addio a loro, a cui sei tanto attaccata, al tuo lavoro, conquistato tanto faticosamente, alla tua famiglia” – Ho cambiato le parole

Willy è una ragazza dinamica e con grandi obiettivi grazie alla sua profonda personalità; vive in una famiglia piemontese, atea e informale. Ne prende coscienza nell’età adolescenziale, durante una vigilia di Natale in cui i suoi amici hanno usanze a lei sconosciute e addirittura ritenute curiose. Perfino la comunicazione tra i suoi genitori è anomala, marginale al limite dell’individualismo. Ma ecco che il destino “dispettoso” avvicina due anime diverse, distanti e all’apparenza incompatibili: Willy e Matteo. Due culture contrastanti: Matteo è meridionale, usanze differenti, atteggiamenti opposti. Willy, settentrionale, per colpa dell’ingenuità e dell’eccessiva fiducia, si ritroverà in un mondo completamente ribaltato rispetto al suo.
Matteo abitudinario, lei imprevedibile… Ma per Willy è grande amore. Nonostante la sua intolleranza iniziale verso le persone del Sud, raggiunge senza indugio il ragazzo a Napoli, che la presenta alla sua famiglia. Matteo appartiene ad una famiglia molto agiata di Napoli, la famiglia Giordano, la quale vanta una redditizia fabbrica di cioccolato. Conoscendo Willy, i familiari indagano sulla sua vita, chiedendo informazioni riguardo ai suoi studi e impegni futuri. Willy scoprirà di essere precipitata in una dura realtà nella quale la donna del Sud vive il problema culturale della disparità di genere in modo molto naturale per convenienza, per accomodamento, per moralità verso i figli e, purtroppo, anche perché l’apparenza è più importante dei propri diritti e valori, più importante di se stessa. Tale situazione si è manifestata anche nella vostra famiglia?
Devi ammetterlo a te stessa. Avevi anche pensato di scappare ma, adesso, cosa puoi fare? L’esserino che porti in grembo ha diritto a una famiglia e tu, che già lo ami con tutte le sue forze, decidi di fare di tutto affinché sia la migliore possibile. Ti senti molto male. Ti svegli con una nausea terribile che dura tutta la mattinata. “Meglio così” ti consoli. “Altrimenti, come avrei potuto rispettare i folli orari di pranzo di questa casa?”
Le protagoniste di “Ho cambiato le parole” sono due. Willy e Paola (voce narrante). Due donne forti, intelligenti, ma dal comportamento spesso contrastante. Ad esempio Willy, piena di vita e di grandi prospettive di studio e lavorative, si annulla per amore davanti ad un ragazzo, perdendo così parte della sua importanza di donna, del suo valore, dandone troppo a Matteo attraverso languide lettere sdolcinate. Nella sua ingenuità, idealizza troppo la figura del ragazzo, esaltandolo, e precipitosamente lo sposa. Firma, così, la fine delle sue priorità, la fine dei suoi valori e interessi e andando perfino a vivere nella lussuosa villa dei suoceri. Willy si renderà presto conto di essersi imbattuta in un’ardua realtà, priva di empatia, priva d’amore, in cui il suo impegno nello studio e le aspirazioni lavorative sono sottovalutate e perfino ignorate.
Lo stile narrativo dell’autrice, affascina dalle prime pagine poiché va al di là del racconto, al di là della descrizione per arrivare alle nostre percezioni più recondite. Le scelte lessicali appaiono forbite, eleganti e compongono un racconto profondo, colmo di forti emozioni, narrate in maniera eccelsa e capace di unire cuore e turbamenti.
La descrizione dei luoghi conquista e rapisce l’immaginazione, catturando ogni minimo particolare. I personaggi raffigurano benissimo l’ideologia del proprio luogo d’origine con le loro tradizioni culturali, le loro priorità di vita, le loro primarie importanze nella quotidianità… sia materiali che ideali.
Rita Francese affronta con grande capacità temi psico-sociali importanti, che influirono tantissimo sull’evoluzione dell’umanità. Partendo dal periodo del primo dopo guerra fino ai contrasti ideologici di gruppi politici, problemi economici del paese sottolineati da manifestazioni. La sottomissione innata della donna all’autorità maschile, purtroppo tuttora troppo attuale, la quale aveva solo il dovere di procreare subendo violenza psicologica (e non solo) sia dal marito sia dalla famiglia di lui.
I dialoghi adottano un linguaggio attuale, al fine di coinvolgere totalmente il lettore, sostenendo un ritmo costante.
L’impronta emotiva di alcune scene è molto potente, rievocando nel lettore situazioni vissute o condivise.
“Ho cambiato le parole” è un racconto intenso, sofferto, in cui tanti potrebbero identificarsi; a tratti poco scorrevole a tratti un po’ caotico, ma autentico e colmo di umanità. Questa autenticità è un punto di forza di un messaggio progressista. Un messaggio d’insegnamento per ogni ragazza adolescente al fine di non incappare nel pensiero errato di “amore per sempre/amore tutto rosa”, ma di amare principalmente se stessa.
Beatrice Castelli

Béatrice Castelli vive a Torino, cresciuta a Parigi fino all’età di 17 anni, coltiva sin dall’età di otto la passione per la lettura e quella della scrittura.
A dieci anni leggeva Crime et Châtiment di Dostoïevski, preso per caso dalla fornitissima biblioteca di suo padre, senza sapere ancora nulla di questo scrittore.
A 17 anni, con tutta la famiglia si stabilisce in Italia a Torino, dove dovette imparare l’italiano. Lo studio per la letteratura italiana l’appassiona in fretta, come da piccola per quella francese, iniziai così a scrivere pensieri in entrambe le lingue.
Ha frequento l’interpretariato di Torino con il desiderio di tradurre libri per la sua casa editrice preferita: l’Adelphi. Purtroppo incontra sul suo cammino molte difficoltà per arrivarci e così si ritrova a tradurre testi tecnici per nulla entusiasmanti…
L’amore per la scrittura l’accompagna da sempre. Non avendo mai nessuno a chi confidare i suoi pensieri, scrive per se stessa. Ha pubblicato, per due case editrici, poesie d’amore in due diverse raccolte, una per Segnidartos l’altra per Rupe Mutevole Ed. e una favola per bambini sempre per Rupe Mutevole. In alcuni siti letterari ha pubblicato inoltre dei racconti brevi.
In questo momento ha un romanzo già ultimato nel cassetto.