Hic sunt minchiones
racconti
Edizioni Il Vento Antico
13 giugno 2020
cartaceo, ebook
125
Quello che state per leggere è uno spaccato di realtà del nostro tempo. I protagonisti dei mini-racconti non sono frutto di fantasia, bensì il resoconto fedele di incontri quotidiani su tram, autobus, metropolitana, strade e negozi di Milano. L’autrice si sposta per lavoro nel cuore e nella periferia della metropoli e lo fa con occhi e orecchie ben aperti.
Così diventa testimone del suo tempo e, grazie a una grande vena umoristica nonché alla capacità di lasciar da parte quel “politically correct” che ci impone di far finta di nulla, ci racconta tipi umani e situazioni esilaranti.
Così, chi parla a voce altissima dei fatti propri, chi blocca la strada come fosse sua, i negozianti cinesi che tallonano il cliente, gli impazienti, gli squinternati…Si ride molto, leggendo queste pagine, a volte si vedono somiglianze con persone incontrate e a volte anche con noi stessi. Poco male, se la risata fa bene, l’autoironia fa ancora meglio.
“Io istituirei lo scappellotto sociale.
Per tutte quelle persone che si bloccano di colpo sulle scale, o mentre camminano, per leggere i messaggi sul cellulare, causando tamponamenti umani come sull’Autostrada del Sole ad agosto”
“Hic sunt minchiones” è il libro d’esordio di Manuela Francesca Zanoncelli.
Una piccola raccolta di storie di vita ordinaria, che regalano al lettore uno spaccato di vita molto realistica.
Il volumetto, poco più di cento pagine, è suddiviso in cinque capitoli: mezzi pubblici, Servizio Sanitario Nazionale, On the road, Negozi e Bar e Ufficio.
Una raccolta di 66 mini racconti, di una o due pagine al massimo, ognuno indipendente dall’altro.
A fare da trait d’union, la “follia” quotidiana che si può incontrare casualmente in metrò, in ufficio, sul bus o in qualsiasi altro luogo che abitualmente o occasionalmente frequentiamo.
Conversazione tra un ragazzo e una ragazza che si conoscono da poco, le solite domande che si fanno l’inizio di una conoscenza.ù
“Hai degli hobby, interessi particolari?“ chiede la ragazza.
“Sì, mi piace molto cucinare, dà sfogo alla mia creatività“ risponde lui con molto entusiasmo.
Lei sorride, felice di aver trovato un argomento di conversazione.
“Interessante, qual è il tuo piatto forte?“
“Le uova sode!“
Epperò, a Cracco je famo ‘na pippa, in cucina, nel bagno e pure nel living – Hic sunt minchiones
Alcuni “incontri” sono capitati anche a me e sicuramente saranno capitati anche a voi. Alcune vicende sono talmente surreali da sembrare inventate, ma – credetemi – sono reali.
Chi non si è trovato ad assistere a telefonate personali in treno o sul bus? Chi non si è trovato “vittima” di discussioni tragicomiche?
Una breve raccolta che racchiude tanta ironia, alternata a battute, a volte pungenti e sarcastiche, e a molti doppi sensi.
L’autrice, con una scrittura ricca di colore e di similitudini molto divertenti, ci regala attimi molto esilaranti e coinvolgenti.
La scrittura descrive in modo chiaro i personaggi e ci permette di identificarli e sovrapporli a persone da noi conosciute.
Un consiglio: non leggetelo in metrò o in treno perché non potrete fare a meno di cercare tra i viaggiatori qualcuno che ricalchi quanto state leggendo.
“Ci sono persone acute con cui è piacevole parlare, altre ottuse con cui è preferibile evitare. E poi ci sono le persone scalene, dove i tre lati non sono congruenti e parlare con loro è come cercare di far attaccare la malta magra su un muro asciutto con un polso ingessato” – Hic sunt minchiones
L’autrice
Manuela Francesca Zanoncelli è milanese di nascita ma vive nell’hinterland con il suo gatto. Amava scrivere prima ancora di imparare a farlo, tanto che la sua prima penna l’ha ricevuta in dono all’età di tre anni. Da quel momento, fa scorrere la sfera ovunque, a partire dal muro della cucina di casa. Oltre al lavoro, che la riporta ogni giorno nella natia metropoli, è impegnata nel volontariato. Ama gli animali, la lettura, il Milan e camminare fotografando tutto ciò che la incuriosisce. Questo è il suo libro d’esordio.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.