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RECENSIONE: “HAVE A NICE DAY” di Serenella Baldesi, Ensamble

Have a nice day Book Cover Have a nice day
Serenella Baldesi
narrativa contemporanea italiana, lgbtq+ contemporaneo, di formazione
Esemble
28 settembre 2018
kindle, cartaceo
224

Un incontro casuale mette di fronte due donne: Oli, una donna romana che trascina il peso di un rapporto coniugale inaridito e senza passione, ed Emma che è invece una donna che ha deciso di lasciare Londra e arrivare nella capitale italiana per ricominciare e lasciarsi alle spalle un passato misterioso e molto pesante da cui non riuscirà mai a staccarsi realmente. Oli è sconvolta da un desiderio fortissimo di uscire dai rituali borghesi di cui fa parte e da cui si sente imprigionata. Emma  diventa, così, la sua salvezza e la sua rovina. La aiuta quasi involontariamente, a seguire le sue vere e proprie orme e a conoscere la vera Oli.

 

Compassion means… soffrire insieme. Non da soli, non in silenzio, non negli incubi notturni che facciamo. Non c’è nulla di grave nell’essere delusi, nel sentirsi traditi, abbandonati e affliggersi per questo. Bisogna solo avere la capacità di ammettere che si sta soffrendo, permettendo a noi stessi di lasciare andare l’amarezza e di essere accettati così come siamo e in ogni momento. La felicità è tale solo se condivisa. Forse accade lo stesso con il dolore, che deve essere partecipato sennò resta solo abbandono muto.

 

                                             

 

Lasciarsi andare, dire addio a ciò che si è sempre stati, anche se odiavi esserlo, anche se non eri realmente te stesso, anche se non eri felice e non ti sentivi a proprio agio… è sempre difficile. La paura ti blocca. Ci si ferma ad un bivio: cambiare e provare a vivere serenamente o restare intrappolati nella realtà che hai abbracciato per decenni?

Detto così la risposta sembrerebbe ovvia. Ma non lo è. Le parole sono diverse dai fatti, e Oli ce lo dimostra alla perfezione. Una donna sulla cinquantina bloccata in una vita non sua: azienda di famiglia, matrimonio agli sgoccioli ormai da molti anni, col marito che è diventato un coinquilino, anzi no… un conoscente. Avrà qualcuno con cui confidarsi? Qualcuno con cui piangere, distaccarsi? Probabilmente la sua migliore amica da sempre, solo che la protagonista inizia a stancarsi un po’ di tutto e tutti, lei compresa. Inizia a pensare, ricordare e rivivere tutti i momenti negativi.

E quando inizi a capire che quello di cui più  hai bisogno  è un cambiamento che capisce che sei sfinito. Non ne puoi più.

Oli decide così di rispolverare il suo inglese ed è a questo punto che subentra Emma. Una donna inglese sulla sessantina che ha avuto il coraggio di fare ciò che Oli più teme: lasciare tutto e partire. Le due fra una lezione e l’altra diventano sempre più affiatate, finché le loro vite non decidono di intrecciarsi. Inutile dire che tutto cambia.

“La solitudine la sento solo di sera, quando si deposita addosso come un magico filtro e mi sento sparire.”

Emma decide di cambiare finalmente. Non si sente più sola, anzi ora è capita. Si sente amata, apprezzata e coccolata. Nessun altro l’aveva mai fatto prima. E’ una sensazione piacevole. Forse un po’ troppo.

E se fosse stata tutta una menzogna come le suggeriva la sua cosiddetta migliore amica?

Man mano i dubbi si fanno sempre più intensi diventando quasi realtà. Una realtà che non le piace molto. Spesso tendiamo a nasconderci dalla realtà. Dall’ovvio. Per paura delle conseguenze.

Ma cosa sono realmente le conseguenze? Non sono altro che azioni future, lontane dal momentaneo. Lontane dalla realtà attuale. E chi dice che le conseguenze non possano essere positive?

“La mente, come al solito, vaga lontano. Associo gli innesti che creano queste mescolanze di colori a chi è capace di inventare ogni giorno colori nuovi, a chi ha abbastanza incoscienza da accostare il verde col giallo, il blu cobalto col rosso rubino, perché nulla ci fa più coraggiosi come la capacità di rompere gli schemi e sovvertire l’ovvio.”

Credo che l’autrice voglia mandarci anche questo messaggio: vada come vada rischia sempre. Essere fiduciosi, tenere gli occhi ben aperti, non avere paura, vivere la vita al meglio. Non bloccarci in una vita che non sentiamo nostra, in una vita che non ci appartiene, in una vita fatta di menzogne. Viviamo semplicemente una vita fatta su misura per noi, per la nostra vera essenza. E ricordiamoci sempre:

“Non si diventa mai quello che si è già stati. Separarsi significa diventare una persona nuova e io non so cosa potrebbe restare di me dopo aver sciolto la treccia di un amore finito e quante cose potrebbero rimanere impigliate.”

Una volta avuto il coraggio di sciogliere tutte le trecce che vi legano all’infelicità, vi ritroverete davanti ad ostacoli che non faranno altro che complicarvi la vita. Non fatevi ingannare. Questi ostacoli saranno la vostra salvezza, sarà grazie a loro che la vita sarà migliore e poi chissà, spesso mentre cerchiamo una cosa ne troviamo un’altra. Ed è proprio così che è andata ad Oli. Cercava un corso per rispolverare il suo inglese e invece ha trovato il coraggio di cambiare, lasciarsi andare. E noi lettori, insieme ad Oli, abbiamo rispolverato il nostro di inglese.

Di solito sono contro questo genere di iniziative. Credo che scrivere inglese e italiano, senza la traduzione in italiano possa causare problemi ad un lettore che non se ne intende. Adesso però, per lo stile e per la storia credo sia molto appropriato, non avrei trovato modo migliore per ricordare ai lettori che i personaggi stanno parlando in inglese. È stato talmente piacevole che quasi non volevo leggere più in italiano! Adesso ho voglia di leggere un bel libro in inglese, cosa che probabilmente avrei fatto non con molto piacere. Ci sono stati alcuni errori di battitura/distrazione che, fortunatamente, non hanno causato alcun danno al lettore.

“Non puoi fuggire e lasciare che tutto si spenga così come una candela. Senza una parola. Meglio dirsele di tutti i colori, ma chiarirsi. I cerchi si devono chiudere in un modo o nell’altro.”

I personaggi hanno dei caratteri e delle storie molto emozionanti, trovo impeccabile l’incastro delle loro vite, delle loro emozioni e dei loro sentimenti. Interessante la scelta degli argomenti affrontati da Oli e gli inglesi. È stato divertente vedere un riscontro fra le due culture e i vari stereotipi. Cosa più importante sono state le ideologie affrontate per aiutare la protagonista principale, Oli, a ritrovare se stessa. Si è parlato un po’ di tutto ma specialmente dell’amore. Oli ormai da tempo aveva smarrito il vero significato di questa parola, confondendosi anche sotto le lenzuola, ma chi siamo noi per giudicare? Chi siamo noi per darci etichette? Chi siamo noi per impedirci di essere felici? In fondo…

“L’amore, l’attrazione, il piacere di stare insieme non hanno sesso. Le cose accadono e basta.”

Serenella Baldesi

Nata a Roma nel 1962, Serenella Baldesi è architetto libero professionista. Frequenta da quattro anni la scuola di scrittura “Omero” di Roma. Ha pubblicato Cammino Doppio, uscito nel 2017. Have a nice day è il suo secondo romanzo.

Le parole sono il suo pane quotidiano: fra libri, serie tv, film e il suo scrivere racconti passa le giornate. È amante delle piccole cose, dei gatti, e ammira chi dal niente riesce a trarre di tutto. Il suo ispiratore maggiore è Albert Einstein, infatti condividono la stessa filosofia di vita: 'La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto', 'Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido', 'La creatività è contagiosa. Trasmettila!'

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