Recensioni,  Thriller

Recensione: “Hard Cash Valley” di Brian Panowich, NN Editore

Hard Cash Valley Book Cover Hard Cash Valley
Brian Panowich
Thriller
NN Editore
25 febbraio 2021
cartaceo
382

Il passato del detective Dane Kirby è popolato di fantasmi: ha perso moglie e figlia in un incidente che non riesce a perdonarsi, e a distanza di anni fatica a rimettersi in sesto.

Quando l’Fbi inizia a indagare sulla morte di Arnie Blackwell, un criminale con il vizio del gioco brutalmente assassinato in Florida, Dane viene chiamato ad affiancare l’agente Roselita Velasquez, che non sembra gradire l’intrusione del nuovo collega. Eppure Dane è l’uomo chiave per il caso: tutti gli indizi portano a un grande combattimento di galli organizzato a Hard Cash Valley, in Georgia del Nord, e solo lui, con l’aiuto degli amici di sempre, sa aggirare le tacite norme che regolano i territori di Bull Mountain.

Quando al delitto si aggiunge la scomparsa di William, il fratellino di Arnie, affetto dalla sindrome di Asperger, Dane e Roselita iniziano un’impietosa caccia all’uomo, tra agenti corrotti e killer senza scrupoli.

Dopo "Bull Mountain" e "Come leoni", Brian Panowich torna con un romanzo costruito come un’incalzante corsa contro il tempo; e ci consegna un nuovo protagonista, disposto ad affrontare i suoi demoni in nome dell’amore e di una giustizia non dettata dalle leggi, ma da un più potente ideale di umanità e fiducia.

“Il suo futuro non era scritto nelle stelle come aveva sempre detto Gwen. Era scritto con l’inchiostro sbiadito della stampante su quei maledetti fogli. Proprio lì in bianco e nero. Decise di fissare le acque ruggenti del Bear Creek davanti a sé. Il torrente non gli ricordava niente. Niente era qualcosa che poteva sopportare. Niente andava bene.”

 

Il brutale omicidio di Arnold Blackwell, un farabutto con il vizio della droga e delle scommesse, avvenuto in un motel di Jacksonville, Florida, è il punto di partenza di Hard Cash Valley, un romanzo intenso dalla trama serrata e sapientemente intrecciata, costruita attorno alle indagini dell’ex capitano dei pompieri ed esperto di incendi, Dane Kirby.

Kirby, dopo la morte della moglie e della figlia di cinque anni in un incidente di cui si sente responsabile, si è ritagliato un ruolo come agente part-time per il Georgia Bureau of Investgation nella sua McFalls County, una zona rurale, tra valli e spazi aperti. Un incarico di secondo piano che, però, non rimane tale quando è chiamato ad affiancare l’FBI nelle indagini in corso a Jacksonville. In quella stanza d’albergo, dove il corpo di Arnold Blackwell è stato torturato e bruciato, Kirby valuta la scena, offrendo le sue opinioni e cercando di uscire dal caso, ritenendo di non apportare alcunché alle indagini.

Non sarà così perché l’arido vicedirettore O’Barr, responsabile del caso, lo costringerà a lavorare fianco a fianco con la caustica agente Roselita Velasquez. Per i due investigatori, diametralmente opposti per carattere ed esperienze, inizia una collaborazione tutt’altro che facile, segnata da un costante attrito che li porterà a sviscerare la sordida storia che ha per centro di gravità proprio Hard Cash Valley, nella McFalls County, e più precisamente nella “Farm” dove si è tenuto lo Slasher, il più grande torneo di combattimento di galli.

Senza voler svelare troppo della trama, emerge che l’omicidio di Blackwell è la punta dell’iceberg di una lunga e sordida sequenza di attività criminali, innescata dal fatto che Blackwell è venuto in possesso di una grande quantità di denaro a seguito della vincita, da tutti definita materialmente impossibile, dello Slasher. In realtà, Blackwell si è avvalso delle geniali capacità del fratello di undici anni, William, un ragazzino affetto dalla sindrome di Asperger, che non è in grado di condurre una vita “normale” ma che, comunque, possiede una mente matematica capace di cogliere sottigliezze che sfuggono a tutti. Questo “potere” non è passato inosservato ai criminali coinvolti nel business dei combattimenti dei galli, i quali vedono nel ragazzino la fonte di forti guadagni. William, però, seguendo le indicazioni che il fratello gli ha impartito prima di morire, si è nascosto e sarà compito di Kirby e Velasquez trovarlo e metterlo al sicuro.

La ricerca del ragazzino si intreccia così con l’indagine su una lunga serie di cruenti omicidi, un doppio impegno che Kirby riuscirà a risolvere, non senza difficoltà, dando la stura a una sfilza di colpi di scena dove la corruzione e la delinquenza non conoscono confini tra i “buoni” ed i “cattivi”.

Nello scorrere della vicend,a dove non sono poche le scene violente e dove la tensione si mantiene scostante a ogni volgere di pagina, ciò che rende la storia particolarmente toccante è la figura dell’agente Kirby.

Un uomo che è costretto a vivere con il rimorso per essere stato la causa (involontaria) della morte della moglie e della figlia; che è perseguitato letteralmente dai loro fantasmi, i quali diventano reali presenze nella narrazione e nei suoi pensieri; e che trascorre le giornate sospeso nella sua contea dove ha sempre vissuto, un ambiente rurale, duro e con le proprie regole morali.

È questo vivere quasi stancamente, ad esempio quando deve rapportarsi con la nuova fidanzata che lo ama e che vorrebbe aiutarlo, ma soprattutto quando deve fare i conti con la terribile malattia che lo sta uccidendo e che lo sta spegnendo lentamente, bruciando tutta la sua energia, che forgia la sua figura di uomo sconfitto e prostrato. Ma la storia, proprio alla fine della vicenda, trasmette il messaggio più forte e, quasi in contrasto con i crimini e le brutture, invia un segno di speranza. Il finale del libro è, infatti, molto dolce e lo spessore umano di Kirby emerge in modo struggente: proprio mentre Kirby sembra pronto a soccombere al peso della vita, una poesia di Neruda, ricopiata dalla moglie tanto tempo prima e ritrovata nel cruscotto del pick-up, diventa il momento di rinascita, un ultimo atto d’amore che travolge Kirby e lo spinge a guardare avanti.

Un contrasto decisamente forte e ben calibrato, dopo aver fatto giustizia alle innumerevoli violenze sparse nelle pagine del racconto: un contrasto che indica la possibilità di redenzione per l’animo sofferente di Kirby.

Nonostante Hard Cash Valley sia una storia di violenza, grintosa e dai ritmi serrati, dove tutti i personaggi, dai ganster filippin a William, il fratello di Arnold, alla collega di Kirby, Rosita, fino ad arrivare ai personaggi minori che però trovano una dimensione fondamentale per la storia, hanno una loro propria caratterizzazione, non c’è sbavatura né presenza che sia superflua, un insieme che funziona e che tiene il lettore con il fiato sospeso.

Il punto di equilibrio tra il punto di non ritorno e la forza di andare avanti del protagonista fa di Hard Cash Valley qualcosa di più di un thriller: una dimensione che non appartiene al genere, ma che evidenza l’importanza (e la bravura dell’autore nel crearlo) di un personaggio principale umanamente ben delineato. Quanto può incidere, dunque, lo spessore umano di un personaggio in un romanzo di questo genere?

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