HappyHead
1
Young adult
Fanucci
26 gennaio 2026
cartaceo e-book
316
Seb è stato selezionato per partecipare a un nuovo programma sperimentale sulla psiche chiamato HappyHead, ideato per risolvere la crisi nazionale dell’infelicità adolescenziale. Lì, insieme agli altri partecipanti, sarà sottoposto a una serie di valutazioni volte a metterlo alla prova, affinché possa affrontare con maggiore sicurezza le sfide del mondo reale. Seb è determinato a vincere, così da cambiare il modo in cui le persone lo vedono e rendere orgogliosi i suoi genitori.
Ma poi incontra un misterioso partecipante di nome Finn, che ha attirato su di sé attenzioni indesiderate a causa della sua resistenza alle regole. I leader vogliono che tutti lo credano mentalmente instabile, eppure quando mette in luce le crepe nel sistema, Seb inizia a interrogarsi sulla vera natura delle prove e a chiedersi se Finn sia in realtà l’unico di cui può davvero fidarsi.
Qualcosa di sinistro è all’opera... e mentre le valutazioni prendono una piega oscura, una voce nella sua testa, sempre più difficile da ignorare, continua a dire che, malgrado la vittoria, potrebbe non esserci una via d’uscita.
“E voi fortunati siete stati selezionati a caso in tutta la nazione e siete diventati i primi, i primissimi, a sperimentarlo. Siete speciali, dal primo all’ultimo”
“HappyHead – Sogni di infelicità” di Josh Silver (Fanucci editore) è un romanzo distopico per young adult che ha per protagonista un adolescente problematico di nome Sebastian. La sua è un’età difficile e, come lui, tanti altri giovanissimi la affrontano con difficoltà. Quando viene selezionato per far parte del progetto HappyHead, non ci può credere e i suoi familiari hanno grandi aspettative. L’obiettivo di questo progetto è raccogliere un gruppo di ragazzi in un luogo isolato simile ad una caserma nel bosco, sottoporli a prove che serviranno loro per affrontare al meglio il mondo reale. L’obiettivo è risolvere l’infelicità adolescenziale che potrebbe invadere la mente di tutti i ragazzi della nazione nel giro di pochi anni.
Una volta giunto a destinazione Seb si rende conto di essere in pericolo ma forse è troppo tardi per provare a fuggire.
“Hai sempre provato sentimenti sentimenti molto profondi. Non che sia una cosa negativa. E’… parte di te. E’ ciò che ti rende speciale”
Devo dire di esser rimasta piacevolmente sorpresa da questo romanzo. E’ un genere che non incontra il mio gusto poiché non amo le storie distopiche, ma l’ho letto piuttosto rapidamente. I capitoli non sono troppo lunghi e lo stile dell’autore è fluido, sobrio e asciutto. Una lettura per giovani, ma che invita alla riflessione anche gli adulti. Pone l’attenzione su una realtà spaventosa fondata su un modello di perfezione dove non c’è spazio per le debolezze. Una società futura che vorrebbe puntare su elementi forti a scapito di quelli più fragili, una sorta di lotta per la sopravvivenza dove si premiano gli individui più promettenti e si promuove la competizione, quella malsana che prende il nome di arrivismo.
Seb è un ragazzo sensibile e chiuso, sente di essere una delusione per i genitori che lo percepiscono diverso dal figlio che avrebbero voluto. Non ha una vita sociale e i suoi insegnanti lo trovano troppo emotivo e immaturo, vorrebbero che ricevesse quell’input dalla vita che lo preparasse a superare gli ostacoli del futuro. Seb sta vivendo i primi turbamenti, è confuso ma sta volgendo verso la consapevolezza in merito al suo orientamento sessuale.
“C’è qualcosa di inquietante il lui. E’ teso. Come una molla carica”
I compagni di squadra che gli vengono assegnati a HappyHead sono: Finn, il ragazzo dagli occhi di ghiaccio che lo colpisce immediatamente. E’ un giovane emotivo che fatica a controllare la rabbia, ha dei trascorsi dolorosi che lo portano ad isolarsi. La sua difficoltà a fare gioco di squadra e non è ben vista all’interno del gruppo così come dallo staff. Ash invece è una ragazza dolce, amichevole ma impressionabile mentre Eleanor è forte, scaltra e molto ambiziosa. Non avrebbe difficoltà a tradire i compagni di squadra per raggiungere il suo obiettivo: essere la migliore.
E’ una lettura ricca di suspense e assai dinamica. Non vi sono momenti di stasi, ogni capitolo rappresenta una prova per i protagonisti e ogni prova è più difficile della precedente. Si affronta il tema della malattia mentale, del disagio e delle carenze a livello familiare. L’attenzione si polarizza sul disagio adolescenziale aggravato dalle aspettative e dalla durezza di una società che non lascia spazio a quelle che sono umane e naturali fragilità. Ovviamente non manca il mistero: chi c’è dietro HappyHead? Quali sono i reali obiettivi del progetto? Perché accadono cose strane? Ne usciranno tutti vivi?
“Quando ho creato HappyHead il mio obiettivo era quello di dare alle persone la possibilità di capire che sono in grado di raggiungere la felicità da sole”
L’autore dimostra di conoscere perfettamente il mondo adolescenziale e le sue peculiarità, lavora infatti come infermiere specializzato nella salute mentale degli adolescenti. I protagonisti sono credibili e ben caratterizzati, anche l’ironia di Seb è coerente con la sua età e alleggerisce la trama. L’ambientazione è inquietante e claustrofobica come si conviene ad un racconto di questo tipo. La storia d’amore è delicata e gentile, i protagonisti sono due anime affini che si sono riconosciute e amate. L’ingenuità tipica dell’età, la loro freschezza, non può che suscitare tenerezza. L’unica nota di umanità un contesto disumano.
Questo è il primo capitolo di una serie quindi il finale è aperto. Non essendo un’estimatrice del genere letterario in questione, non ho ancora deciso se leggere o meno il seguito. Pur avendo apprezzato sia la trama che la narrazione, desidero prendere la distopia a piccole dosi dal momento che tutto ciò che non è realistico finisce spesso per non piacermi.
Vi allontanate mai dal genere letterario che prediligete arrivando a leggere cose molto lontane da esso? Credete che sia giusto sperimentare nuovi generi o è bene non uscire dalle nostre zone comfort zone?