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Recensione: “Hans Mayer e la bambina ebrea” di Eleonora E. Spezzano, Bonfirraro

Hans Mayer e la bambina ebrea Book Cover Hans Mayer e la bambina ebrea
Eleonora E. Spezzano
Romanzo storico, Narrativa
Bonfirraro
16 gennaio 2020
E-book, cartaceo
393

Hans Mayer, ufficiale della Wehrmacht, schivo e solitario, si limita a percorrere ogni giorno la strada che lo separa dalla caserma cercando di non badare agli sguardi di disprezzo che lo circondano. È chiuso in un circolo vizioso di incertezze che lo hanno portato a riflettere sul suo ruolo. Niente nella città monotona che è diventata Varsavia gli fa credere che le cose un giorno possano cambiare. Una sera d'autunno il destino lo mette alla prova, giocando una delle sue carte più pericolose, lanciandogli una sfida inizialmente impossibile che con il tempo si trasforma nella sua unica ragione di vita. La sua casa diventa l'unico porto sicuro in mezzo all'enorme campo di battaglia in cui si è trasformato il mondo. Il gelo crudele dell'Olocausto sta penetrando lentamente nel cuore degli uomini, ma Hans è pronto alla disobbedienza. Si ritroverà di fronte a un bivio, costretto a decidere se scommettere su tutte le sue sicurezze o rinunciare.

 

“Non possiamo certo mantenere vitto e alloggio anche ai vecchi e agli ammalati, mein kommandant. Qui dentro o si lavora, o non si sopravvive”. Fu solo in quel momento che compresi il vero significato di quella scritta che adornava il cancello del lager. Era tutt’altro che un messaggio di speranza, bensì una presa in giro.

Hans Mayer è un giovane ufficiale della Wehrmacht costretto a vivere uno dei periodi più bui della storia. Siamo in Polonia, a Varsavia per la precisione, nel periodo più caldo della Seconda Guerra Mondiale, nel bel mezzo della ‘Soluzione finale’. Mayer vive la sua vita in modo quasi automatico dividendosi tra casa e gli uffici della Kommandatur. Ma una fredda sera d’inverno, durante una retata per catturare quanti più ebrei possibile e spedirli nei campi di concentramento, Hans si imbatte in Marie, una piccola bambina ebrea che scombussolerà totalmente l’esistenza del militare, e porterà alla luce un sacco di segreti che forse erano stati custoditi per molto, troppo tempo. Marie sarà solo il primo raggio di un sole che farà brillare in Hans la voglia di tornare a vivere, di abbandonare tutto ciò in cui si vede costretto, a partire da quella divisa che ormai si vede stretta portata indosso.

“Se solo tutti gli uomini come il comandante potessero rendersi conto che una donna non è un oggetto, che una donna non si possiede, che una donna non è scontata. Se si rendessero conto che una donna è fragile come la ceramica, ma che allo stesso tempo potrebbe essere forte come una tigre se solo lo volesse, che potrebbe graffiarti ma non lo fa perché ti ama o crede che quello sia amore. Se tutti gli uomini del mondo vedessero quanto belle sono le donne”.

La presenza di Marie nella sua vita lo porterà ad abbattere tutti i muri che si era costruito intorno una volta arruolato, si troverà ad affrontare tutte le esperienze derivate dalla perdita della madre e della sua crescita con il padre, con il quale non aveva un buon rapporto… la sua infanzia, l’adolescenza, l’essere costretto all’arruolarsi e la perdita, inconsapevole, di Anne, il suo grande amore. Ma con l’aiuto di Marie tutti questi muri pian piano cominceranno a sgretolarsi fino a portare alla luce il vero Hans e la sua tremenda voglia di vivere ma, sopratutto, di amare ancora.

Lo stile di narrazione è molto fluido, e nonostante alle prime armi la scrittrice riesce a trasmettere lo stato d’animo adatto per affrontare questa tematica. Sotto alcuni aspetti ricorda un pò l’esperienza di scrittura di Anna Frank: Eleonora scrive il suo romanzo a 13 anni, Anna ne aveva 14 quando scrisse il suo diario. Così come per Anna, anche per Eleonora si tratta della sua prima esperienza di scrittura, con la consapevolezza però che l’opera di Eleonora verrà letta da qualcuno, Anna scrisse il diario solo per se stessa, non di certo con lo scopo di farlo leggere ad altri. Il viaggio che compie Hans può essere visto come una sorta di metamorfosi, un cambiamento che deve affrontare per andare avanti e lasciarsi alle spalle tutte le esperienze negative che é stato costretto ad affrontare negli ultimi anni.

L’AUTRICE

Eleonora E. Spezzano, quattordici anni, vive a Reggio Calabria e frequenta il Liceo Classico “T. Campanella”. Sin da piccola ha nutrito una grande passione per la poesia e nella scrittura riversa tutti i suoi pensieri. Con il tempo è cresciuto, insieme a lei, anche il suo amore per i libri, che è iniziato con la bellissima saga de Le Cronache di Narnia, che ha letto in quattro o cinque giorni, passando dalle grigie case di Londra, insieme allo sfortunato Oliver Twist, alla villa di Miss Peregrine dove ha conosciuto “i ragazzi speciali”. Frequenta il quinto anno di pianoforte al conservatorio “Francesco Cilea”. Questo è il suo romanzo d’esordio.  E’ la stessa autrice a scrivere: “Quello che fin dall’inizio volevo comunicare attraverso questo libro è il ricordo. Non dobbiamo dimenticare l’orrore generato dalla Seconda guerra mondiale. Dobbiamo imparare dal nostro passato per non ripetere gli stessi errori. Tutti gli esseri umani che hanno perso la vita per colpa della guerra non possono essere morti invano. Le loro vite spezzate devono essere un esempio per tutti noi, così da evitare un’altra guerra distruttiva”.

I libri sono sempre stati la mia passione... o si può dire ossessione! Ho scelto di studiare Editoria per farne il mio mestiere... ma poi il destino aveva altro in serbo per me! Appena ho un attimo libero mi dedico alla lettura.. e scoprire questo blog é stata una vera sorpresa!

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