Poesia,  Recensioni

Recensione: “Gotica Chimera” di Francesca Ghiribelli, Tulipani Edizioni

Gotica chimera Book Cover Gotica chimera
Francesca Ghiribelli
poesia
Tulipani Edizioni
26 ottobre 2020
cartaceo, ebook
103

Una raccolta di poesie gotiche che verso dopo verso vi porteranno a esplorare il lato più misterioso dell’amore, con sfumature fantasiose e pennellate decise.

Il nero è il colore protagonista, ma non è detto che se coloriamo il nostro cuore di questo elegante colore dobbiamo per forza creare un’atmosfera triste o pervasa dal pessimismo: ogni colore dà tono a tutti gli altri.

Ogni poesia è parte di noi stessi che ci nascondiamo dietro maschere lontane dal nostro vero essere per non ammettere che ci troviamo veramente in difficoltà di fronte alla vita.

 

” […]
Stringo forte
al petto la tua mano
tremante di oscurità
e vivo nel clemente pensiero
che un giorno ti rincontrerò
al di là di mari e fiumi
in cui i nostri mortali respiri
troveranno
l’unico modo
per far abbracciare
l’alba ed il tramonto
in un intenso sospiro d’eternità”

 

La raccolta di poesie che recensiamo oggi per voi è Gotica Chimera di Francesca Ghiribelli. Dal titolo, si percepisce che, molto probabilmente, i componimenti che si andranno a leggere rientrano in quel genere di poetica inizialmente nata in contrapposizione a tutto ciò che fosse classico, ma poi relegatasi a tutt’altro mondo.

E mi sento proprio di partire dalle caratteristiche del “genere” gotico per riflettere sulle poesie di Francesca Ghiribelli, che – a mio parere – in molti aspetti se ne allontanano, nonostante la tensione dell’autrice a voler rientrare in questi canoni.

Mi auto-correggo subito, però. La letteratura gotica non ha dei canoni fissi e precisi: Gotico: la poesia romantica della letteratura inglese - laCOOLturanon starò qui a parlare della storia e dell’evoluzione del genere (ripercorrere le tappe dal Settecento inoltrato sarebbe lungo e, per i più, tedioso nonché fuori tema), ma ricordare a me stessa i suoi aspetti rilevanti non può che farmi bene. Al di là dei temi della dark poetry – tra cui rientrano la morte, l’irrazionale, il sovrannaturale, il mistero, ma non solo – a farci qualificare un’opera come tale sono sicuramente le atmosfere (generalmente misteriose, fantastiche, evocative, malinconiche), le ambientazioni (quasi sempre scure: non a caso si predilige la notte o, come mi piace definirla, la scala di grigi), i sentimenti, che racchiuderei in un’unica e onnicomprensiva espressione: il sublime.

Fatta questa piccola e scarna premessa, posso addentrarmi tra i versi di Francesca Ghiribelli: devo ammettere che, a primo impatto, le poesie che ho letto, anche affascinata, non mi hanno però fatto pensare al genere gotico. Il tenore dei versi, le atmosfere che evoca, le emozioni che comunicano non mi hanno trasmesso la magia del gotico. Sicuramente è presente la malinconia: anzi, oserei dire che è così presente la malinconia, unitamente ad un mondo magico di “leggera tristezza”, da risultare a volte forzata.

E questo me lo conferma un po’ la stessa autrice quando, nella sua Introduzione, ci spiega il suo modo di vedere e vivere il genere gotico, ossia non in modo categorico, ma allusivo:

… ma non è detto che se coloriamo il nostro cuore di questo elegante colore dobbiamo per forza creare un’atmosfera triste o pervasa dal pessimismo: se non esistesse il buio, non potrebbe esserci neanche il giorno.

Ad allontanare il mio animo dall’atmosfera che pensavo di ritrovare nella raccolta, inoltre, sono state sicuramente le immagini. I componimenti sono, quasi tutti, accompagnati da immagini che richiamano un verso, un’emozione, il contenuto della poesia. Il problema che ho riscontrato, personalmente, è che le immagini non mi hanno quasi mai fatto pensare alla poesia gotica, anzi scaraventano al di fuori dell’atmosfera che l’autrice intende creare.

Immagine tratta da Gotica Chimera, “Mani Giunte”

Ma, al di là della corrispondenza al genere, ci tengo ad effettuare una disamina anche a livello contenutistico e strutturale. La raccolta consta di tre sezioni: Gotico amore, dove predomina il tema dell’amore che riempie gli sguardi di tenebre di luce e unisce gli amanti per l’interminabile / silenzio della notte / sospirando le lettere sbiadite / del mio inconscio. L’amore oscilla tra l’abbandono, la nostalgia, il ricordo e la speranza, l’emozione vissuta, l’augurio malinconico di poterlo ritrovare e far rigenerare.

Vibra il celestiale
grido dell’abbandono
e in me si rigenera
il perduto sospiro dell’amore,
ma senza te al mio fianco
invento comete di cartapesta
per ritrovare la strada
che riporti alla nostra capanna
fatta di promesse ormai sbiadite.

La seconda sezione prende il nome di Magie e Fantasie gotiche: cambiano gli ambienti che fanno da sfondo alle poesie, ma non i sentimenti. Vengono introdotti personaggi fantastici, di mondi magici, come le fate e gli angeli, ma credo che, più del mondo fantastico, l’autrice qui punta, più che nelle altre sezioni, a rendere armonica, musicale e sopraelevata la malinconia che prova. Ammetto che mi ha lasciata perplessa il riferimento alla fede, che cozza alquanto con la letteratura gotica, ma non posso che rispettare la scelta di Francesca Ghiribelli di affidarsi a qualcosa che è più in alto di noi.

Una piccola grotta scavata nel tuo cuore
è rifugio del dolore
mentre prego ormai per il tempo rimasto
di dare tregua a questo pianto:
le lacrime sono gocce che trasudano amore
un crocifisso

preannuncia la tua figura in lontananza
le tue sagome raccontano
le numerose terre che ti hanno fatto nascere
poi dentro alla tua anima
Dio ha innalzato un altare,
dove gli occhi hanno pace
solo se ti stanno a guardare,
chiesa abbandonata
su quest’isola di mare.
Così… la fede ha trovato il cuore.

L’ultima Sezione, Malinconicamente Gotica, è quella che ho preferito: introspettiva e naturale. In questa sezione sono compresi componimenti che mi hanno avvicinata all’autrice e al sentimento che vuole comunicare. È solo in questa sezione che ho compreso il significato del titolo della raccolta e di quale sia, forse, l’obiettivo di Francesca Ghiribelli. Mi piace definirla una “rivoluzionaria” che da uno degli stati emotivi più comuni dell’uomo vuole trarre il “bello” per poi, con questo bello, raggiungere alte vette.

Lì su un dirupo addormentato
sono giaciglio
di un cuore innamorato
e guardo il mare
compagno di questa gitana salita:
sento che non è ancora
del tutto finita.
E una rima troverà miglior vita
dentro questa inespugnabile goccia
di oceano
che è mare disperato
tra le ghiaie dell’amore.

 

Per misterioso incanto, l’autrice vuole risorgere nei suoi sentimenti e, al di là di cosa rientri nel gotico e cosa no, vuole comunicare questo messaggio. Spero di leggere altri suoi componimenti, in cui però venga data voce soprattutto a questo suo Io più naturale, alla Chimera che è in lei, la quale non vuole essere relegata in schemi o categorie.

 

 

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: