God of Wrath
Legacy of Gods #3
Dark Romance
Hope Edizioni
2 febbraio 2026
Cartaceo e eBook
574
Cosa fai quando incontri il diavolo?
Cosa fai quando il diavolo ti vuole?
Una notte buia, una cerimonia di iniziazione in cui intrufolarsi inosservata. Non facile, ma possibile.
Sbagliato. Cecily Knight capisce di aver commesso un errore fatale nel momento in cui lui, Jeremy Volkov, la vede.
Leader senza scrupoli dei Pagani ed erede della Bratva russa, Jeremy può non essere letteralmente il diavolo, ma ci assomiglia molto.
Ora vuole proteggerla, così sostiene. Cecily, però, legge la verità in quegli occhi gelidi: Jeremy vuole possederla, marchiarla, farla sua. In quegli stessi occhi, Cecily scorge anche il bagliore di qualcosa che la trattiene dal fuggire da quell’uomo tormentato e dal suo mondo crudele. Finché non è troppo tardi.
Avvertenze:
God of Wrath, terzo romanzo della serie Legacy of Gods, contiene scene di primal play, altre dove il consenso è dubbio e riferimenti ad aggressioni sessuali.
“Il vero potere non è urlare o dare ordini. Non è mostrare i muscoli o sfoggiare armi. È starsene lì con la massima disinvoltura, come questi uomini, sapendo di avere tutti i presenti in pugno. Il vero potere ribolle sotto la superficie, con un’energia che sta per esplodere.”
Se c’è una cosa che ho imparato leggendo “God of Wrath” di Rina Kent, edito da Hope Edizioni, è che con lei non esistono mezze misure. O la ami o chiudi il libro dopo poche pagine.
Con God of Wrath, terzo volume della serie Legacy of Gods, siamo nel territorio del Dark Romance estremo. Quindi se cercate una relazione sana, siete nel posto sbagliato. Qui si parla di manipolazione, stalking e dinamiche di potere discutibili.
La storia ruota attorno a Jeremy Volkov e Cecily Knight. Senza fare troppi spoiler, la dinamica parte da un gioco di potere. Jeremy mette gli occhi su Cecily e decide che lei gli appartiene. Non chiede il permesso, non corteggia: prende.
Il fulcro del romanzo non è l’amore nel senso classico o romantico del termine ma è il possesso. Jeremy non corteggia Cecily: la reclama.
La Kent è maestra nel creare quella tensione costante dove la protagonista si sente braccata, ma al tempo stesso attratta dall’oscurità del suo inseguitore. È un gioco del gatto col topo dove, a un certo punto, non capisci più chi stia scappando da chi.
Quello che rende la trama avvincente è il contrasto tra l’ambiente universitario della Royal Elite e il sottobosco oscuro in cui Jeremy opera. Cecily si ritrova intrappolata in un patto pericoloso, un legame basato sulla sottomissione e sul desiderio proibito, che la costringe a esplorare parti di sé che non sapeva esistessero. La tensione non è mai solo fisica, è psicologica: è una partita a scacchi dove la posta in gioco è l’anima di entrambi.
“Jeremy è un tipo che prende senza chiedere scusa, che distrugge senza pietà e poi se ne va in silenzio. È un vero mostro che sa benissimo cosa vuole. E a quanto pare, in questo momento ciò che vuole è distruggermi. Per qualche ragione, mi piace la parte di lui che non chiede scusa, l’assertività nelle sue azioni. L’atteggiamento “prendere o lasciare”.
Volkov non è l’eroe classico, è un predatore metodico, freddo e assolutamente ossessivo. È una figura complessa e disturbata fino alla fine. Rina Kent è riuscita a creare un personaggio che riesce a essere terrificante e magnetico allo stesso tempo. La sua evoluzione nel libro è sottile ma potente: non diventa “buono”, ma impara a incanalare la sua “oscurità” per proteggere quello che considera suo.
Dall’altra parte abbiamo Cecily, una ragazza che appare pura e solare, ma che nasconde una profondità e una resilienza inaspettate. Il loro incontro non è un colpo di fulmine, è una collisione violenta che distrugge le barriere di entrambi.
Cecily Knight è stata una vera sorpresa, il modo in cui sfida Jeremy, pur temendolo, crea una chimica esplosiva tra di loro. Inizialmente sembra la classica ragazza ingenua, ma durante la lettura la sua forza emerge tanto da permetterle di gestire un uomo che terrorizzerebbe chiunque altro.
La scrittura è scorrevole, quasi ipnotica. Una volta iniziato, e devo ammettere con fatica considerando la “violenza “ narrata, è difficile staccarsi dalle pagine perché vuoi capire fino a che punto si spingeranno e cosa accadrà.
“God of Wrath” è un viaggio senza freni nell’ossessione. Non è un libro per tutti. È crudo ed è scritto con quella consapevolezza di chi sa esattamente quali corde proibite andare a toccare nel lettore.
Questo libro, come ho scritto in precedenza, è un Dark Romance estremo. Tratta temi pesanti, dinamiche di controllo e situazioni che mettono alla prova la morale del lettore. Non è una lettura per tutti, ma per chi ama il genere, è una perla rara.
Non ci sono momenti morti. Ogni interazione tra i protagonisti trasuda tensione.
Lo stile è crudo, diretto e senza fronzoli, perfetto per l’atmosfera cupa del racconto.
In definitiva, “God of Wrath” è un romanzo che ridefinisce il confine tra protezione e possesso, dimostrando che a volte, nell’oscurità più profonda, non serve una luce per orientarsi, ma qualcuno che conosca le ombre meglio di noi.
Se siete fan della Kent, Jeremy Volkov diventerà probabilmente il vostro nuovo incubo preferito. Se siete nuovi al genere… beh, preparatevi, perché l’impatto sarà forte.
Buona lettura!
“Sono colui che ucciderà i tuoi demoni a uno a uno finché non sarai libera. Toccherò le tue cicatrici finché non le accetterai e non imparerai a conviverci, perché sono una delle cose che ti rendono ciò che sei.”
Rina Kent è autrice bestseller del New York Times, di USA Today e numero uno nel romance oscuro.
Conosciuta per i suoi antieroi e villain senza scuse, Rina intreccia storie di personaggi di cui non dovresti innamorarti… ma lo fai inevitabilmente. I suoi romanzi sono intrisi di un tocco di oscurità, una sfumatura di tormento e la giusta dose di intensa e pericolosa ossessione.
Quando non è impegnata a orchestrare il caos nel suo universo narrativo in continua espansione, Rina conduce una vita riservata a Londra, viaggia e vizia i suoi gatti come una vera Cat Lady.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.