Gli ultimi della lista
Narrativa
Mondadori
27 gennaio 2026
ebook, cartaceo
260
Agosto 1944. Parigi è ormai vicina alla Liberazione, ma dalla Gare de l'Est continuano a partire treni carichi di deportati, tra cui un convoglio composto da trentasette ufficiali dei servizi segreti alleati. Tra loro, il comandante Forest Yeo-Thomas, inviato speciale di Churchill; il capitano Harry Peulevé, membro dello Special Operations Executive; e il tenente Stéphane Hessel, agente dei servizi segreti della Francia libera. Destinazione: il Block 17 del campo di concentramento di Buchenwald. A tre settimane dall'arrivo, i loro nomi appaiono in una lista di uomini da giustiziare. Cercando la complicità della resistenza clandestina del campo, i tre ufficiali riescono infine a mettere a punto un piano tanto incerto quanto rischioso: darsi alla fuga assumendo l'identità di alcuni prigionieri del vicino Block 46, il "blocco delle cavie", rimasti vittime degli esperimenti condotti dalle squadre mediche naziste per formulare un vaccino contro il tifo. Gli ultimi della lista ritrae tutte le forze in gioco a Buchenwald, triangoli verdi e rossi (i prigionieri comuni e quelli politici), guardie SS e Gestapo, esplorando gli equilibri alla base di quella che Primo Levi chiamò "la zona grigia": un'area di compromesso tra persecutori e vittime, dove le possibilità di sopravvivenza dipendevano anche dal grado di complicità, resistenza e doppio gioco nei confronti dell'ordine imposto dai nazisti. Conciliando magistralmente una minuziosa ricerca storica e gli espedienti drammatici del romanzo, Grégory Cingal cattura tutta la tensione emotiva di questa vicenda che ha dell'incredibile, trasponendola in una corsa mozzafiato contro il tempo.
“Gli ultimi della lista” di Grégory Cingal, Mondadori, è uno strano romanzo. Ambientato nell’agosto del 1944, racconta le vere vicende di un gruppo di ufficiali alleati francesi e inglesi, deportati a Buchenwald. Questi finiscono in una lista di condannati a morte, e per salvarsi dovranno progettare una fuga assurda, assumendo l’identità di prigionieri morti nel “blocco delle cavie”. Il campo infatti è tristemente famoso per gli esperimenti medici fatti sui prigionieri, che causarono morte e sofferenze atroci.
Ho definito il romanzo strano perchè queste vicende sono accadute veramente. I personaggi descritti sono esistiti davvero, i loro destini si sono realmente intrecciati e hanno subito gli orrori che sono descritti nel romanzo. Ma la particolarità è proprio questa: i fatti sono romanzati.
L’autore ha usato un ritmo molto veloce e serrato, capitoli brevissimi, che danno al lettore l’impressione di essere in una corsa contro il tempo, proprio come accade ai protagonisti. La ricostruzione storica è molto accurata, con molta attenzione ai dettagli, e aiuta il lettore a immergersi nella storia e nelle vicende dei personaggi.
Ciò su cui si concentra maggiormente il romanzo è quella cosiddetta “zona grigia” descritta da Primo Levi.
Una struttura complicata, un’area dai contorni sfumati dove non ci sono buoni o cattivi, ma dove la necessità di sopravvivere spinge le persone a compromessi morali. Questo tema è molto sviluppato nel libro, l’autore esplora le ambiguità tra prigionieri e carcerieri, cosa si era disposti a fare per sopravvivere, e cosa si era disposti a fare per aiutare a sopravvivere.
Ho trovato il libro molto interessante perché non è il classico romanzo sulla Seconda Guerra Mondiale o sull’Olocausto. E’ un romanzo sui rapporti umani, in un luogo dove l’umanità era totalmente scomparsa, su come anche nella sofferenza e nel dolore qualcuno riusciva ad avere una coscienza, e ad agire seguendola. Il merito è dato anche dallo stile dell’autore, che ha saputo raccontare le vicende usando un linguaggio molto pulito e chiaro, senza frasi melodrammatiche e senza descrivere scene in modo pietoso. I fatti narrati già di per sé sono drammatici, la scelta di non enfatizzare questa caratteristica mi è piaciuta molto.
All’inizio ho fatto un po’ fatica a riconoscere i vari personaggi, ce ne sono molti e tutti danno il loro contributo preciso alle vicende. Però mano a mano che procedevo nella lettura, il romanzo ha preso più forma e sostanza, e la sua velocità di narrazione ha dato il ritmo giusto.
Consiglio davvero questo romanzo a chi ha voglia di novità, di qualcosa di diverso e di una visione originale di questi temi.

Mamma appassionata di libri fin dall’infanzia.
Sono una lettrice compulsiva, non c’è momento che non sia buono per leggere! Amo tutti i generi di libri, ma prediligo noir, gialli, thriller e romanzi d’autore.