Giuditta - Il ghetto di Roma, la dittatura fascista, la Resistenza
Romanzo storico
Infinito edizioni
24 gennaio 2025
Cartaceo, ebook
170
Roma, 1917.
Nel pieno della grande guerra nasce l'amicizia tra Giuditta, una ragazzina ebrea di tredici anni e Libero, operaio comunista di diciotto. La passione per la politica li unirà in modo così profondo che il loro legame sopravviverà a due conflitti mondiali. Nel romanzo, le date e gli eventi storici sono la base per una narrazione avvincente. Un universo di personaggi accompagna i protagonisti in questo viaggio spesso ingiusto e doloroso, a volte profumato di gelsomino e primavera. "Giuditta" è un tributo a Roma e alla resistenza, alle migliaia di donne e uomini che hanno donato la loro vita per la nostra libertà. Il racconto di un passato che ormai è quasi presente, un disperato appello alla memoria e all'umanità.
Martina Galletta, nel suo secondo romanzo, “Giuditta – Il ghetto di Roma, la dittatura fascista, la Resistenza”, edito Infinito ci porta, attraverso una narrazione intensa e coinvolgente, nella Roma tra le due Guerre Mondiali.
Il romanzo mescola fiction e storia, personaggi ed eventi reali con altri frutto dell’immaginazione dell’autrice. Incontriamo la protagonista, Giuditta, quando ha appena tredici anni, nel 1917; una ragazzina appartenente a una famiglia ebrea benestante, in apparenza noiosa e insignificante, che invece cela un’intelligenza e una mente aperta e vivace, una personalità spiccante. È ancora giovanissima, eppure rimane folgorata dal carisma di Libero. Operaio, comunista fervente che, nelle sue arringhe su libertà e diritti, spicca come un eroe romantico e coraggioso. Alto, bello, muscoli temprati dal lavoro in fabbrica, Libero arde per una fede politica che gli scorre nelle vene al pari del sangue.
Non potrebbero essere più diversi, eppure, nonostante le differenze d’età, classe sociale e fede, un comunista e un’ebrea, diventano amici, complici su quel muretto, immersi dal profumo di gelsomini e sogni di libertà. Accomunati da una sete dalla giustizia, i due si confrontano alla pari, si aprono gli occhi a vicenda e si scoprono molto più simili di quanto pensavano. La narrazione è un’altalena temporale che oscilla tra le due guerre, tra i giorni di conflitto e quelli di attesa.
“Ogni volta che la radio faceva risuonare la sua voce metallica, sembrava impossibile che potesse trasmettere notizie più gravi di quelle del giorno precedente. Eppure, era così. Si sentiva intrappolata in un vortice di follia di cui nessuno riusciva a decifrare la potenza e la portata.”
Libero e Giuditta: i protagonisti di Martina Galletta
Attraverso le chiacchierate tra Libero e Giuditta seguiamo il corso degli avvenimenti, le ripercussioni che la guerra, e poi le leggi razziali, portano nelle loro vite e in quelle delle rispettive famiglie. Vediamo Roma cambiare, attraverso i loro occhi, la scopriamo ferita, colpita a sangue, spogliata, preda della fame, delle privazioni, ostaggio delle leggi fasciste.
In un racconto piuttosto breve, l’autrice è riuscita a delineare due ritratti perfettamente tratteggiati, due vite che si stagliano sull’avanzare della storia; li ha raccontati in ogni sfumatura caratteriale, e ci ha mostrato i cambiamenti che, il periodo storico, le difficoltà e le perdite, hanno inciso sulle loro vite e di conseguenza sulla loro crescita. C’è tanta Roma in queste pagine; è protagonista al pari di chi ha vissuto sulla pelle l’orrore dei bombardamenti, della fame, degli oppressori, del ghetto, della perdita di familiari e dignità.
“Giuditta” non è solo la storia di una ragazzina diventata donna in anni difficili, terribili, soprattutto per un ebreo, ma è anche un tributo a tanti uomini e donne che hanno messo in gioco, e in alcuni casi perso, la vita in nome di quella parola che dovrebbe essere l’ideale di tutti, allora come oggi: la libertà.
“Ritrovando Giuditta, Libero aveva ricominciato a “usare la sua voce“, come gli aveva sempre insegnato nonna Flaminia. Era rimasto sorpreso dall’ entusiasmo che aveva provato, parlando con qualcuno che fosse in grado di tenergli testa. Giuditta lo stimolava, lo punzecchiava, gli faceva vedere il mondo da una prospettiva completamente diversa. La vita di Libero si era come rischiarata, nonostante l’incertezza e la paura.”
Questo romanzo è un caleidoscopio di vite, voci e volti. Alcuni colpiscono per il coraggio, l’amore e l’altruismo, altri per la ferocia e la crudeltà, sentimenti esacerbati dalla guerra. Una prosa che scorre impetuosa e appassionata, una scrittura delicata ma incisiva quella dell’ autrice, una voce autentica, toccante e vivida.
Vi piacciono i romanzi che portano il lettore nel cuore della Storia?

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.