Gemini
Fantasy
Self-publishing
4 novembre 2019
cartaceo, ebook
351
In un mondo post-bellico il mago Syter e l’allievo Ologold sono stati privati di ogni potere.
In un mondo primordiale tre ragazzini lottano per sopravvivere.
La Magia. Che cos’è? Una pratica occulta? Un’illusione? Un potere sovrumano? Un termine per definire l’indescrivibile?
Il vero dilemma però è un altro: come è nata la magia? La leggenda narra che essa fù praticata per la prima volta da tre gemelli, ma se questi racconti fantastici non fossero del tutto veri?
“Il vero dilemma è: come è nata la magia? La leggenda narra che tutto ebbe inizio con tre gemelli…”
Questi sono gli interrogativi che l’autore presenta al lettore nel momento in cui si avvicina alla prima pagina del libro, dopo aver voltato la pagina di copertina.
Sono tre belle domande che incuriosiscono e fanno chiedere al lettore cosa altro possa trovare all’interno della narrazione. L’autore non ha voluto focalizzare, di primo acchitto, questa domanda. E non è rimasta senza risposta, giacché, dopo aver messo il naso nella storia, sono venuti fuori altri tre impellenti argomenti, che Omar Costenaro non ha voluto trattare o per scelta o per dimenticanza.
Propendiamo più per scelta, avendo dovuto, nel racconto, scegliere quali fossero le prerogative da mostrare ad un pubblico giovanile molto, ma molto attento alle problematiche realistiche che, in genere, lo stereotipo edonistico per antonomasia fa proprie. La scelta è stata proprio quella di non deludere la pletora di giovani che si sentono chiamati in dovere di collocare a cultore il maestro quando spinge la perifrasi in un momento affabulatorio. E giunti all’ultima pagina del libro alcune prerogative che non sono nella fabula sin dall’origine non le ritroviamo.

Prima di tutto c’è da fare un’osservazione sull’originalità del momento topico della storia che è un archetipo risalente alla Guerra di Troia con il ratto di Elena, che si trova contesa tra due fazioni che scendono in guerra per albergarla dentro al castello del vincitore. Anche qui la figura femminile promuove tutto l’arcano affabulatorio, essendo Lazy la prima donna che emerge nella narrazione. Col suo comportamento tra due antagonisti, ella si guarda bene dal non far altro che complicare la situazione, scegliendo di innamorarsi dell’unica persona che non può presentare ai suoi per il fatto di essere un nobile guerriero della fazione opposta.
Tua madre era una di noi. Faceva parte della famiglia Syter” balbettò l’uomo dai lunghi capelli neri, convinto di aver pronunciato la propria sentenza. Non aveva detto tutto, non aveva proferito alcun nome, ma era comunque in attesa della sua fine. Aveva disubbidito, ma lo aveva fatto soltanto per Beatrice.
Passarono i secondi. Nulla. Non era successo niente. Per quanto faticasse a crederlo, Syter era ancora vivo, questo stava a significare che il destino non sarebbe mutato in seguito alla sua rivelazione.
Anche mancando l’originalità dell’idea madre, insita nel racconto, bisogna dire che Omar, l’autore, copre bene l’archetipo scelto con una fantasia e una storia che non ha niente da invidiare al più famoso idillio delle guerre omeriche.
Dopo una premessa doverosa non possiamo non venire alla domanda che l’autore rivolge al lettore sulla scoperta della magia. E per dare una riposta enucleata dall’autore stesso, si deve entrare nel racconto dicendo che la storia si svolge in un periodo storico strabiliante, tra anni e avvenimenti che si accavallano e vanno avanti e indietro con tre fratelli, artefici di buona parte degli avvenimenti, e un mago Syter e un suo allievo, che s’intercalano con le vicende dei fratelli. La volontà dei fratelli, volta al bene, trova difficoltà per essere ostacolata dal male.
Essi cercano in tutti i modi di superare le alchimie del malvagio e, in un’occasione, per rispondere a un attacco nemico, il maggiore dei fratelli Juke lancia della materia in aria che si condensa tra gli atomi e disperde una magia…
…che fino a quel momento possedeva …
Ma non credete alle mie parole: forse non è questo il momento decisivo in cui l’autore devolve il potere della magia giacché c’è in atto una guerra combattuta con episodi magici tra Key e Syter.
“Uomini! Guardatemi e ascoltatemi tutti. Oggi elimineremo una volta per tutte la minaccia Key, è giunto il tempo di vendicare i nostri antenati e rendere giustizia a Lazy, madre di tutti noi! Voglio vedere soltanto la rabbia nei vostri volti e il sangue scorrere sulle vostre spade, nessuna pietà per i traditori! Nessuna pietà per i vili codardi! Nessuna pietà per i Key e le loro ridicole bugie! Non fermatevi e non abbiate paura, oggi nulla potrà fermare la nostra furia!” urlò alzando la spada al cielo, il comandante, la sua voce tonante riecheggiava in tutta la valle. “Soldati e spettri, colpiteli al cuore con la vostra magia! Giganti, spezzate tutto quello che troverete nel vostro cammino! Donne, curate i nostri feriti come fossero i vostri figli!”
Il mago dei Syter, col suo aiutante, sciorina per il tempo per circa una certa quantità di volte prima di tornare nel presente; poi con i suoi poteri riesce a gestire un conflitto che porta a delle difficoltà cicliche che non permettono alla magia di aver l’energia sufficiente con cui si deve sostenere.
A conclusione dell’intreccio non vi è una chiara vittoria della fazione dei buoni, rompendo, in tal modo, lo stereotipo che nei libri fantasy il buono vince sempre sul cattivo.
Un libro con le piccole aporie emerse sta magnificamente bene nella mia biblioteca personale.
Buona leggibilità, scrittura agile, oserei dire fresca. Ambiente non pesante e privo di congegni astrusi o di mezzi di trasporto che abbiano connotati peculiari. Tutto fluisce con un’arguzia e un piccola malizia che emerge dalla mente dell’autore. Grande. Onirica.
L’autore
Mi chiamo Omar Costenaro, sono nato e cresciuto a Marostica: una piccola città del Veneto.
Ho scoperto il mondo della lettura fin da giovanissimo con i grandi classici del fantasy. Gli intriganti personaggi dei libri che leggevo mi hanno ispirato nella stesura di brevi racconti, ma il mio viaggio era solo all’inizio.
Con il tempo, i protagonisti delle mie avventure hanno infatti assunto sempre più spessore, le ambientazioni si sono evolute e la trama si è intrecciata al punto da dare vita a un vero è proprio romanzo.
All’età di sedici anni ho così ideato GEMINI: il mio primo libro fantasy.
Mi sono cimentato anche in altri generi letterari, una nuova sfida con me stesso: scrivere un libro diverso da tutto ciò che, fino a quel giorno, avevo letto o scritto.
Il frutto di questa esplorazione è un romanzo giallo: A NIGHT IN ALLDALE.