Funerale contromano
Narrativa contemporanea
Les Flâneurs edizioni
31 ottobre 2025
ebook, cartaceo
104
Ibra ed Emanuele condividono la camera in un dormitorio per senza dimora. Ibra, immigrato originario del Gambia che vive in Italia da quasi trent’anni, ogni mattina si sveglia alle prime luci del sole e sfreccia in sella alla sua bicicletta per andare a lavorare in campagna. Emanuele, giornalista in crisi esistenziale, si alza con tutta calma e ciondola per le strade leggendo i quotidiani del giorno prima. Ma la loro esistenza sta per cambiare. Said, il nipote di Ibra che ha seguito le orme dello zio trasferendosi in Puglia, muore durante un incidente stradale in cui nove braccianti hanno perso la vita. «Viaggiavano come bestie» sussurra qualcuno, accusando i caporali della strage. Ibra decide di riportare il corpo del nipote in Gambia e coinvolge Emanuele nella raccolta dei fondi necessari. grazie all’aiuto di un gruppo di personaggi piegati dalla vita, i due iniziano a organizzare il viaggio. Riusciranno a partire e a ricongiungersi col proprio passato? "Funerale contromano" è un romanzo che viaggia in direzione ostinata e contraria, per riportare in luce le storie nascoste nell’ombra e restituire la voce a chi troppo spesso è costretto al silenzio.
La cover di “Funerale contromano”, il romanzo di Emiliano Moccia, Les Flâneurs edizioni, è di grande impatto emotivo e racconta già una storia dolorosa, tragica e purtroppo ancora tanto, troppo frequente. La tragedia dei migranti che attraversano il mare e i suoi pericoli, per un futuro migliore e l’altrettanto tragica esistenza di chi, sopravvissuto al viaggio della speranza, perde la vita tra i campi, sul lavoro che somiglia più a una schiavitù. Due esistenze al centro del racconto: Emanuele e Ibra, compagni di stanza in un dormitorio per chi una casa non ce l’ha.
“Ci siamo conosciuti una domenica sera alla mensa dei poveri. È successo qualche mese fa. Io avevo un giornale in mano, lui la dignità.”
Il primo ha lasciato la sua vita “normale” di giornalista a Milano ed è tornato nella sua Foggia, a trascinare i giorni nell’inerzia. Ibra in Puglia è arrivato trent’anni prima, per regalare un futuro alla sua famiglia in Africa. Anni di lontananza dal loro abbraccio, da un bacio e dal conforto, anni di bugie dipingendo un’esistenza serena e realizzata. Piegato nei campi, con il corpo che invecchia, la schiena che si piega, i capelli che ingrigiscono.
È Emanuele a raccontare in prima persona le loro storie, i loro passi che si sono incrociati per caso, i loro giorni differenti, i rispettivi passati agli antipodi, per approdare nello stesso caseggiato di miserie e speranze disilluse. E intorno a Ibra e Emanuele tante esistenze ai margini, vite spiegazzate, di chi si è perso, di chi fa fatica rimane a galla, di chi non si arrende. Ci si accorge di loro quando accade una tragedia, per il resto del tempo sono invisibili.
“Sfruttamento e disperazione hanno lo stesso numero di lettere, anche se diverse fra loro. Se le osservi bene, sembrano formare quasi la stessa parola. Carica di dolore, soffocamento, terrore.”
Emiliano Moccia usa la cronaca per raccontare una storia che è dramma sociale e personale assieme. Storia di dolore e perdita, di ingiustizia e caporalato ma anche di solidarietà tra gli ultimi, di amicizie inaspettate, di gesti carichi di umanità di chi non ha nulla, se non un cuore grande e braccia spalancate all’accoglienza.
“Vivi, respiri, parli, dormi, mangi, cammini, qualche volta sogni pure, ci provi, fatichi, corri, desideri, ti stanchi, soccombi, sparisci. Sei cenere invisibile, ormai cancellata dal mare più gentile.
I tuoi passi. Rumore.
La tua voce. Rumore.
Il tuo cuore. Rumore.”
I luoghi di “Funerale contromano” sono due, in un incrocio di andata e ritorno, speranza e morte. La prima parte, più lunga, è nella Foggia agricola, nelle campagne, nei dormitori che sono veri e propri inferni, tra le strade, fra gli ultimi tra gli ultimi. La seconda parte è il funerale contromano di Said, e arriviamo nel momento in cui lui ritorna in Africa, a Bakau.
La narrazione di Emiliano Moccia è commovente, mescola fatti, prende in prestito la cronaca e la fa muovere sui binari dei sentimenti, dei legami, della gentilezza che fa da contrappunto alla crudeltà del profitto. Un racconto che non lascia indifferenti, scuote la coscienza e fa sanguinare il cuore: è realtà, non fiction, Ibra e Said hanno altri volti, altri nomi, ma destini simili.
Un funerale contromano rispetto a chi parte e perde sogni e speranze in mare; un funerale contromano per riportare a casa chi quei sogni non li ha persi tra le onde di un naufragio ma sull’asfalto, vittima del caporalato, dell’indifferenza.
Con scrittura sensibile e partecipe, l’autore ci racconta non solo una storia ma le emozioni, e lo fa con grande partecipazione emotiva.
“Perché le stelle attaccate in cielo possono anche brillare nel buio della notte, chiamarti per nome e dire che va tutto bene. Ma l’oscurità e l’incertezza in cui sei avvolto ti fanno davvero paura. Come il silenzio, la solitudine, la mancanza.”

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.