Frankenstein: il moderno Prometeo Book Cover Frankenstein: il moderno Prometeo
Mary Shelley
romanzo gotico, fantascienza, horror fiction, classico
Feltrinelli (2013), Netwon (2016)
1818 (seconda revisione)
cartaceo, kindle
200

Frutto perverso degli esperimenti di uno scienziato "apprendista stregone", espressione di una visione apocalittica della scienza, la creatura di Frankenstein è tuttora la raffigurazione del "mostro" per eccellenza, materializzazione vivente delle nostre paure.

Mary Shelley, cresciuta in un ambiente intellettuale di prim'ordine (nell'Inghilterra tra Sette e Ottocento), scrive - ispirandosi ai miti di Faust e Prometeo - uno dei più famosi bestseller di ogni tempo, che fin dal suo apparire (1818) suscita grandissima impressione e scandalo, guadagnandosi migliaia di lettori e rendendo di colpo famoso il nome della sua autrice.

Oggi Frankenstein fa ormai parte dell'immaginario collettivo: una "porta oscura" della nostra mente dietro la quale  "il mortale e l'immortale fanno prematura conoscenza".

“I vari elementi della vita non sono incostanti come i sentimenti della natura umana.”

             

 

“Frankenstein: il moderno Prometeo” è uno di quei libri che ti catapulta in un universo parallelo, che ti fa riflettere, ti fa amare e poi odiare. Mary Shelley è una scrittrice per passione, che ama le storie di fantasmi e dell’orrore, e che è stata capace di riassumere la banalità e la poca cura che ha l’umanità verso il diverso.

Vorrei morire con te; non posso vivere in questo mondo di sofferenza.

Era l’estate del 1816, anno noto come “l’anno senza estate“, dovuto all’eruzione di un vulcano nel 1815 che cambiò drasticamente il clima. Mary Shelley e suo marito, Percy, restarono bloccati a Villa Diodati, la casa di Byron (un altro grande autore del Romanticismo); così, un giorno, preso dalla noia, Byron ebbe un’idea: tutti dovevano scrivere una storia d’orrore. Ed è così che nacque “Frankenstein”.

Tu sei il mio creatore, ma io sono il tuo signore: obbedisci!!

Mary Shelley adotta la tecnica del racconto nel racconto, e tra la fine del primo e l’introduzione dell’altro, troviamo i momenti di maggiore dialogo.

Il primo racconto inizia con il dottor Victor Frankenstein che approda su un’isola per mettersi a salvo. Qui, incontra Walton, il comandante della nave, il quale, vedendo Frankenstein mal ridotto e tormentato, decide di accudirlo e curarlo. Incuriosito, Walton, chiede a Frankenstein la sua storia (secondo racconto). Ed eccoci, quindi, catapultati nella vita infantile, adolescenziale e adulta del dottor Frankenstein: una vita agiata, ricca di amore, dolcezza e propensi allo studio. Lui è amato da tutti, ed è molto affezionato a tutta la sua famiglia in egual modo eccetto Elizabeth. Lei, una ragazza orfana di madre e padre, salvata dalla famiglia Frankenstein, lei, unico e costante raggio di luce del cuore di Victor, lei la sua promessa sposa. Ebbene sì, Elizabeth (che nel libro chiamava “cugina”) era l’amata del dottore.

Galvanism and Scientific Discovery | Mary Shelley's FRANKENSTEIN

Tutto sembra andar bene, quando d’un tratto (non proprio improvvisamente) Frankenstein decise di partire ed esplorare il mondo per approfondire i suoi studi. Iniziò ad appassionarsi alla cultura del galvanismo (lo studio delle correnti prodotte dalle pile voltaiche per stimolare o riportare in vita persone). Se ne appassionò talmente tano da diventarne ossessionato. Non riusciva a fare nient’altro tutta la giornata. Faceva esperimenti su esperimenti giorno e notte per ottenere quello che tanto bramava: creare una vita.

Dopo mesi e mesi di studi, lettere mandate e non mandate ai cari e ore insonni, finalmente, ci riuscì. Dottor Frankenstein creò la sua prima vita, ma non ne fu tanto fiero. Victor, si rese conto che non aveva creato un essere grazioso e bello da vedere, ma un mostro. Era alto, deforme, massiccio, da un colorito rivoltante… insomma, era facile considerarlo “l’essere più brutto che si sia mai visto”.

Creatore insensibile e senza cuore! Mi avevi dato percezioni e passioni e poi mi avevi gettato via, oggetto di disprezzo e di orrore per l’umanità.

Frankenstein era terrorizzato dalla creatura che lui stesso aveva creato e, come spesso tutto il genere umano è solito fare, ha giudicato l’esterno senza conoscerne l’indole. La creatura, è un essere sfortunato e solitario, che si è trovato a vivere una vita non realmente voluta né aspettata, una vita piena di sofferenze e deliri.

Assistiamo alla crescita della creatura (narrata nel terzo racconto del libro) più che a livello fisico, a livello intellettivo. In fin dei conti, la creatura non era altri che un bebè nel mezzo di un mondo di bestie feroci!

Si era nascosto nel retro di una casa, e aveva studiato la lingua, i comportamenti, i modi e i sentimenti. Il tutto da solo. Come un bambino abbandonato e lasciato da solo, la creatura (per il suo padrone insegna anche di nome) si è fatta forza e si è conquistato le sue vittorie culturali. Se fossi stata il suo creatore, sarei molto fiera di lui.

Io ero caritatevole e buono; la sofferenza ha fatto di me un demonio.

La creatura gentile e disponibile verso tutti gli uomini, si era stancato della loro cattiveria verso i suoi confronti, così decise di diventare ciò che tutti credevano: un demonio. Iniziò a ribollire in lui il sentimento di vendetta verso il suo creatore, decise di fargli vivere una vita infernale, e di farlo soffrire come lui soffriva. Questo, però, solo ed esclusivamente se il suo creatore si fosse rifiutato creare una donna uguale a lui. La creatura voleva solo amore, voleva comprensione e rispetto, nient’altro.

Victor, però, non era in grado mentalmente, di rivivere il tutto, così rifiutò. La creatura, allora, iniziò il suo piano vendicativo che rese la vita di Frankenstein… invivibile, sofferta, triste e tormentata tanto da ridurlo sull’orlo della pazzia.

Frankenstein di Mary Shelley: cast e curiosità sul film

 

Più di qualsiasi altra cosa, è un libro che ci induce alla riflessione. Spesso ci riteniamo superiori ad ogni altra persona, ma in realtà non siamo altro che invidiosi. “Chi è il vero mostro?” è la domanda che ci fa compagnia dalla prima all’ultima pagina del libro, grazie alla fantastica, inconsueta e descrittiva forma di scrivere dell’autrice.

Consigliatissimo agli amanti del genere gotico e del periodo romantico in generale, lo sconsiglio a chi non ama la scrittura non moderna e a chi è facilmente impressionabile.

C’è sempre qualcosa a lavoro nella mia anima che non comprendo.
Mary Shelley

 

  

L’autrice

 Mary Shelley, nata Mary Wollstonecraft Godwin

(Londra, 30 agosto 1797 – Londra, 1º febbraio 1851), è stata una scrittrice, saggista e biografa britannica. È l’autrice a 19 anni del romanzo gotico Frankenstein (Frankenstein: or, The Modern Prometheus), pubblicato nel 1818; curò, inoltre, le edizioni delle poesie del marito Percy Bysshe Shelley, poeta romantico e filosofo. Era figlia della filosofa Mary Wollstonecraft, antesignana del femminismo, e del filosofo e politico William Godwin.

Scritto da:

Aurora

Le parole sono il suo pane quotidiano: fra libri, serie tv, film e il suo scrivere racconti passa le giornate. È amante delle piccole cose, dei gatti, e ammira chi dal niente riesce a trarre di tutto. Il suo ispiratore maggiore è Albert Einstein, infatti condividono la stessa filosofia di vita: 'La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto', 'Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido', 'La creatività è contagiosa. Trasmettila!'