Recensioni

Recensione: “Fracture” di Barbara Bolzan, Delrai Edizioni

Fracture Book Cover Fracture
Rya Series #1
Barbara Bolzan
Narrativa, Fantasy
Delrai Edizioni
2017
cartaceo, ebook
313

L’ingegnosa penna di questa brillante autrice, ci offre il primo di quattro romanzi fantasy.

Nemi, un personaggio dalla personalità complicata e scorbutica è il capo del villaggio di Mejixana, la terra dei ribelli, il quale durante una giornata colpita da una forte pioggia, salva Rya, una giovane ragazza ferita sul bordo del fiume portandola dal suo popolo.

Rya sarà ben voluta e accudita da questa nuova gente ma finché non si sentirà al sicuro, custodirà un potente segreto fino al punto di dover mentire sulla propria identità, inventandosi una vita che non è la sua. Dovrà abituarsi a questa sua nuova realtà e valutare di chi potersi fidare. Sembrerà tutto insolito per lei ancora insicura e timida.

 

 

“Per gli esseri umani è diverso. Poi gridare, puoi invocare aiuto ma non accorre mai nessuno. Perché non c’è nessuno”

 

Ecco una storia dal sapore Medievale e dai tanti personaggi che catturano l’attenzione e il cuore del lettore.

Nemi è il protagonista di questo racconto, burbero capo di un villaggio in lotta contro l’impero, il quale un giorno, sotto una pioggia battente, salva una giovane ragazza, Rya, ferita sul bordo del fiume e con i vestiti imbrattati di sangue.

Rya si sveglia nel regno di Mejixana, immerso in una rigogliosa foresta, dove è molto ben accolta da tutti, anche se Nemi le incute molta paura, non solo per i suoi modi bruschi, ma anche per il suo massiccio aspetto molto trascurato.

La giovane protagonista è ancora restia a rivelare le proprie origini, malgrado le insistenze del diffidente Nemi e deve un po’ alla volta abituarsi a questa nuova realtà così diversa da quella del suo regno; la vita a Mejixana è molto più semplice e libera per tutti. In questa nuova terra, Rya fa molto presto amicizia con gli abitanti, stabilendo una forte empatia verso il medico del villaggio che si prende cura di lei. L’imponente medico Isan è molto più dolce e protettivo nei suoi confronti, come d’altronde lo è Marita, la levatrice del villaggio.

A Rya manca molto la sorella Alsisia, rimasta nel regno di Temarin, e nel suo cuore scorrono quotidianamente tutti i ricordi che precedono il suo ritrovamento nel bosco. Rya, dalla forte personalità custodisce un segreto e un misterioso ciondolo che insospettisce ancor di più Nemi, ma la ragazza non può ancora riferirne il significato.

 

Perché Rya è in realtà una principessa, la principessa Rya Niva di Temarin, e lo rivelerà allo scontroso Nemi solo durante un lungo viaggio che affronteranno insieme e che permetterà ad entrambi di conoscersi meglio, di rendersi conto delle debolezze e fragilità che albergano in ognuno di loro. La figura di Rya rappresenta, ormai, quella della principessa anticonformista, guerriera, coraggiosa stravagante, la quale, fuori dalle mura del suo regno, durante questo viaggio verso Idrethia, si sentirà ormai libera, senza obblighi, senza costrizioni. Rya si è finalmente liberata della principessina capricciosa e timorosa. Ecco, infine, una principessa che non ha bisogno di nessun uomo accanto per sentirsi forte, sicura di sé e le sue battute ironiche ci strappano spesso un sorriso.

“Il giallo. È il colore del sole. E’ come respirare l’estate anche in pieno inverno.”

 

Uno stile narrativo molto curato, pulito, impeccabile mette subito il lettore al proprio agio catapultandolo nel mondo meraviglioso del racconto.

Il ritmo è molto coinvolgente, tanto da proiettarci in un magico mondo fiabesco intenso e sconfinato quanto i paesaggi che lo popolano. Le descrizioni così perfette racchiudono tutti i nostri sensi, percependone perfino i rumori, gli odori del bosco, delle dimore. Gli stati d’animo di ogni personaggio ci giungono con forza, soprattutto nelle svolte inaspettate.

La voce narrante è quella della principessa Rya: il suo racconto è spesso fatto di tristi ricordi del suo Regno, della sua infanzia con la sorella, per la quale prova tanta ammirazione e dalla quale si è sempre sentita protetta.

L’accurato linguaggio ci riporta alla terminologia usata in quell’epoca in cui i romanzi storici c’incantavano.

I personaggi, di cui uno rimarrà per adesso nell’ombra del mistero, sono numerosi, ma ben costruiti e presentati in modo da affezionarcisi subito. Esprimono esattamente i luoghi circostanti grazie all’attenta descrizione dei loro vestiti. I personaggi secondari vengono perfettamente presentati in vista di, quasi sicuramente, ritrovarli nelle  successive avventure.

I dialoghi, mai banali, sono straordinariamente ricchi di emozioni e valorizzano fortemente gli aspetti psicologici di ciascun personaggio, creando inoltre un intreccio perfetto fra di loro e gli elementi delle sequenze.

L’inizio del racconto è abbastanza lento e indefinito e ciò potrebbe rappresentare una incrinatura nella descrizione di Rya, nell’intento di non destare allarmismo nel regno di Mejixana che l’ha amabilmente accolta, ma l’abilità dell’autrice è tale da ritrovarsi presto immersi nella favola.

Brillante la scelta d’inserire durante la narrazione ricordi di Rya stessa, proiettati in un prossimo “futuro”… quando tutte le peripezie saranno passate (quasi a voler sanare dolorose Fratture), presentandoci una principessa nuova, più matura, consapevole, e non più timida e capricciosa; queste integrazioni intensificano la trama e rivelano un po’ delle vicende dei personaggi, ancora tutte da scoprire.

Un Finale inaspettato ma molto ben costruito che rimane aperto… Rya si allontana ma è solo un arrivederci al secondo romanzo delle avventure di Rya.

E tu lettore… Hai amato questa principessa nelle insolite vesti di ragazza indipendente e libera oppure rimani fedele alla classica sovrana nel proprio castello?

Beatrice Castelli

 

 

L’autrice

Barbara Bolzan nasce nel 1980 in provincia di Milano.

Pur non abbandonando mai il suo primo amore per la recitazione, durante l’adolescenza si avvicina al mondo della scrittura e comincia a partecipare con successo a premi letterari nazionali e internazionali.

Pubblica il primo volume di narrativa nel 2004, con la prefazione del Professor Ezio Raimondi (Accademico dei Lincei e docente di Italianistica all’Università di Bologna). Questo testo, Sulle scale, è un excursus medico-narrativo sulle problematiche adolescenziali associate all’epilessia, e viene pubblicato da AICE (Associazione Italiana contro l’Epilessia).

Nel 2006, in seguito alla vittoria del Premio Internazionale Interrete, pubblica Il sasso nello stagno, un romanzo sul difficile rapporto padre-figlia, nel quale la narrativa procede parallelamente agli studi linguistici e filologici.

Del 2011 è il thriller Requiem in re minore, finalista al prestigioso premio Alabarda d’oro – Città di Trieste 2010 e presentato nel 2012 nel corso della serata conclusiva del Festival di Sanremo (all’interno della rassegna Casa Sanremo Writers, presso il Palafiori).

Rya – La figlia di Temarin esce nel 2014, pubblicato da Butterfly Edizioni. Figlio della sua passione per la storia e per la manipolazione della realtà, questo romanzo storico-fantastico costituisce il primo volume della saga che prende il nome dalla sua protagonista (La saga di Rya).

Sempre con Butterfly Edizioni, nel 2014 pubblica anche L’età più bella, frutto dei suoi studi sull’epilessia. Il romanzo partecipa alla 53° edizione del Premio Campiello.

Il furto dei Munch, un giallo ambientato nel mondo dell’arte e del mercato nero, esce nel 2015, pubblicato da La Corte Editore e distribuito da Messaggerie Libri.

Nel 2016, con Delrai Edizioni, esce l’intera serie storica ad ambientazione fantastica RYA, composta da quattro volumi: Fracture, Sacrifice, Deception, Awaken  (Rya Series), frutto del suo amore per il medioevo e per la manipolazione della realtà.

Attualmente, Barbara Bolzan tiene corsi di scrittura creativa e collabora come editor, ghostwriter e illustratrice con diverse realtà editoriali.

Béatrice Castelli vive a Torino, cresciuta a Parigi fino all’età di 17 anni, coltiva sin dall’età di otto la passione per la lettura e quella della scrittura. A dieci anni leggeva Crime et Châtiment  di  Dostoïevski,  preso per caso dalla fornitissima  biblioteca di suo padre, senza sapere ancora nulla di questo scrittore. A 17 anni, con tutta la famiglia si stabilisce in Italia a Torino, dove dovette imparare l’italiano. Lo studio per la letteratura italiana l’appassiona in fretta, come da piccola per quella francese, iniziai così a scrivere pensieri in entrambe le lingue. Ha frequento l’interpretariato di Torino con il desiderio di tradurre libri per la sua casa editrice preferita: l’Adelphi. Purtroppo incontra sul suo cammino molte difficoltà per arrivarci e così si ritrova a tradurre testi tecnici per nulla entusiasmanti… L’amore per la scrittura l’accompagna da sempre.  Non avendo mai nessuno a chi confidare i suoi pensieri, scrive per se stessa. Ha pubblicato, per due case editrici, poesie d’amore in due diverse raccolte, una per Segnidartos l’altra per Rupe Mutevole Ed. e una favola per bambini sempre per Rupe Mutevole. In alcuni siti letterari ha pubblicato inoltre dei racconti brevi. In questo momento ha un romanzo già ultimato nel cassetto.

Un commento

  • Barbara

    Bea, sono senza fiato! Ti ringrazio tantissimo per questa lettura così accurata e per la tua analisi! Grazie per aver ospitato Rya nel tuo blog, e spero di incontrarti di nuovo tra queste pagine.
    Grazie ancora!

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