Formule mortali. La prima indagine dei Cinque di Monteverde
Noir
Salani Editore
4 aprile 2023
cartaceo, ebook
400
In una torrida estate romana, un anziano cammina nel parco di villa Sciarra, nell'elegante quartiere di Monteverde.
Un odore tremendo attira la sua attenzione. Vicino a una macchia di cespugli scopre, con terrore, una mano mozzata.
Poco più in là, gli arti amputati di un uomo sono disposti sul terreno a disegnare una celebre formula fisica. Il brutale omicidio turba la quiete del quartiere, ma soprattutto sconvolge l'instabile equilibrio del commissario Ansaldi, che con il trasferimento nella capitale sperava di aver trovato una tregua agli orrori cui ha assistito nella sua lunga carriera in polizia.
Meticoloso e sensibile, la sua grande umanità lo porta a essere preda perfetta dell'ansia e degli attacchi di panico. Ciononostante rimane un professionista integerrimo che davanti al dovere non si tira mai indietro: costi quel che costi, troverà l'assassino. Ma prima dovrà capire come creare uno spirito comune con gli agenti della sua squadra investigativa, non meno unici e fragili di lui. Insieme, diventeranno i Cinque di Monteverde.
Con il suo stile inconfondibile, che alterna il buon umore alla malinconia, Morlupi getta uno sguardo sugli abissi non solo di una mente criminale, ma della nostra intera società, che nasconde in bella vista i suoi istinti più feroci.
“Formule mortali” di François Morlupi è la prima indagine dei cinque di Monteverde che ho avuto già il piacere di conoscere nel libro “Come delfini tra pescecani”.
Questo libro, edito per la prima volta nel 2018 e ora ripubblicato in una nuova versione riveduta e corretta, è stato il romanzo di esordio di questo bravissimo scrittore Italo-francese.
“È un discorso che mi imbarazza, dunque è la prima e l’ultima volta che glielo faccio. Non sono brava in queste cose, però ci tenevo a dirglielo. Lei rappresenta quel micromondo di rare persone a cui tengo davvero. Non si perda, commissario, c’è la vita che già ce la mette tutta a infilarci i bastoni tra le ruote”
L’autore, molto sapientemente, riesce a coinvolgere il lettore, trascinandolo dentro la storia, quasi stesse assistendo alla proiezione di un film noir, e lo accompagna in un percorso ricco di misteri e fanatismo religioso, che sfocia addirittura nella follia!
Il suo stile è sobrio, semplice e molto incalzante.
La scrittura è elegante e molto dettagliata. Alcune frasi in dialetto romanesco regalano freschezza alla narrazione.
La descrizione dei personaggi è molto particolareggiata, soprattutto nei tratti psicologici e caratteriali.
Di ognuno di loro, Morlupi ci racconta pregi e difetti, permettendoci, attraverso ricchi particolari, di comprendere come il loro essere delle “persone normali”, ognuno con i propri desideri o problemi, possa essere invece il punto di forza della squadra stessa.
Nessuno poteva vivere unicamente a contatto con la malvagità umana.
Soprattutto nel loro lavoro ma, mantenere una distanza era la prima regola. Si ricordò una frase di Nietzsche che all’epoca lo aveva colpito e che condivideva appieno: “Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te” – Formule mortali
Il Commissario Ansaldi, con le sue ansie nate a causa di un passato drammatico che lo hanno costretto ad effettuare scelte che gli hanno seriamente condizionato la vita, è un personaggio che conquista subito il lettore.
Ad affiancarlo nelle indagini troviamo il vice commissario Eugenie Loy, definita dai colleghi “una portatrice sana di disperazione”, in quanto sempre triste, cupa e asociale, ma al contempo una tipa molto tosta, dedita al lavoro in modo maniacale.
A completare la squadra troviamo i sottoposti Di Chiara, Leoncini e Caldara che, con le loro manie e caratteristiche, contribuiscono a dare vivacità al Commissariato di Monteverde.
La storia, ambientata tra Roma e la Corsica, è adrenalinica. Le descrizioni dei luoghi consentono al lettore di “vedere” realmente dove accade l’evento.
Gli omicidi efferati, collegati tra loro da un macabro rituale, eseguiti attraverso la ricostruzione di torture medioevali, sono accomunati dal ritrovamento, sulla scena del delitto, da qui il motivo del titolo, di alcune formule fisiche (E=mc2), matematiche (a2+b2=c2) e chimiche (pxV=c).
Le vittime sono tutte professori universitari, ma sembrano non avere altri punti in comune.
Ansaldi brancola nel buio. Tutti gli indizi, molto pochi, non conducono a nulla e questa incertezza provoca nel nostro Commissario attacchi di ansia che lo mettono a dura prova.
La sua mente è continuamente tesa a tentare di scoprire chi possa essere il responsabile.
Le domande, che non lo fanno dormire di notte sono sempre le stesse: Perché l’utilizzo della tortura? Qual è il movente? Che significato hanno queste formule?
La squadra di Monteverde dovrà indagare per dare delle risposte a queste domande.
La storia di “Formule mortali” è un susseguirsi di colpi di scena; crea un’intricata ragnatela di eventi che si dipanano sino alla soluzione finale, originando una trama pregna di tensione, ansia e adrenalina.
François Morlupi ha scritto un romanzo perfetto, degno di essere trasportato sul grande schermo e che non ha nulla da invidiare a thriller del calibro di “Angeli e demoni”, anche se i protagonisti sono esattamente agli antipodi. 😂
Buona lettura!
Leoncini ricordò la frase del commissario, quando poche settimane prima aveva detto loro che alcune indagini ti scuotevano fino al midollo per lasciarti all’interno solo crepe eterne. Mai frase fu più veritiera.
Avevano sfiorato con mano il Male assoluto. Non avevano fatto in tempo a ritirarla, cos’è conseguenze devastanti.
Quei pochi attimi erano bastati per tutta la loro vita.
Quei pochi attimi li avevano cambiati in peggio e per sempre.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.