Format: [U]
Singolo
Fantascienza
Violet Gibson
23 settembre 2025
ebook
279
Questa storia comincia e finisce a Trieste, e l'autore sfrutta a proprio vantaggio l’ironia tipica dei triestini, inclini alla battuta e allo scherzo perfino quando la vita li costringe a procedere controvento.
Non importa quanto i protagonisti possano girare il mondo, Frank e Tecla chiudono il cerchio nel luogo in cui hanno ormai messo radici. E ci sta, visto che Trieste è, in buona sostanza, la città della scienza. Non l’unica, ma comunque unica. Ma Trieste è anche la città della psicanalisi, ed è qui che l'autore entra in gioco a gamba tesa, poiché è lui a giocare una partita fantascientifica sfruttando quanto riportato sopra in modo originale e con lo spirito mordace che contraddistingue chi è nato o vive a lungo all’insegna della Bora.
Il possibile futuro che Format: [U] ci offre in queste pagine ripropone domande etiche sullo sviluppo delle I.A.: chi controlla i sistemi? sono equi? possono essere pericolosi? Le intelligenze artificiali di Cappai imparano, elaborano, mettono a frutto programmi e algoritmi ideati dall’uomo. Sviluppano una sorta di coscienza, desiderano ciò che noi desideriamo, seguono le orme dei creatori. Ma a differenza del mostro di Frankenstein, non possono sperimentare ciò che è “carne”, nessuna empatia verso il creatore, nessun dubbio e nessun rimorso, la vita è ridotta a mero calcolo.
“Format: [U]” di Raimondo Cappai è un libro futuristico. Tecnologico. Fantascientifico e che parla di Intelligenze Artificiali. Ma soprattutto è un libro inquieto.
“Format: [U] è un romanzo di rottura che induce a riflessioni su un futuro prossimo che già si palesa all’orizzonte, in cui i sintomi di un problema legato al rapporto uomo-macchina accompagnano la società industrializzata sin dal suo sorgere”
È ambientato nel 2050, in un mondo in cui l’essere umano sta rischiando di trasformarsi in una macchina elettronica. Un mondo in cui l’uomo ha colonizzato Marte, sul quale organizza talent show. Per bere una Corona basta ruotare il tappo sotto il quale alloggia una polverina sintetica che equivale alla fettina di limone che s’inserisce nel collo della bottiglia. Tutto più semplice. Tutto più comodo. Ma tutto molto finto. Come le pillole colorate che edulcorano apparentemente la vita. La verità è che sono vere e proprie droghe, che rendono l’uomo inerte e non capace di vedere ciò che realmente sta accadendo.
“Apparentemente, la festa era stata esentata dalla grigia tristezza delle notizie di un mondo industrializzato che stava andando in frantumi.”
Il fulcro di tutta la storia è una città: Trieste. E non è una scelta casuale. Trieste è città della Scienza e della Tecnologia, ma anche culla della psicanalisi italiana.![Format: [U]](https://i0.wp.com/www.labottegadeilibri.it/wp-content/uploads/2026/01/Format.jpg?resize=195%2C277&ssl=1)
E dunque il protagonista principale di “Format: [U]” non poteva che essere uno psicologo.
Frank Rightworn, psicologo del lavoro di punta della GoRaDas (Golden Ratio Data Science), che con tecniche di persuasione riesce a recuperare pazienti che hanno dei cali di rendita.
È il personaggio che ho apprezzato di più. L’unico che, seppur al passo con la tecnologia, riesce a tenere i piedi radicati a terra. Uno dei pochi uomini che nel 2050 sa scrivere con una penna stilografica, perché nessuno è più abituato a farlo. È l’unico che non si lascia ‘formattare’ dall’illusione dell’high-tech.
“L’efficienza è decisamente nemica delle emozioni”
Troviamo poi Tecla Issigonis, amica intima di Frank, che fingendosi una critica d’arte fa un lavoro di copertura, nonché spia d’informazione per la società GoodFeelings. Tecla è l’esatto opposto di Frank; lei è uno spirito libero, ambizioso e intraprendente, che gira il mondo rincorrendo Wado, poliedrico artista dalla misteriosa identità.
L’antagonista in “Format: [U]” è l’intelligenza artificiale dotata di strumenti atti a persuadere le masse a suo piacimento ingannandole con induzioni sensoriali ottenute con iperstimolazioni di udito e vista.
“Praticamente possiamo dire che l’umanità è riuscita ad autocostruirsi Shiva, dio della morte e della distruzione, e a venerarlo di persona!”
Il padre delle Intelligenze Artificiali creative e senzienti (unità elaborative quantistiche) è John Spacey. L’uomo immagine della GoRaDaS. In parole povere, il nuovo Oppenheimer: creatore di un potere immenso che però, una volta liberato, sfugge al controllo e si trasforma in un’arma devastante.![Format: [U]](https://i0.wp.com/www.labottegadeilibri.it/wp-content/uploads/2026/01/Format.jpg?resize=211%2C300&ssl=1)
L’uomo, soprattutto nel mondo del lavoro, è talmente influenzato dall’AI che sta perdendo la magnifica possibilità di errore.
La performance prima di tutto. Produttività ed efficienza, perdendo l’imprevedibilità che contraddistingue l’essere umano dalle macchine.
Dal punto di vista letterario la scrittura è valida. Cappai con ironia, tipica dei triestini, affronta il disagio dell’essere umano che si scontra con la tecnologia. Ma la narrazione l’ho trovata vuota, a tratti piatta. Solo sul finale il ritmo si fa via via più incalzante. É un romanzo in cui la trama, penso volutamente, resta sullo sfondo perché l’obiettivo è generare domande e riflessioni al lettore. Tuttavia, questo fa risultare l’opera troppo scollegata in più punti. Fra un capitolo e l’altro spesso non c’è un legame. Alcune situazioni, per esempio la missione di Tecla alla ricerca dell’identità di Wado, non vengono descritte e sta al lettore tra una domanda e l’altra trovarne il significato.
Dal punto di vista pedagogico, invece il libro ha fatto centro. Il messaggio di “Format: [U]” non è che la tecnologia e le AI sono sbagliate. No, in un mondo che ci sta portando a vivere seguendo gli algoritmi e a diventare profili ben definiti dobbiamo continuare a credere nella libertà dell’imprevedibilità umana.
“Perché le cose degli uomini non sono affare di voi scatolette. Ed esistono tutta una serie di cose meravigliose di cui tu non hai nemmeno idea. Nemmeno se studi un milione di anni.”
Ma soprattutto noi umani possediamo la chiave di volta che ci permetterà di non lasciarci sopraffare dalle unità elaborative quantistiche. Si chiama Amore.
“L’Amore non si induce, non si instilla e soprattutto non si sostituisce. Le persone stanno assieme perché si vogliono bene. Forse non è amore con la A maiuscola, ma ci sono tanti tipi d’amore.”
Solo noi possiamo capirlo e sentirlo…
Cappai scrive un romanzo che ha un grande potenziale e offre molto ai lettori appassionati di fantascienza high-tech, educatori e chi ama riflettere sulla società che sfrutta la tecnologia facendoci dimenticare ciò che ci rende umani.
E allora teniamoci stretti l’umana sensazione dell’imprevedibilità dell’errore.

Ciao! Mi chiamo Ivonne, sono sposata con Francesco e mamma di tre splendide figlie. Amo i bambini (infatti sono un’insegnante d’infanzia), la corsa e… ovviamente i libri.
Non ho un vero genere preferito, anzi, mi piace spaziare fra i vari generi anche se m’incuriosiscono di più i fantasy, i romantasy, i thriller psicologici, il gotico, l’horror… e sono anche una gran lettrice di manga giapponesi.
“Leggere è nutrire l’anima”.