Falvia de Luce e il delitto nel campo dei cetrioli
Libro per ragazzi
Sellerio editore Palermo
31 marzo 2026
cartaceo e-book
424
Inghilterra, estate 1950. A Buckshaw, l’antica e decadente dimora dove abita la famiglia de Luce, la monotonia della vita è interrotta da alcuni misteriosi eventi. Il freddo corpicino di un uccello morto viene ritrovato sulla soglia di casa, con un francobollo infilzato nel becco. Poi, quelle parole oscure e inquietanti, che Flavia sente pronunciare oltre la porta dello studio del padre: «Il vecchio Tazza? È morto da trent’anni...». «E lo abbiamo ucciso noi». Infine, poche ore dopo, un’orrida scoperta: Flavia inciampa nel corpo di un uomo agonizzante nel campo dei cetrioli e lo osserva, affascinata, mentre sussurra il suo enigmatico addio: «Vale!».
Segreti di famiglia, indizi nascosti e premonizioni stuzzicano la curiosità di questa piccola detective che userà la sua passione sfrenata per la chimica e una sfacciataggine fuori dal comune per risolvere i misteri di Buckshaw
“Vedi Flavia, a volte il silenzio è un lusso che costa carissimo” da “Flavia de Luce e il delitto nel campo dei cetrioli” di Alan Bradley
“Flavia de Luce e il delitto nel campo dei cetrioli” di Alan Bradley (Sellerio editore) fa parte di una serie che vede come protagonista l’undicenne Flavia de Luce. Orfana di madre, vive con il padre e le sorelle maggiori nella tenuta di famiglia. È appassionata di chimica e ha un suo laboratorio all’interno della villa. La sua innata curiosità la porta ad ascoltare una conversazione in piena notte tra suo padre e un losco individuo. Parlano di un omicidio avvenuto nel passato quando erano studenti universitari e i toni sono concitati. La mattina dopo, sarà proprio la ragazzina a trovare lo stesso uomo morente nel campo dei cetrioli della tenuta. L’ultima parola che dirà prima di spirare sarà “vale”. Cosa significa? E soprattutto, suo padre, che cosa ha a che fare con quell’uomo?
“Signorina Flavia, ci sono domande che bisogna fare, e ci sono domande che non bisogna fare”
Dopo aver terminato questo romanzo, ho fatto un paio di piacevoli scoperte. La prima è che fa parte di una serie ma, ogni personaggio e situazione erano introdotti così bene da farmi pensare non avesse alcun prequel. La seconda è che si tratta di un romanzo per ragazzi, ed io adoro il genere. Avevo notato una certa fluidità stilistica ma, nonostante la giovanissima età della protagonista, avevo dato per scontato fosse una serie per tutti e lo penso ancora. Un adulto apprezzerà sicuramente l’intreccio e il contesto storico-culturale. Un ragazzo invece ne amerà la scorrevolezza, il ritmo vivace, la suspense e la simpatia di Flavia nella quale potrà identificarsi.
Flavia ha undici anni, è appassionata di chimica e le piace trascorrere il suo tempo libero nel proprio laboratorio a fare esperimenti. È una ragazzina curiosa ma la sua è una curiosità sana fatta di osservazione, studio e desiderio di dare una spiegazione a ciò che non capisce. Gli ingranaggi della sua testolina sono sempre in movimento. È caparbia, non si arrende mai anche a costo di cacciarsi nei guai. Sua madre Harriet è mancata, lei vive nella tenuta di famiglia con il padre e le sue sorelle maggiori: la frivola e vanitosa Ophelia e l’intellettuale ed introversa Daphne. Sono tutte e tre figlie del colonnello de Luce. Un uomo ermetico, che per educazione non manifesta apertamente i propri sentimenti e che ha combattuto valorosamente al fronte conquistandosi la stima della gente del villaggio. La sua posizione, dopo la
guerra, non è più florida come prima e la tenuta è in decadenza.
“Compresi immediatamente che mio padre aveva detto una bugia, e all’improvviso dentro di me, senza il minimo preavviso, si ruppe qualcosa. Mi sentii come se fossi di colpo diventata un po’ più adulta, e qualcosa di antico si fosse spezzato”
Si tratta di un giallo con un tocco di scienza (ma proprio un tocco). Siamo nel 1950 in Inghilterra, la guerra è finita e molte famiglie nobili hanno perso prestigio e benessere economico. Una di esse è la famiglia de Luce, quella a cui appartiene Flavia. La caratteristica che fa di questo romanzo una lettura qualitativamente alta è la cura nel creare l’atmosfera. La villa dei de Luce ha un qualcosa di gotico dovuto alla sua decadenza post bellica che la rende cupa, lontana dall’antico splendore. È grande, circondata da una vasta area verde a pochi chilometri dal paese (una cittadina rurale immaginaria nel Dorset).
I personaggi hanno la loro importanza. La singolarità che li caratterizza contribuisce conferisce un tocco di originalità al romanzo, sono tutti ben descritti, non solo quelli principali. Abbiano un fedele servitore affetto da un disturbo post-traumatico che combatté al fianco del colonnello de Luce e una delle peggiori cuoche della contea. Si tratta di personaggi secondari che ci aiutano a comprendere meglio l’andamento della vita nella tenuta. Lo capiamo da come si rapportano ai padroni di casa e come contribuiscono alla costruzione della loro routine.
“Mentre ero ferma lì davanti pensai che il paradiso doveva essere un posto in cui la biblioteca è aperta ventiquattro ore al giorno, sette giorni alla settimana”
È un romanzo avvincente che non manca d’ironia e Flavia è una simpaticissima narratrice. Il ritmo è vivace e l’intreccio originale. Il movente ha radici lontane che ci mostrano un aspetto sconosciuto del colonnello de Luce riportandoci ai tempi dei suoi studi universitari. Non era ancora l’ermetico e distinto signore che troviamo all’interno di questa storia. Anche Flavia è un’undicenne fuori dal comune ma è comunque credibile per la sua genuinità tipica dell’età e dell’epoca, pur essendo molto sagace è priva di qualsiasi affettazione. Io la reputo adorabile! La troviamo a cavallo della sua Gladys, alla frenetica ricerca della verità. Ah, Gladys non è un quadrupede ma una bicicletta!!!!!
Anche voi a undici anni davate un nome agli oggetti?