Fiabe che nascono dalla terra
Albo illustrato
NeP Edizioni
2023
cartaceo
80
Provate a raccogliere con le vostre nude mani un pugno di terra, dal giardino di casa o dal parco della vostra città oppure, come suole fare il creastorie di questo libro, dalle campagne nei dintorni, lì dove la terra è argillosa e i fiori vegliano ancora sulle radici di civiltà millenarie.
Provate a pensare a tutto ciò che quel poco di terra racchiude e a quanto sia prezioso avere tra le dita la stessa materia di cui sono fatti gli uomini e le stelle. (…)
Nascono così le fiabe che leggerete in queste pagine, fiabe venute alla luce dal grembo della Madre Terra ed io, vedendole sbocciare, ho avuto il grande privilegio di ascoltarne la genesi dalla voce del suo autore, un sapiente maestro figulo che con le sue creature di argilla prova a tirar fuori da ogni granello una storia che la terra sussurra.
Sono narrazioni, leggere e profonde, che profumano di mescolanza, di suoni che parlano un futuro antico, di sguardi che svelano la realtà per mezzo dell’immaginazione. (dall’Introduzione di Antonio Lombardo)
Età di lettura: da 5 anni.
Il libro “Fiabe che nascono dalla terra” di Filippo Moresca, edito NeP edizioni, con le illustrazioni di Mariolina Suglia, è una fantastica scoperta.
L’albo illustrato contiene tre racconti che sono egregiamente tradotti in immagini dall’artista. Le tre storie sono distanti l’una dall’altra, ma hanno un unico filo conduttore che è la terra.
Le tre storie sono del tutto scollegate fra di loro. La seconda storia è, a mio avviso, eccezionale, addirittura potrebbe essere un nuovo modo di raccontare il razzismo attraverso un albo illustrato: con semplicità, parla di come si fondono i colori, ma sottende a come il mondo è stato realizzato; le sfumature che creano il mondo e creano le persone rendono tutto diverso e molto più bello.
Le immagini sono particolari, un misto fra tecnica tradizionale e rielaborazione grafica, con delle textures molto fresche che, con la loro velocità di tratto ed esattezza della definizione delle linee, ne incorniciano il risultato. L’inquadratura delle illustrazioni è molto particolare, non sempre il punto di vista è lo stesso, ma le illustrazioni sono realizzate guardando da diverse angolazioni.
Il filo conduttore delle tre storie è proprio l’illustrazione e i temi di alto valore morale. La prima storia parla di Pettolibero, un uccellino che, infreddolito, viene salvato da un anziano che lo porta con sé per insegnare ai bambini cosa vuol dire essere liberi.
“In un giorno di pioggia intensa un piccolo pettirosso si riparava sotto una larga foglia di magnolia. Passò di lì un vecchio con la barba e capelli bianchi che vedendolo bagnato e tremante si impietosi e lo riparò portandoselo al petto. Poi, felice si avviò all’incontro che aveva con un gruppo di bambini” – Fiabe che nascono dalla terra
In questa prima storia, le illustrazioni dell’autrice mettono in risalto le fattezze dei bambini che stanno ascoltando l’anziano. I bambini sono tutti diversi per colori e caratteristiche somatiche, un’unica cosa li accomuna: un bel sorriso.
I disegni sono molto semplici, ma molto gradevoli, le tonalità di colore sono calde e le Textures mettono in evidenza alcuni particolari tra cui le mani dell’anziano, che tendono a richiamare il concetto del saper fare. I bambini stupiti, con dei grandi occhioni intelligenti, capiscono dalla storia che la libertà non ha prezzo.
“Dopo che l’ultimo bambino finì di soffiarci dentro apparve, a poco a poco, la testolina dell’animaletto… che con un leggero battito d’ali volò via contento, con un cinguettio di ringraziamento.”
Del resto, gli albi illustrati servono per dare la possibilità agli adulti di parlare di temi importanti con i bambini e di potersi confrontare con loro, avendo uno spunto di ispirazione.
La seconda storia dal titolo “Il paese dei colori” è una perla di grande bellezza per il modo in cui spiega a un pubblico di bambini infiniti messaggi positivi, senza mai fare riferimento a qualcosa di specifico. “Il paese dei colori” è un racconto che porta dentro di sé la sintesi additiva dei colori (tecnica utilizzata nella miscela dei colori e nell’utilizzo delle proporzioni corrette per creare le gamme di colori dello spettro della luce). Utilizzando i colori primari, blu, rosso e giallo, e i colori secondari, l’autore riesce a raccontare la diversità tra le varie persone.
Leggendo il racconto mi viene in mente la storia raccontata nel libro ”Il razzismo raccontato a mia figlia” di Tahar Ben Jelloun, un libro che lessi diversi anni fa dove l’autore, con parole semplici, riusciva a spiegare alla figlia di dieci anni concetti che per noi dovrebbero essere semplici .
“In una regione lontana vi erano i Paesi dei Colori. Venivano chiamati così perché in ognuno di essi viveva un colore: c’era il popolo blu, poi c’era il popolo rosso ed infine il popolo giallo. Dapprima queste tre città vivevano isolate, successivamente, con il fiorire degli scambi iniziarono a conoscersi e cominciarono a sbocciare i primi amori. Fu così che per la prima volta si celebrò l’unione tra un cittadino blu e una cittadina gialla. Dopo molto tempo, da quell’unione nacque una bella bambina di un colore diverso da quello dei genitori. Questi ultimi le diedero il nome di Verde come la speranza che da allora prese quel colore.”
Le illustrazioni in questo racconto sono molto semplici, linee morbide, forme tondeggianti e colori intensi e armonici; è bello vedere come le Textures delle immagini sono quasi materiche, come delle stampe monotipo, semplici, ma molto dettagliate nei particolari.
È bello guardare come i colori primari si contrappongono ai loro complementari, rendendo massima la resa della luce e della percezione dell’immagine.
“Fu così che per le strade i cittadini cominciarono a vedere bambini e bambine di tutti i colori per la felicità dei loro genitori e quella dei nonni che se li spupazzavano per i giardini rigogliosi dei loro paesi” – Fiabe che nascono dalla terra
Tra le illustrazioni, da notare piccoli fiori realizzati con tecniche semplici come se fossero stati disegnati con dei pastelli a cera da bambini; un’altra caratteristica è che il bianco, in alcuni particolari, serve ad attrarre il punto di vista del lettore in alcuni luoghi precisi, come gli occhi o i sorrisi dei personaggi.
Nell’ultimo racconto, invece, cambia un po’ il registro della narrazione e, di conseguenza, anche il registro grafico. La storia racconta di un gallo che si innamora di un bellissimo pesce colorato e anche qui c’è un riferimento alla diversità e alla non omologazione dei sentimenti.
“Quell’unione vollero suggellarla con la benedizione di un antico saggio loro amico.”
Ma come spesso succede nella vita, un intoppo fa sì che i due innamorati debbano separarsi per un malaugurato evento; ma l’amore del gallo per il pesce supera qualsiasi difficoltà e tutto torna a splendere.
“Tornò a casa e riprese la sua vita accanto alla sua amata Cassiopea. Passarono i giorni con la stessa velocità con cui un raggio di sole bacia la terra e da quella rinnovata e felice unione nacque Mira, una stupenda creatura metà gallo e metà pesce.”
In quest’ultimo racconto, i colori, quasi monocromi nella prima parte, danno attenzione ad alcuni particolari come la cresta del gallo o il corpo del pesce. E, anche qui, le Textures, con tocchi di colore, creano armonia fra colori primari, secondari e complementari, rendendo il libro un preziosissimo alleato per poter far crescere i più piccoli, potendo parlar loro di temi impegnati come amore, diversità e malattia.
Questo primo volume di Pippo Moresca è una perla preziosa all’interno del vasto mondo di illustrazioni e letteratura per bambini.
Lidia Angelo
L’autore
Pippo Moresca nasce a Messina nel 1943 e dopo gli studi all’istituto d’arte si trasferisce nel 1967 a Senago in provincia di Milano portando con sé i primi rudimenti dell’antica tradizione della ceramica. Conosce sua moglie Grazia e nel 1982 si trasferiscono a Rutigliano in provincia di Bari dove insegna educazione artistica nelle scuole medie infondendo nei suoi studenti la curiosità per l’arte e la creatività. A Rutigliano si cimenta con le sculture sonore accompagnate da componimenti fiabeschi, suoni e storie che Madre Terra gli sussurra lungo il sentiero.
L’illustratrice
Mariolina Suglia è un’illustratrice e animatrice. Nasce nel 1988 in Puglia. Nel 2010 si laurea in Disegno Industriale (Bari) e si trasferisce a Milano per proseguire gli studi. Dopo la specializzazione comincia a realizzare contenuti video in animazione tradizionale, stop-motion e motion graphics per l’azienda Erazero. Attualmente continua a collaborare per la stessa azienda ma dalla sua amata terra, la Puglia.
