Favole in Pretura
2025
cartaceo, ebook
Cosa accade quando le fiabe che hanno fondato il nostro immaginario e che credevamo di conoscere a memoria vengono dissezionate con la logica affilata del Diritto e raccontate con il linguaggio di un processo?
Questo libro proietta il mondo delle favole in un memorabile universo processuale parallelo, dove il Lupo di Cappuccetto Rosso non è solo “cattivo”: è un imputato di sequestro per “carcerazione gastrica”. La zucca di Cenerentola viene multata per una lunga serie di infrazioni al codice della strada. Re Mida finisce nel mirino della Corte dei Conti per danno erariale. Hansel e Gretel vengono processati per l’omicidio della strega e invocano la legittima difesa. La Bestia viene assolta dall’accusa di sequestro di persona per “vizio totale di mente indotto da sortilegio”, e il Gatto con gli Stivali è deferito in una dettagliata informativa di reato per truffa e omicidio, mentre il povero Pinocchio è sottoposto a una rigida perizia psichiatrica…
Favole in pretura non è solo un’antologia di fiabe riscritte con il lessico, a volte tanto pedante quanto comico, del diritto, e nemmeno una semplice raccolta di sentenze e atti processuali: è un’opera che, con rigore e ironia, illumina le fondamenta della giustizia e la sua implacabile capacità di indagare e dirimere ogni trama.
Un libro di storie per adulti che non hanno perso il gusto di giocare con la fantasia.
Perché accontentarsi della morale, se si può avere una sentenza passata in giudicato? Quando il diritto è favoloso e le fiabe sono procedibili d’ufficio, dimenticate il Principe Azzurro. Qui l’unica cosa che può salvarvi è un buon avvocato.
“La condotta dell’imputato, consistita nell’ingerire le due vittime, configura una forma peculiare ma inequivocabile di privazione della libertà personale, che la dottrina più audace già definisce «sequestro per ingestione» o «carcerazione gastrica»”. (Cappuccetto rosso)
“Favole in Pretura” scritto dal Professore Emerito di Paleogiurisprudenza Mitografica Raimondo della Selva (pseudonimo di… non ve lo dico o, forse, ve lo dico dopo), è un’opera che si distingue per intelligenza e originalità, posizionandosi al crocevia tra narrazione letteraria, satira e riflessione giuridica.
Il titolo richiama subito l’idea di un processo ma, avventurandosi (è proprio il caso di dirlo) tra le pagine, la sorpresa nasce dal fatto che i protagonisti delle cause non sono uomini, bensì personaggi, principali e secondari, di alcune delle fiabe e delle favole (c’è una differenza, indagate) più conosciute: animali, oggetti, entità astratte che, come in una moderna rivisitazione, prendono parola raccontando conflitti, paradossi e, perché no, anche ingiustizie.
“La Corte ha ammesso e acquisito un imponente compendio probatorio […] e in particolare del ‘Reperto nr.1’ (dispositivo riflettente noto come «Specchio Magico»). (Biancaneve e i sette nani)”
Il tono è leggero ma mai banale, ironico ma, forse proprio per questo, profondamente riflessivo. Ogni favola, visti gli attori, mette in scena un processo surreale (?) ma, dietro questi bizzarri episodi si cela una critica più che mai acuta ai meccanismi del diritto, al formalismo della giustizia, ma anche ai difetti e alle contraddizioni della società contemporanea.
Il prof. Raimondo della Selva, con il suo stile sobrio, lucido e ricco di fine ironia, riesce a trattare temi universali come l’equità, la verità, la responsabilità, senza mai cadere nella banalità dell’ovvio. Il linguaggio dell’esimio accademico è accessibile, ma intriso di eleganza; le situazioni, pur facendo parte di un mondo fantastico, risultano incredibilmente reali per chiunque abbia avuto a che fare, anche marginalmente, con il mondo della giustizia o dell’amministrazione pubblica (quello reale).
“L’analisi fonica retrospettiva, basata sui ricordi dei testimoni, ha ipotizzato l’emissione di frequenze sonore modulate in un range udibile dalla specie murina, in grado di inibire le facoltà volitive e di indurre un comportamento gregario coatto.” (Il pifferaio magico)
“Favole in Pretura” può, a ragion veduta, essere considerato un piccolo gioiello di letteratura giuridico-umoristica che merita un posto d’onore nella libreria di chiunque ami il diritto, la satira o, più semplicemente, la commedia umana. L’autore, a modo suo, ci trascina nei corridoi e nelle aule di tribunale piene di faldoni polverosi colmi di carte, verbali, testimonianze e sentenze, dove la solennità della legge si scontra quotidianamente con l’assurdità (a volte) del reale. Queste “favole” non sono storie di lupi e cappuccetti rossi, ma di imputati improbabili, avvocati funamboli e giudici che cercano disperatamente di mantenere il decoro di fronte a deposizioni e situazioni che, spesso, sfidano ogni logica.
Leggendo queste pagine si ride, senza dubbio, ma spesso è una risata che lascia spazio a quelle riflessioni che ogni storia insegna.
“La sua stessa natura di «burattino animato» pone un quesito pregiudiziale e insormontabile: siamo di fronte a un minore deviante o a un oggetto mal funzionante? Un soggetto da processare o un manufatto da riparare?” (Pinocchio)
È un libro proprio per tutti: grandi e piccini, ricco di spunti e riflessioni che sanno coinvolgere e far pensare umani di tutte le età.
Che siate animati dal desiderio di sondare le verità più intime dell’esistenza (umana o fiabesca) o mossi dalla volontà di comprendere le dinamiche della verità giudiziaria “Favole in Pretura” è il libro che fa per voi.
Non vi dirò se quello del Prof. Della Selva è uno pseudonimo, ma posso consigliarvi caldamente di cercare e leggere “Massime dal passato. Curiosità giuridiche da ogni tempo e luogo” di Brenno Bianchi e Pasquale Tammaro per scoprire altre “finezze giuridiche” che, non si sa mai, potrebbero tornare utili.
Raimondo Della Selva è Professore Emerito di Paleogiurisprudenza Mitografica. Autore di saggi fondamentali e universalmente incompresi e ignorati, Tra cui il controverso studio «Il Sortilegio come Causa di Forza Maggiore: Note sulla non imputabilità e sul vizio di mente indotto da maledizione» (1994) e la rivoluzionaria monografia «L’interpretazione restrittiva del Desiderio: Studio sulla responsabilità pre-contrattuale del Genio della Lampada e la nullità dei patti orali» (1993).
E’ stato per decenni la voce solitaria di una disciplina da lui fondata: il “Diritto delle Fiabe”. Considerato per tutta la sua carriera accademica un “erudito con troppo tempo a disposizione”, il Professor della Selva ha sopportato il sorriso di sufficienza dei colleghi e il sistematico rifiuto delle sue richieste di fondi (celebre la nota di un rettore: «Si negano fondi per provare l’esistenza del catasto immobiliare di Hansel e Gretel»). Non ha mai vacillato nella sua convinzione metafisica che, «se esiste un Re, deve esistere una Legge».
La sua caparbietà è stata infine premiata dalla scoperta, negli scantinati più umidi del Tribunale di Boscofitto, di un archivio dimenticato, sigillato con la ceralacca. Lì, ha rinvenuto il Corpus Juridicum Fabularum: centinaia di sentenze, perizie e denunce vergate in un “gotico silvestre” che ha richiesto mesi di faticosa decifrazione. “Favole in pretura” è la prima, monumentale trascrizione di quegli atti.

Luca Martorana, siciliano classe ‘73, è un ex giocatore professionista di pallacanestro e grande appassionato di “Heavy Metal”. Appassionato lettore, divora libri fin da bambino. E’ un patito di cinema e serie tv, soprattutto se di fantascienza. Ama esplorare strade sempre nuove in sella alla sua Harley. Nel tempo libero lavora….ma niente di serio.