Faciti rota: Antonio Infantino: da Tricarico a Tara ‘n trance
Menamò
saggio
Eretica Edizioni
6 maggio 2026
Cartaceo
160
Faciti Rota, da Tricarico a Tara’n Trance è uno studio profondo sull’opera musicale di Antonio Infantino. Partendo dai suoi maestri mediati ed immediati, l’opera ripercorre la carriera discografica del Maestro, dove l’antropologia, la filosofia, la letteratura e l’architettura sono determinanti per capire appieno la completezza della sua proposta artistica, fino ad arrivare al capolavoro Tara’n Trance dove Infantino toglie definitivamente i sigilli ai confini della Taranta.
Sono nato dalla terra e dal cielo stellato,
stella tra le stelle vengo tra di voi.
Datemi da bere l’acqua che scorre fluida dal lago della memoria.
E quando avrò bevuto,
puro tra i puri,
vivrò attraversando le strade,
già percorse dagli altri baccanti ed eroi…
“Faciti rota: Antonio Infantino: da Tricarico a Tara ‘n trance” di Luigi Nobile, edito da Eretica Edizioni, può sembrare un diario dell’autore che va alla ricerca delle radici musicali di un uomo da molti dimenticato, ma andando avanti con la lettura, le pagine sono impregnate dell’essenza di Antonio Infantino. Ma chi è costui? Cantautore, poeta, architetto, fondatore dei Tarantolati di Tricarico o come lo ha definito Fernanda Pivano, «un personaggio che incarna in senso letterale alcune tra le cose migliori della cultura e dello spettacolo…».
La figura di Infantino è raccontata in maniera maniacale: Luigi Nobile non si limita a studiare “lo sciamano”: lui lo vive attraverso i viaggi, la poesia, le testimonianze di chi l’ha conosciuto. Un lavoro complesso, ben riuscito, che restituisce al Maestro lucano, la rispettabilità che merita.
Faciti rota: Antonio Infantino: da Tricarico a Tara ‘n trance: Il cerchio si apre, il cerchio si chiude
Il titolo del libro, è già di per sé, una potente evocazione che racchiude il pensiero di Infantino. L’espressione è molto usata nel mondo popolare per dire: fate la ruota, mettetevi a cerchio, ballate la taranta, ma per lo sciamano, è: facciamo la ruota intorno al mondo, perché il mondo è di tutti. In questa semplice frase, lui racchiude un universo invisibile di parole, suoni arcaici, ritmi antichi di vari popoli, mescolati alla conoscenza primordiale.
La cultura contadina, la terra lucana che lo ha reso trans-migrante, – come lui stesso si definiva – vengono ripercorsi da Luigi Nobile in maniera totale, partendo dalle radici fino alle sperimentazioni, come Tara’n trance, appunto. Un artista totale, un musicista, un poeta, un architetto, un visionario, che davanti alla semplicità della terra, lui chinava il capo. Infatti nel testo, c’è una frase che ho amato fin da subito:
“Ma come posso dire che i contadini lucani siano ignoranti quando loro riescono a capire sulla propria mano che ore sono ed io che sono architetto non lo so fare?”
Lo stile di Luigi Nobile
Racchiudere la genialità di Antonio Infantino in un libro è un lavoro temerario che Luigi Nobile, ha saputo fare con maestria. Un viaggio dal linguaggio semplice, dove la taranta non è solo la cura per il morso del ragno, ma è libertà universale. Il tamburello o il cupa-cupa, sono strumenti di purificazione rituale. I punti di forza di questo libro sono tanti, gli arricchimenti con le note, le foto, e una sorpresa finale, fanno comprendere che Antonio Infantino non fa musica, è musica. Una lettura consigliata, anzi, obbligatoria, per chi vuole conoscere la musica etnica meridionale, ma anche a chi è curioso di approfondire il pensiero antropologico e filosofico dello sciamano di Tricarico.
Un po’ dell’autore
Luigi Nobile musicista e musicologo, nasce a Eboli, e dopo una prolifica carriera con la band Yumma-re, si dedica alla produzione artistica di varie band. Dal 2013 è direttore artistico del Moa Museum of Operation Avalanche di Eboli (Salerno), realizzando eventi di ogni tipo. Scrive e musica testi teatrali, e ha prodotto documentari storici.

Giovanna Iammucci nasce a Torino ma si trasferisce fin da piccola a Olevano S/T, in provincia di Salerno. La passione per la scrittura la porta a pubblicare diversi romanzi, e a collaborare con diverse case editrici. Inoltre ha conseguito due attestati come correttore di bozze e spesso scrive articoli su commissione, facendo anche il ghostwriter. Gattara, pagana e amante dell’arte, spesso si diletta con il teatro amatoriale.
