Narrativa

Recensione: “Facemmo l’amore una notte di maggio” di Domenico Andrea Schiuma per Lettere Animate

Il libro d’esordio di Domenico Andrea Schiuma edito da Lettere animate Editore



560f911f-cab0-4504-a21e-8b283497136b.jpgTitolo: Facemmo l’amore una notte di maggio
Autore: Domenico Andrea Schiuma
Editore: Lettere animate editore
Genere: narrativa contemporanea

Formato: Ebook
Prezzo: 1,99
Formato: Cartaceo
Prezzo: 11,49
Pagine: 147
Data di uscita: 20 marzo 2015

Link d’acquisto:



Per voi la trama e la recensione…




Trama:


Nicola Mastrogiovanni vive un’infanzia difficile. La piccola casa in cui abita si trova in un condominio in cui la convivenza con i vicini è piuttosto difficile. La madre, Rosalba, è una donna dal carattere piuttosto docile e remissivo. Simone, il padre, è un operaio dal temperamento estremamente duro e maltratta la moglie. A causa del clima che si respira in casa, Nicola Mastrogiovanni non riesce a creare rapporti di amicizia con gli altri bambini che conosce




Recensione:


Ritornare alla vita. Di questo racconta il romanzo; o meglio, racconta di come imparare a vivere per la prima volta.
Nicola Mastrogiovanni ha sempre vissuto con sua madre, abbandonato dal padre. L’amore morboso che Rosalba, sua madre, nutre per lui, unico suo affetto, gli ha precluso tutto quello che ci si aspetterebbe da un adolescente: amicizie, uscite, divertimenti, viaggi e amori…
Non che il ragazzo, nella sua giovinezza, non ci avesse provato; ma l’amore per la madre, sola pietra ferma ed immobile nelle sue giornate, non gli ha permesso di crescere come tutti gli altri ragazzi.
Ed ecco che, trascorsi gli anni del liceo, Nicola si ritrova come unica occupazione il lavoro frustrante nella tabaccheria della madre, al suo fianco.
Ma la vita, si sa, ha sempre la capacità di stupirti. Nicola, senza affetti o amici, perde la madre, ormai da tempo malata. La sua esistenza si svuota completamente di ogni senso tuttavia, finalmente, comprende a pieno quanto le sue giornate avessero come fulcro Rosalba.
Il protagonista, dunque, decide di fare qualcosa per sé, per la prima volta. Prende tutti i soldi risparmiati negli anni e si reca in stazione. Sale sul primo treno che capita. Finisce a Bari. Lì trova una piccola pensione e, presentando la valigetta con i soldi al proprietario attonito, asserisce di volersi fermare per un mese.
Inizialmente, Nicola non ha una metà (d’altronde non ne ha mai avuta una). Inizia a visitare la città, monumenti e luoghi che questa può offrire ma presto termina tutte le attrattive baresi. Decide, quindi, di portarsi alla piazza del Policlinico e ascoltare. Ascoltare donne, giovani, nonni, anziani e madri raccontare della loro vita di tutti i giorni. Tuttavia, dopo poche ore passate lì, le conversazioni si somigliano, diventando alquanto noiose. Nicola ha quasi deciso di non tornare più in quella piazza quando, un venerdì sera, la vita gli riserva un altro colpo di scena: origlia una conversazione tra una coppia di giovani, Federico e Natalia, riguardo il ragazzo di lei, Lorenzo. Poiché Federico deve scappare, i due terminano presto di parlare ma si danno appuntamento alla sera seguente, stesso posto.
Quella conversazione scombussola totalmente l’uomo: non vede l’ora che sia già sabato per poter conoscere la storia e rivedere Natalia, la quale gli appare così bella e aggraziata. Quella notte prova sentimenti mai conosciuti prima: finalmente, ha un obiettivo, un motivo per vivere.
La sera seguente, però, la storia di Natalia non termina, diviene solo più interessante. E gli incontri tra i giovani, perciò, continuano. Sera dopo sera, Nicola si scopre innamorato di quella ragazza a lui praticamente sconosciuta; questo nuovissimo sentimento gli fa scoprire quello che sono le emozioni, quello che è la vita.
La storia di Nicola non finisce qui ma dal poco detto si può capire cosa intendo dire quando scrivo che il romanzo è un’opera di scoperta della vita; scoperta che può avvenire a qualunque età e per qualsiasi casualità.
Sicuramente accattivanti argomento e descrizione emotiva del protagonista, il romanzo risulta leggibile. Forse fin troppo dato che la sua lettura si risolve in poche ore. Di certo, una più approfondita e arzigogolata narrazione degli eventi (magari dal punto di vista di Federico e Natalia), avrebbe migliorato il giudizio sul libro.
In generale, è una lettura leggera ma non troppo (i risvolti psicologici sicuramente non mancano), che vale la pena di affrontare in un pomeriggio libero. Consigliato soprattutto ai riflessivi e a coloro che, come Nicola, pensano di dover ancora scoprire la vita.


“Le cose più importanti arrivano nel buio, come le meno rilevanti. Per questo, quando le cose importanti non sono programmate non capiamo subito che sono arrivate. Ci giungono con lo stesso treno notturno dei giorni in cui non è capitato niente.”


(Recensione a cura di Eleonora)



VALUTAZIONE






L’AUTORE


560f911f-cab0-4504-a21e-8b283497136b.jpg


Domenico Andrea Schiuma


Nato a Modugno, in provincia di Bari, il 07/05/1995. Dopo le medie decide di frequentare lo scientifico, per poi accorgersi che le scienze non facevano davvero per lui. Si era avvicinato a quella scuola con le passioni per l’astronomia e l’archeologia, ma grazie ad alcuni professori molto bravi ne è uscito con quella per la scrittura, che in realtà sotto sotto si portava da quando era piccolo. Frequenta Scienze Politiche e il suo sogno è quello di diventare un giornalista. Oltre a scrivere legge molto, suona la chitarra classica, adora guardare film- probabilmente il preferito è Il curioso caso di Benjamin Button-. Ha un debole per le sfere di vetro, quelle che si vendono come ricordi in ogni città, e ultimamente è molto attratto dalle meduse e dai bicchieri di cristallo; ha un’ossessione per i fiumi: l’elemento naturale che preferisce.


Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: