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Recensione: “Facciamo come possiamo” di Andrea Tirelli, Edizioni Fogliodivia

Facciamo come possiamo Book Cover Facciamo come possiamo
Andrea Tirelli
Romanzo
Edizioni Fogliodivia
29 luglio 2020
Cartaceo
216

Germano Rossi entra come una maledizione nell’ufficio del suo caporeparto e forse anche nella vita degli altri. Ha 40 anni e fa il vigile del fuoco, ma le fiamme della vita e della passione che lo alimentavano quando era ragazzo si stanno lentamente spegnendo. Si presenta in ritardo al lavoro, schiva i colleghi, è sempre irascibile ed è poco affidabile con tutti. Anche sua moglie Martina si chiede che fine abbia fatto quel giovane spensierato e generoso che aveva conosciuto qualche anno prima, quello che improvvisava sorprese e la riempiva di abbracci e solletichi. Il loro rapporto non è più lo stesso. Il cuore di Germano non è più lo stesso, o così pare. Sembra inaridito, svuotato, compromesso. Immune a tutto ciò che lo circonda. Ma poi arriva un momento in cui è costretto a fermarsi. Germano si ricovera in ospedale per dei controlli alla schiena.

È qui che incontra il piccolo Luca. Il bambino ha solo 8 anni, ma la sua vita ha collezionato schiaffi ed amarezze sin dalla tenera età. Eppure, non molla. Ha la forza di sorridere, di credere, di sperare. È un incontro fra due persone incredibilmente diverse. Con storie e biografie differenti, ma che insieme cercano un varco nella vita. Dandosi una possibilità. Dandola al loro cammino di esseri umani e a tutti quanti noi.

“In qualsiasi stagione della vita la cosa più sciocca che si possa fare è pensare di camminare e resistere da soli mentre è da persone assolutamente normali rendersi conto che non c’è nessun baratro tanto profondo da cui non si possa venir fuori aggrappandosi al sorriso di un amico”

 

Il libro di cui vi voglio parlare ha lo stesso calore di quella tazza di caffelatte caldo che gusti con piacere la mattina appena sveglio. Ha la dolcezza delle cose semplici, quelle che spesso neanche si notano ma che, se ti soffermi a pensarci, sono l’impalcatura che rende solida ogni esistenza.

Il personaggio principale, Germano Rossi, è la tipica persona che tutti terremmo alla larga, quello antipatico, lo scocciatore che sopporti perché non ne puoi fare a meno. Sia nel lavoro che nella vita privata Germano riesce a rendersi odioso.

Lui, nella sua coscienza, sa benissimo che il suo comportamento è da biasimare; eppure non può fare a meno di essere fastidioso, non solo nei confronti degli altri. Germano non piace a Germano! La sua amarezza per il non riuscire ad accettarsi si riflette su tutto ciò che lo circonda e si trasforma nel rifiuto delle altre persone nei suoi confronti.

Tutto questo cambia quando, più per allontanarsi dalla routine del lavoro che per vere esigenze fisiche, decide di farsi operare. È la scusa per potersi liberare dei suoi colleghi in anticipo, un piccolo intervento che potrebbe fruttargli la pensione. Entra in quell’ospedale con la speranza di realizzare il suo progetto ma, tra quelle mura impermeate di disinfettante, lontano da tutti,  un ragazzino di 8 anni mette la sua piccola mano tra le sue. Si chiama Luca, ha gli occhi stanchi e tristi ma sa sorridere ancora.

 

…si aveva l’impressione che un Dio dispettoso e cattivo avesse deciso di legarlo alla sua croce, usando però dei chiodi sproporzionati per le sue manine da bambino. Eppure lui, con la stessa forza di un germoglio di gramigna che buca l’asfalto, sorrideva non appena gliene si presentava l’occasione

 

Luca ha dovuto sopportare tanto; il destino si è accanito su di lui portandogli via i genitori prima e le sue gambe ora. È deluso dalla vita, amareggiato e non ha più voglia di mettersi in gioco. Ma quando sente dell’arrivo di un vigile del fuoco nel reparto, si trascina con la sua sedia a rotelle nei corridoi dell’ospedale per parlare con quell’uomo, un eroe per lui che proprio ad uno di loro deve la vita.

Quando i suoi genitori ebbero l’incidente che portò alla morte di suo padre, i vigili del fuoco salvarono lui e sua madre. Tra Luca e  Germano nascerà una bella amicizia. Quel bambino diventa importante per il nostro burbero protagonista. Nel giro di poco tempo Luca si approprierà di una parte del suo cuore permettendogli di vedere ciò che l’orgoglio gli nascondeva.

 

 

 

 

Questo libro è la dimostrazione che una storia, per catturare chi legge, deve solo arrivare al cuore. Non ci sono supereroi, modelle o personaggi famosi. Solo persone normali, vite indifferenti ai più che però riescono a compenetrarsi e arricchirsi l’una del bisogno dell’altro. Vedendo con occhi diversi ciò che si ha, quello che si è, entrambi gli attori del romanzo si rendono conto di poter andare oltre i limiti che loro stessi si sono posti.

 

La loro amicizia disinteressata diventa un legame forte proprio perché da nessuno imposto. E là, in quell’ospedale dove la sofferenza è il dolore si fanno più tangibili, un respiro di vita si diffonde tra i corridoi, nel volto dei dottori, tra le pareti che lo dividono dal mondo.

Da quella mano piccola è fragile protetta da quella grossa e ruvida di  Germano  si riaffaccia quella voglia di vita che non ha bisogno di cerimonie, di gesti eclatanti per manifestarsi. La trovi negli occhi di Luca. La trovi nelle lacrime di Germano. La vedi dai loro sguardi che si intrecciano fiduciosamente mentre si ripetono in silenzio: facciamo come possiamo!

Bellissimo il messaggio che questo romanzo ci fa trasmette. Non si può fare a meno di affezionarsi ai suoi  personaggi. Sarà il burbero Germano o il piccolo Luca  a fare breccia nel vostro cuore?

 

Sahira

Sono emozione e di essa mi nutro trovando scialbo ciò che non colora, Sono emozione che con la penna divora il bianco candido di un libro vissuto…

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