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Recensione: “Facciamo che…” di Annalisa Aimuotaiem, Europa Edizioni

Facciamo che... Book Cover Facciamo che...
Annalisa Aimuotaiem
Narrativa contemporanea
Europa Edizioni
21 ottobre 2020
Cartaceo
212

Elisabetta è una ragazza molto timida e introversa. Per dimostrare al fidanzato e a sé stessa che non è solo una "cacasotto fifona", sfida la sua fobia intraprendendo un viaggio verso il mare, dove lui sta temporaneamente lavorando. Lì, tra coraggio, paura, rabbia e colpi di testa, conosce Martina, una volontaria del soccorso: tra loro nasce una sottile amicizia, che dà modo ad entrambe di conoscere meglio l'altra e anche sé stesse.

Quando la vacanza di Elisabetta finisce, le loro storie si separano. Ma il contributo portato da quegli intensi giorni, veloci ma profondi, rimarrà indelebile nella vita di entrambe.

“Non devi farti colpire, devi colpire”

 

A Milano Elisabetta vive con il suo compagno Filippo, uno sportivo, lavora in un negozio di hobbistica dove può esprimere tutta la sua creatività e sensibilità, fa yoga e segue la mamma pensionata e con qualche problema di salute.

Al mare Martina vive con i suoi genitori e suo fratello Alberto, lavora nel bar-hotel di famiglia e fa soccorso come volontaria.

In comune sembrano non avere niente, ma una vacanza di Elisabetta le fa incontrare e, da questo incontro, in qualche modo cambieranno le loro vite.

Vite comuni tanto quanto sono comuni le loro difficoltà. Difficoltà nell’accettarsi, nel sentirsi indesiderate, nel vivere in un mondo caotico e che ci sembra fare tante richieste. La difficoltà di adeguarsi a queste richieste, agli stereotipi o quella di trovare il coraggio di vincerli e lasciarli andare, scorrere. Scorrere come il fiume in cui si incontrano davvero, in cui hanno modo di sentirsi; lasciando da parte la loro timidezza, le loro insicurezze lasciandosi scoprire l’una dall’altra.

“… la gente sbaglia, alla fine succede sempre. Non è di parola, si dimentica, non dà peso alle cose, ferisce senza nemmeno rendersene conto. Solo io sono sempre stata di parola, sembra che questo conti solo per me.”

Il libro è scritto in capitoli in cui i due personaggi si danno il cambio nel narrare la storia; tra l’altro è davvero affascinante come l’autrice riesca in questi capitoli anche a cambiare il mood narrativo in base al personaggio, cambiando anche il linguaggio per enfatizzare meglio le loro differenze caratteriali. Questo però comporta anche il fatto di doversi approcciare a due narrazioni totalmente diverse, che soggettivamente possono piacere o meno. Personalmente non ho apprezzato il personaggio di Elisabetta, che non solo vive tante paranoie ma le descrive in maniera eccessiva facendo un po’ perdere di vista la concretezza di ciò che vuole far arrivare.

Molto più diretti e brucianti sono i capitoli dedicati a Martina, che soffre questioni che secondo il mio parere non vengono abbastanza sviluppate e vengono chiuse con un pò di superficialità sul finale. Molto più interessante invece il finale dedicato al personaggio di Elisabetta (anche se un pò scontato) visto che riesce a vivere un cambiamento in maniera costruttiva e poi attiva portando alla luce scelte che all’inizio non si sarebbe mai aspettata di compiere.

Il libro comunque è breve, scorrevole, la narrazione è fluida e ben delineata. Le descrizioni della località di mare (che però non viene menzionata) sono davvero emozionanti e catturano l’attenzione dal primo capitolo. Tutto sommato l’ho trovato un buon libro ma soprattutto un ottimo romanzo d’esordio, sicuramente l’autrice è da tenere d’occhio.

E voi come vivete la società odierna?  Siete cacciatori o prede?

 

Sono una viaggiatrice, di terre e d’ inchiostro Sono amante della bellezza e della giustizia Sono lingua sincera, plasmo idee di colori e argilla Sono fantos.writer!

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