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Recensione: “Esagera, la vita” di Giulia Arnetoli, Les Flâneurs Edizioni

Esagera, la vita Book Cover Esagera, la vita
Giulia Arnetoli
narrativa
Les Flâneurs Edizioni
30 settembre 2020
cartaceo
198

«Era un silenzio dolce e grave quello che l’aveva presa per mano e la trascinava verso dove tutto poteva finire per sempre».

Violante ha trentotto anni, due figli e un ex marito. Ha trascorso la vita dimenticandosi di se stessa, fino a quando un evento traumatico innesca il cambiamento. Ma quanto può essere alto il prezzo delle proprie scelte? Nella lotta tra i doveri e la volontà, Violante sente il peso di una vita che esagera in tutto ciò che la circonda: nel dolore che annienta, nell’amore che risveglia, nel desiderio di aggrapparsi a quella fune priva di stabilità che sembra in grado di strapparla dal senso di colpa.

 

“Tra loro l’amore era svanito da un pezzo, frantumato sotto l’incessante fardello dei problemi e delle incomprensioni, delle mancanze e del malessere, delle frustrazioni e del rancore”

 

Essere donna è complicato; e lo diventa ancora di più quando, al contempo, si è anche moglie e madre; ancora di più quando si è anche donna in carriera; ancora e ancora di più quando si convive con un male interiore.

Vi presento Violante, la protagonista di Esagera, la vita di Giulia Arnetoli: una donna verso cui la vita ha esagerato, eccome! Ha esagerato nel bene, regalandole due meravigliosi figli, Virginia e Orlando; un marito che amava; un lavoro che è la realizzazione di un sogno e di una passione. Ma ha esagerato anche, e soprattutto, nel male, facendola affondare un giorno; facendola sentire abbandonata, incompresa, arrabbiata, sola… “morta”.

Ha picchiato e insultato la moglie". A processo - Cronaca - ilrestodelcarlino.it

Eh si… ci sono eventi che, se subìti, possono far morire dentro. Ma ad una donna come Violante, o meglio ad una donna, è consentito morire dentro? La solitudine in cui si è rintanata Violante è stata una solitudine non voluta: è arrivata da sé e ad accentuarla non sono mancate una madre leggermente ottusa, un marito inesistente (se non nelle critiche e negli sfoghi per una vita frustrata), dei figli che non hanno l’età per accollarsi problemi da adulti.

Ma la vita, nel suo esagerare, va avanti. E Violante si è trovata innanzi un mondo ormai cambiato, a cui ha osato dire “basta”. Ma si può cambiare vita e pensare a se stessi per una volta?

«Allora non dirmi di fare piano. Sono ore che piango e poi mi trattengo perché sono a lavoro ed entrano i clienti e fingo di avere il raffreddore e dopo piango ancora, quando escono. Poi entro in casa e devo fingere. Fingere e fingere. Non faccio altro, da una vita ormai!».

Fondamentali, nella svolta per Violante, sono stati in primis sua figlia Virginia, che vediamo maturare nel corso della lettura. Kanhaya e Vijaya: storia di un amore indelebile fra madre e figlio | UnaDonnaLei riesce a percepire i silenzi di sua madre e a fare dei suoi sorrisi una missione personale. Lei, dal basso della sua adolescenza, apre gli occhi ad una madre che non si è resa conto, fino a quel momento, di aver evitato di mostrarsi addolorata, ma al contempo di aver escluso le persone che ama e che la amano dalla sua vita di dolore. Virginia (nomen omen, e scoprirete perché) diventa gli occhi con cui sua madre deve guardare la vita.

Quand’è che lei ha smesso di essere Violante per davvero? Perché ci dev’essere stato un momento preciso in cui ha chiuso tutto fuori ed è rimasta dentro.

Ma accanto agli occhi, a supportarci, il più delle volte, c’è bisogno anche di una spalla, di una mano: e la mano spesso arriva quando meno te la spetti e da chi meno te l’aspetti. Cesare è un altro personaggio chiave della storia e della vita di Violante. Cesare è quella conoscenza di una vita che, nonostante il passare del tempo, sa conservare il proprio posto “accanto” e non “avanti”; è quella persona che affronta le sofferenze altrui, lavorando sulle proprie; è la conferma che basta poco per supportare e amare… che basta poco per gioire delle gioie dell’altro.

Lei era Violante, era carne, ossa, sangue. Era cuore. Quello era il momento di vedersi un qualcuno e non più nessuno. Il vuoto che la separava dal suo aldiquà doveva iniziare a colmarlo e anche se sapeva che i giorni non sarebbero stati tutti favorevoli come quello, avrebbe cominciato da lì, da quell’istante di orizzonte blu.

Ma esagera, la vita! E Violante necessita di affrontare un nuovo dolore per imparare a convivere con il proprio. Un dolore che deve alleviare per amore… Buona domenica ! "Riconoscere la felicità quando è ai tuoi piedi, avere il coraggio e la determinazione di abbassarti per pren… | Servizio fotografico, Fotografia pose donne e Abiti da sposaEd è bellissima l’immagine di chi, conscio della propria sofferenza, sa come reagire alle sofferenze di chi ama perché quel supporto che a lei è mancato DEVE offrirlo a chi ne ha bisogno.

Questo romanzo è una storia di emozioni. Ma non emozioni che restano eteree, bensì emozioni che sono reali. Violante è una donna di oggi e questo lo si vede nei pensieri, nelle paranoie, nelle rabbie, nelle reazioni esasperate, a volte eccessive. Una donna che ha fatto di tutto per mantenere unita la propria famiglia, ma che poi si rende conto che se le fondamenta della casa non sono solide, tutto prima o poi è destinato a crollare. Una donna che non sa come comportarsi con i propri figli nel loro affrontare i problemi dell’adolescenza o le scelte non condivise di genitori che non capiscono. Una donna che è rimasta chiusa nelle sue tragedia fino a scomparire e morire dentro.

Ma una donna che ha coraggio perché se la vita esagera nel male, tu dal male esagera nel bene!

Lo stile della narrazione è scorrevole, chiaro. Le descrizioni sono precise, soprattutto quelle relative alle riflessioni di Violante. Il punto di vista narrativo è, infatti, il suo: l’autrice ci permette di toccare con mano quelli che sono i pensieri di una donna comune come lei, che sbaglia, che soffre e che ama… ma soprattutto che deve imparare ad amarsi. E questa evoluzione è davvero reale, nonostante l’impatto con essa si ha attraverso pagine scritte.

Ciliegina sulla torta è l’amore per i libri, che rappresentano il mondo incantato di Violante. Non mancano nell’opera riferimenti continui a opere letterarie, a personaggi e autori delle medesime.

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.

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