Era la nostra casa
Thriller psicologico
Newton Compton Editori
10 febbraio 2026
cartaceo e-book
288
Eve e la sua ragazza, Charlie, si trasferiscono in una vecchia casa su una collina circondata dalla foresta. Un giorno d'inverno, la loro pace viene disturbata da qualcuno che bussa alla porta. Sulla soglia c'è un uomo con la sua famiglia: Thomas Faust afferma di aver vissuto lì un tempo e che vorrebbe mostrare ai figli il luogo in cui è cresciuto. Eve lascia entrare gli estranei, anche se nella sua testa suonano dei campanelli d'allarme. Poco dopo, infatti, una violenta tempesta di neve blocca l'unica via d'uscita degli ospiti, costringendo Eve e Charlie ad accogliere gli sconosciuti per la notte. L'atmosfera si fa sempre più tesa, e strani eventi iniziano a turbare la casa: il figlio più piccolo della famiglia scompare nel nulla e, con il passare delle ore, diventa evidente che i visitatori non hanno alcuna intenzione di andarsene. Quando Charlie svanisce all'improvviso, Eve inizia lentamente a perdere il contatto con la realtà. C'è qualcosa di terribilmente sbagliato nella casa e nella famiglia in visita oppure è solo la mente di Eve a giocarle brutti scherzi?
“Quelle persone nella tua casa…non sono quel che sembrano” da “Era la nostra casa” di Marcus Kliewer
“Era la nostra casa” di Marcus Kliewer (Newton Compton editori) è un thriller assai inquietante e paralizzante. Una coppia, Eve e Charlie, acquista un vecchio chalet nei boschi lontano dal centro abitato. Siamo nel Connecticut, più precisamente nei pressi della città di Yale. La casa ha bisogno di qualche riparazione e le due donne, con il tempo, intendono provvedere, per il momento sono felici di vivere in un luogo in mezzo alla natura all’insegna della privacy. Durante una sera nevosa, una famiglia bussa alla loro porta. Il padre, un giovane uomo loquace e cortese, afferma di esser cresciuto proprio in quello chalet. Chiede di poter entrare e mostrare ai suoi cari la casa della sua infanzia. Eve accetta pur provando una strana inquietudine. In loro c’è qualcosa che non la convince e una voce interiore le suggerisce di stare in guardia.
Da allora, la sua vita e quella di Charlie non sarà più quella che avevano sognato.
“Una volta entrati, non se ne andranno più”
Ho terminato poco fa questo romanzo e vi confesso che non ho capito se mi sia piaciuto oppure no. Pur non essendo un capolavoro della letteratura, mi ha ricordato alcune tematiche di due grandi nomi: King e Pirandello. Ovviamente siamo lontani anni luce da entrambi, ma il concetto di “verità” è fortemente confutato. L’altissimo grado di suspense deriva proprio da questo. Il ritmo è molto concitato perché la trama ci sprona a scoprire cosa sia effettivo o soggettivo. Poi ci si chiede “ma è tutto vero o si gioca con il paranormale?”
Per trovare una risposta ho provato ad analizzare il comportamento dei personaggi principali.
Eve è la protagonista. Sta con Charlie che rappresenta tutta la sua famiglia poiché i genitori vivono a New York e non li sente spesso, inoltre è figlia unica. Charlie è il suo porto sicuro. Eve è la più fragile tra le due, è piena di insicurezze, timori e qualche fobia. La sua compagna invece è pragmatica, rassicurante ed equilibrata. Una si fa facilmente prendere dal panico, dal pessimismo e dall’apprensione. L’altra invece ha i piedi ben piantati per terra e riesce a farla ragionare con tutta la sua calma e fermezza.
Thomas è un padre di famiglia. Un uomo socievole, gentile ma nello stesso tempo autorevole. Sa mantenere l’ordine senza alzare troppo la voce. I due figli maggiori, Kai e Newton, non potrebbero essere più diversi. Il primo è un ragazzino dallo sguardo gelido e beffardo, l’altro è piccolo lentigginoso ed emotivo. Poi c’è la piccola Jenny, un folletto curioso, vivace e con la tendenza a nascondersi per stare al centro dell’attenzione. Page, la moglie, è una giovane donna taciturna dallo stesso sguardo glaciale del figlio maggiore. Appare guardinga e diffidente, le uniche volte in cui apre bocca è per manifestare la propria disapprovazione verso tutto ciò che va contro la sua fede religiosa.
“Perché mi hai lasciata da sola con dei perfetti sconosciuti?”
I personaggi sono quelli tipici del genere. Inquietanti o dall’apparenza sin troppo rassicuranti per essere reali. Anche la situazione è abbastanza atipica per essere una coincidenza come si afferma. Una famiglia che, nel bel mezzo di una forte nevicata, si trova fortuitamente nella zona di quel bosco e, guarda caso, lì c’è proprio la vecchia casa del padre. L’atmosfera è perfetta: un’abitazione che, da pittoresco chalet, si trasforma in una sorta di trappola inquietante.
I protagonisti si studiano con reciproca diffidenza ma sempre mantenendo un atteggiamento neutro, reciprocamente corretto. Mi sento in dovere di complimentarmi con l’autore per questa costruzione meticolosa, pur lasciando che la trama scorra fluida. Il ritmo non ne risente.
Il focus è su Eve e Thomas, ben caratterizzati. L’impressione è che stiano giocando una partita silenziosa tra loro e tutti gli altri siano spettatori. Quando uno dei due sembra essere in vantaggio, ecco che l’altro lo raggiunge e noi non sappiamo più per chi parteggiare. Chi la racconta giusta?
“Ma credo che siamo tutti d’accordo su questo: il cambiamento è un’opportunità mascherata”
Ad un certo punto la trama si fa caotica e si riveste di horror (vi sono elementi che potrebbero sembrare paranormali), cosa che non gradisco particolarmente poiché prediligo le storie che si attengono alla realtà. Poi invece viene tutto giustificato verso il finale che, tuttavia, avrei voluto diverso, ma si tratta di gusto personale. Non posso dire come l’avrei desiderato perché cadrei nello spoiler, cosa detestabile. Posso assicurarvi invece che l’elemento “imprevedibilità” non manca. Tra un capitolo e l’altro si inseriscono articoli di cronaca e testimonianze in merito a ciò che potrebbe essere accaduto in quella casa. Io credo che l’obiettivo sia depistarci ma anche dare una spiegazione al finale.
Se un giorno qualcuno bussasse alla tua porta e ti chiedesse poter visitare la tua casa poiché un tempo era la sua, gli permetteresti di entrare?