Narrativa contemporanea
Mondadori
31 agosto 2021
cartaceo, ebook
240
Anna è cresciuta a Bari, si è trasferita a Roma dove si è laureata in Matematica, si è sposata, ha avuto due figli. Ma in realtà – se ne accorge ora – è sempre rimasta ferma, forse non è mai partita. Ha vissuto confidando che ogni traguardo superato equivalesse a un nuovo inizio, un esordio di felicità.
È stata figlia, sorella, poi moglie, e madre: attenta a rispondere alle aspettative che quei ruoli implicavano, con la sensazione di non aver mai inciso la scorza della realtà per assaporarla davvero, per capire che gusto ci sentiva lei. E ora? Come mettere in discussione un'esistenza in cui non si riconosce più, quando altre vite sono intrecciate alla sua? Il senso di colpa le stringe la gola e lei cerca una soluzione tra le ferree regole matematiche in cui si è sempre sentita serena. Durante le sedute di analisi, Anna scopre la fatica di trovare la propria voce, a tratti scomoda, ingombrante. Il desiderio di essere quella voce mai ascoltata riaccende delusioni, senso di fallimento, paura. Ma anche la consapevolezza che gli errori che ha commesso sono 'lei': se non si lascia paralizzare dal senso di colpa e dalla contemplazione delle macerie da lì può ripartire.
Questo romanzo racconta un risveglio, uno di quelli bruschi che spezzano il fiato nel cuore della notte, lasciando però il germe di un'idea nuova. Come se, dopo aver viaggiato a lungo sottocoperta, vedendo solo piccole porzioni di mare attraverso gli oblò, la protagonista salisse sul ponte della barca per respirare il mare, tutto il mare che finalmente riesce a vedere.
Seguendo Anna nella discesa al centro di se stessa, la scrittura di Arianna Lombardelli emoziona e ferisce, disegna l'appassionante vicenda di una "seconda" formazione, quella di una donna adulta che sostiene la responsabilità di una famiglia, realizzando che quella responsabilità è parte di un'immensa costruzione, con i suoi muri verticali, le stanze da arredare e gli affacci esposti ai venti.
“Diversa da cosa? Non lo so. Diversa da chi? Dalla donna che ero convinta di essere, o che gli altri erano convinti che fossi. Del resto che differenza fa? Sono sempre stata l’immagine che tutti volevano guardare. E ora sono diversa da quella foto di me che mi hanno scattato mentre non mi accorgevo di vivere…!” – L’equazione della colpa
“L’equazione della colpa” di Arianna Lombardelli è la storia di Anna, ma anche quella di tutti coloro che del senso di inadeguatezza alla vita, qualunque sia la causa che lo provoca, fanno una coperta invisibile che funge da scudo al loro rapportarsi col mondo; sotto di essa, le fragilità nascoste combattono una battaglia senza voce; oltre essa, nient’altro che il vivere quotidiano, composto da gesti, parole e azioni che ben si sposano con ciò che il mondo chiede.
Ci sarebbe da domandarsi il perché cerchiamo di mascherare i nostri pensieri, di rimodellare il nostro modo di fare in base a ciò che da noi ci si aspetta. Saranno forse i nostri sensi di colpa a fungere da bussola in questo caos di emozioni che chiamiamo vita?
A voi è mai capitato di comportarvi in un modo che strideva col vostro pensare solo perché ossessionati dall’idea di ciò che un atteggiamento fuori dal vostro ordinario potrebbe causare?
Ad Anna si, ed è proprio questo il motivo che l’ha condotta nello studio di uno psicologo. È sommersa dai sensi di colpa. Sono talmente tanti e così ben radicati che molte volte non ne capisce l’origine. L’unica cosa che sa è che la stanno opprimendo, soffocando, e le impediscono di vivere.
“Mi sento in colpa, sono stanca di sentirmi in colpa. Non so come togliermi questo macigno ingombrante dalla pancia, dalle gambe. Vorrei non provarlo più” – L’equazione della colpa
Ma quando si entra in analisi, se lo specialista che si ha di fronte è davvero in gamba, tutto il bagaglio di sofferenza e inadeguatezza che ci si porta dentro viene alla luce. Giorno dopo giorno, strato dopo strato, addentrandosi oltre lo scudo del proprio malessere, si finisce col ritrovare la propria anima offesa e i diversi cappotti che ha indossato per difendersi e nascondersi al mondo e anche a se stessa.

Questo accade anche alla nostra protagonista che, man mano che le sedute si susseguono, si rende conto che in ogni decisione da lei presa il suo essere moglie, madre, figlia, sorella è sempre venuto prima di tutto. E lei dov’era mentre i ruoli che si appiccicava addosso si susseguivano negli anni?
Ho bisogno di ritrovarsi, o forse di conoscersi veramente. Ha capito che la sua strada sarà lunga e non le risparmierà sofferenze e delusioni. Ma è necessario affrontarle, prendersi le proprie responsabilità per imparare ad amare e a vivere non come un ruolo richiede, ma come Anna vuole.
Riuscirà a farlo?
“Stavo cambiando il mio modo di sentire, di ascoltare, di vedere. Non ero più… ferma all’idea di essere quella donna acerba arrivata dalla Puglia con l’unico desiderio di far parte della vita di qualcuno, chiunque… Non credo si trattasse di forza, piuttosto di curiosità nel volermi guardare mentre stavo cambiando pelle” – L’equazione della colpa
Leggere “L’equazione della colpa” è stato un continuo interrogarsi. Lo stile di scrittura adottato da Arianna Lombardelli fa sì che il lettore entri fin da subito nei pensieri della protagonista, che vacillano tra lo scomodo bisogno di mantenere lo status quo, per non dover fare i conti con lo sfaldarsi di un modello di famiglia più che altro costruito sull’esempio altrui, e l’irrefrenabile voglia di riscatto come donna, come essere umano, che vuole vedere le proprie inclinazioni brillare alla luce del sole.
Il suo, per certi versi, è uno dei problemi che spesso affliggono noi appartenenti al “gentil sesso” che, molte volte, anche inconsapevolmente, rinunciamo ai nostri hobby, alle nostre aspirazioni, per portare avanti un’idea di famiglia a volte distorta. Cosa rappresenta per voi la famiglia? So che la mia potrebbe sembrare una domanda assurda, ma provate a dare una risposta.
Famiglia è una di quelle parole che danno calore. Dovrebbe essere sinonimo di sicurezza, unione, amore. E proprio per questo io credo che al suo interno ognuno debba sentirsi libero di essere se stesso, di potersi esprimere a 360 gradi. Alle donne questo spesso non è concesso, loro stesse non se lo concedono, specialmente quando è il ruolo di madre a chiedere di donarsi completamente. Eppure a lungo andare, pur se fatto con tutto l’amore di questo mondo, il rinunciare a una parte di sé può pesare.

“Mia madre mi aveva convinta che i figli dovessero essere più importanti di chiunque altro, anche di me stessa. Ho tentato di vivere attraverso di loro e non con loro. Ho provato a spostarli un poco per vivergli accanto e non sopra, cercando di sbarazzarmi della vergogna di cercare altro fuori dalla loro casa. Ma non era cambiato nulla, vedevo ancora attraverso i loro occhi e l’immagine di me nello specchio era sempre meno credibile” – L’equazione della colpa
Anna ha puntato tutto sul matrimonio. Vedere Sole e Giacomo, i suoi due ragazzi, sereni era la sola cosa che pensava volesse. Garantirgli un “per sempre” davanti alla parola famiglia era il minimo che potesse dargli. Eppure quel “per sempre” stava diventando una prigione, e lei il detenuto numero uno, che sfioriva col passare dei giorni.
“Ci sono momenti in cui non ho voglia di essere madre!…nessuno dei miei figli mi dice una parola! Usano gli occhi per colpirmi, i gesti, i silenzi. Mi dicono “a te non è concesso mollare”…Ma io non sto mollando. Solo, a volte, vorrei scrollarmi di dosso quei loro sguardi. Vorrei scrollarmi di dosso loro”
E mentre suo marito, troppo concentrato su se stesso, neanche si accorgeva di ciò che sua moglie sentiva, non altrettanto si poteva dire dei suoi bambini, che ormai il sorriso della loro mamma lo avevano scordato.
Il percorso da seguire per lei è solo uno, e implica una divisione. Separarsi da Alessandro, suo marito, ricadrà tutto sulle sue spalle, sia in termini economici, che psicologici; sa che è su di lei che verranno riversate tutte le colpe, lei stessa se le addosserà.
Eppure anche quelle colpe fanno parte del suo modo di essere. Le dovrà limare, guardare da angoli diversi, scendere a patto con loro. Dovrà accettarle per accettarsi, ma non mettere la sua esistenza nelle loro mani. E, una volta fatto questo, rialzarsi, ricrearsi senza rinnegarsi, per continuare quello strano percorso che si chiama vita.

“Ora l’unica vita a cui volevo appartenere era la mia. Sbagliata , rotta, confusa, disordinata, e difficile da aggiustare, riconoscere e riordinare… La mia personalissima colpa, era diventata una ferita lunga da rimarginare, sofferente al tatto, orrenda nel suo colore violaceo, ma era mia, di nessun altro” – L’equazione della colpa
“L’equazione della colpa” è uno di quei romanzi che si vivono, non si leggono. Arianna Lombardelli è riuscita, con la sua Anna, a entrare nelle fragilità dell’animo femminile, che sa trasformarsi in forza quando occorre. Sembra che dalle sue pagine voglia scuoterci, intimarci ad aprire gli occhi. Attraverso i pensieri a tratti confusi, volutamente ingarbugliati della sua protagonista, riprende proprio il logorio interno di una mente combattuta che si sente oppressa e senza fiato. Ma lo fa con uno stile espositivo degno di nota, con un lessico variegato che a tratti sa di poesia. Le ho “rubato” alcune frasi, me le sono annotate perché sono di una profondità unica.
Un’ espressione in particolare, da lei usata per descrivere la sua piccola Sole, mi è talmente entrata dentro da averla impressa nella mente. È allo stesso tempo delicata e forte, contiene un’esplosione di emozioni che non poteva passare inosservata ai miei occhi.
“La mia bimba fatta di vetro a colori”
Non la voglio commentare perché per me è di una bellezza unica che non vorrei rovinare interpretandola. Lascio a ciascuno di voi questo compito insieme alla raccomandazione di leggere L’equazione della colpa. Anzi, ve lo consiglio come regalo da mettere sotto l’albero. Sono sicura che chiunque lo riceverà ne sarà davvero felice.
Sahira

Sono emozione e di essa mi nutro
trovando scialbo ciò che non colora,
Sono emozione che con la penna divora
il bianco candido di un libro vissuto…