Elettra
Romanzo
Sonzogno
21 febbraio 23
cartace, ebook
352
La guerra di Troia è stata davvero combattuta soltanto dagli uomini? O ad affrontarla in prima linea sono state le donne – le mogli, le figlie, le sorelle e le madri –, scontrandosi con i loro sentimenti e i loro lati oscuri? Con l’esercito delle passioni, delle gelosie e delle fragilità nascoste?
Dopo lo straordinario successo di Arianna, Jennifer Saint torna ad ammaliarci con una brillante rivisitazione del mito, illuminando di nuova luce le vere protagoniste di questa intramontabile tragedia: vediamo bruciare l’ostinazione e la furia di Elettra, la figlia minore di Clitennestra e Agamennone, che attende con lealtà il ritorno del padre e cresce covando rancore nei confronti della madre; sentiamo le profezie di Cassandra, sacerdotessa di Apollo e principessa di Troia, condannate a cadere inascoltate nel vuoto; assistiamo impotenti alla rabbia, al tormento e all’ossessivo desiderio di rivalsa di Clitennestra, incapace di perdonare il marito e di dimenticare il sacrificio di Ifigenia.
L’autrice ci racconta una storia di tenacia e ribellione, di donne implacabili che cercano di forgiare il proprio destino, di scalfire l’armatura di un mondo in cui sono gli uomini a dettare le regole, finendo per rimanere intrappolate in un’inestricabile rete di violenza, vendetta e tradimento.
Con i suoi personaggi e le loro gesta, il mondo dei miti greci racconta la condizione dell’uomo in quanto tale, soffusa di quel particolare connubio tra umano e divino. Un mondo tra leggenda e storia che, proprio per questo motivo, esercita un fascino mai tramontato. Non è un caso, infatti, che la storia della letteratura occidentale nasconda, tra le sue pieghe, questa forza narrativa ancestrale, modellando i principi e i temi a seconda delle epoche storiche. Ed è così che, ai nostri giorni, e grazie al lavoro di Jennifer Saint, “Elettra”, possiamo confrontarci con tre figure femminili che, di queste storie di tutte le storie, sono protagoniste.
Elettra, sua madre Clitemnestra e Cassandra sono tre donne forti, ognuna a modo suo. Tra le pieghe delle loro vesti, sontuose o dimesse che siano, nascondono le lotte, le sofferenze e le incertezze della condizione di essere donna in un’epoca dominata dagli uomini. Condizioni che, anche se in modo diverso, non sono estranee alle donne di tutti i tempi.
Mentre gli uomini sono impegnati nelle guerre, nel perseguire le gesta più eroiche e nelle lotte per il potere, è l’universo femminile che, in questo romanzo, assurge a leva del motore della vita. Amore e odio, rabbia, paura e ingegno si mescolano e spiegano le scelte che le protagoniste sono destinate a fare.
“Per i figli mettevamo in gioco le nostre esistenze. E per tutte le volte che affrontavamo un parto, ci trovavamo sulla sponde del grande fiume che separa i vivi dai morti. Uno stuolo di donne che fronteggiavano quel guado periglioso senza alcuna armatura, contando solo sulle proprie forze e sulla speranza che potessero bastare“

Grazie allo stile, limpido nella sua liricità ed introspettivo nella sua essenzialità, ogni lettrice riconosce nelle voci di Elettra, Clitemnestra e Cassandra il mistero del proprio mondo interiore, delle forze che agiscono sulla crescita emotiva, senza giudizi e senza pregiudizi.
Immergersi nelle pagine del romanzo significa trovarsi a Micene prima delle lunga guerra tra Troiani e Greci, con Elettra, bambina, nel castello dove vive con la famiglia. Ma significa anche ritrovarsi tra le strade di Troia con il peso della preveggenza, dono e punizione di Apollo, che Cassandra porta in sé, certa di non poter far nulla per evitare il peggio, perché da sempre inascoltata e dileggiata. O, ancora, trovarsi sulla spiaggia davanti alle mura della città e vedere Clitemnesttra che stringe il cadavere della figlia Ifigenia e sentire l’odio mescolato all’amore materno, la disperazione della perdita; ma capire anche la determinazione crescere e alimentarsi nello sconforto e nell’apatia prodotti dal dolore, fino a diventare spietata vendetta verso il marito Agamennone.
Nel nome Elettra, scelto dal padre, si racchiude il destino della bambina e della futura donna. Elettra è destinata ad essere la “luce della famiglia”, quella degli Atreo. Una stirpe segnata dalla maledizione degli dei e la cui storia è costellata dai peggiori crimini. Fratelli che uccidono i fratelli, figli pronti a tutto pur di vendicare e rivendicare il potere dei padri. Elettra appare come una figura fragile fisicamente, ma istintivamente forte, soprattutto per il cordone ombelicale che la lega al padre. Si tratta di un amore che, alle volte, diventa adorazione per l’uomo che ai suoi occhi è quanto di più vicino alla perfezione, alla forza e alla determinazione.
A quello che lei sente un vero e proprio tradimento da parte di Clitemnestra nei confronti di Agamennone, Elettra reagisce soffocando, per rabbia e per dolore, il sentimento primordiale verso la madre, dando modo così all’autrice, di scandagliare la meccanica dei sentimenti e la loro evoluzione. E l’amore per il padre, ancor più che allontanarla dalla madre, sembra cancellare in lei la capacità di amare altri uomini. Quasi l’adorazione per il padre (e per l’onore della famiglia) fosse l’unico sentimento a cui si concede.
Mentre Elettra cresce lontano da Agamennone, impegnato nella lunga guerra di Troia, è proprio la voce di sua madre Clitemnestra, sorella di Elena, a personificare un dolore struggente, che riesce perfino a renderla indifferente verso il figlio più piccolo. Clitemnestra esprime, nel tentativo di proteggere Elettra, il tramutarsi dell’amore in odio per il marito, a suo tempo scelto come compagno di vita quasi per copiare l’atteggiamento della sorella Elena, la cui bellezza rappresenta la potenza che una donna può esercitare nei confronti degli uomini che da essa ne sono accecati.
“Di fronte a lei, anche il più forte degli uomini finiva per liquefarsi. Forse nelle vene non mi scorreva il sangue dorato di Zeus, ma avevo imparato da mia sorella; indossai la sua alterigia come un mantello, avvolgendola intorno tutti i giorni. Provai ad assumere un tono brillante e perspicace, a fingere di conoscere i segreti del mondo e a dare l’impressione che nulla potesse turbarmi. Desideravo che Agamennone si convincesse che io ero una sfida, un mistero, e non una bambina piagnucolosa con la nostalgia di casa. Mi persuasi di essere Elena finché non mi risultò naturale. Finché il controllo che simulavo di esercitare non iniziò ad appartenermi davvero”
Gli esiti della guerra di Troia portano Clitemnestra ad incrociare anche Cassandra che, quale bottino di guerra, viene portata da Agamennone a Micene. Ed è proprio nel dolore che ognuna prova, che riescono a comprendersi.
“Vedo la comprensione affiorarle sul volto. I suoi occhi mi scrutano l’anima e il mio sguardo scandaglia il suo cuore; riusciamo a guardarci dentro a vicenda, anche attraverso il sangue che punteggia le sue guance; attraverso il fango e la polvere che screziano il mio.”
Se l’amore materno è il fulcro dell’animo di Clitemnestra, nella complessa figura di Cassandra è facile riconosce quel tipo di donna che della conoscenza ha fatto il suo motivo d’essere. In lei riecheggia la solitudine delle persone fuori dall’ordinario. Apollo le regala la preveggenza, ma le infligge anche la maledizione di non essere ascoltata. Cassandra sarà in grado di sapere che cosa accadrà, ma allo stesso tempo verrà emarginata, dileggiata dalla famiglia. Nessuno crede a Cassandra e. anziché cercare di capirla, preferiscono considerarla pazza. condannandola alla esclusione dalla vita sociale.
“Nessuno è intervenuto per impedirmi di diventare ciò che sono diventata” sono le parole di una donna che soffre l’incomprensione, pur sapendo di essere nel giusto e di possedere una conoscenza preclusa agli altri.
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“Elettra” è un romanzo prezioso. Le atmosfere e la natura greca sono il palcoscenico dove le forze ancestrali si animano, tanto da diventare imprescindibili dalle vicende di queste donne e degli uomini che le circondano. Figure maschili che, è bene ricordarlo, a confronto delle loro compagne, sembrano bidimensionali, animati, come sono, da pulsioni più elementari e meno complesse.
“Elettra” è un romanzo che esprime la sua forza dirompente nel rendere le protagoniste, che conosciamo dai libri di storia, personalità vive, che si trasformano, che reagiscono agli eventi con il carattere che è loro proprio. Un mondo umano e femminile, lontano nel tempo, ma descritto con il linguaggio del presente. Voci di donne che popolano le storie antiche, ma che, in queste pagine, diventano un canto sussurrato a noi vicino.
Non sarebbe questo un modo interessante per avvicinarci a tutta la storia antica e scoprire quanto, in realtà, essa sia attuale?
