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RECENSIONE: “E alla fine c’è la vita” di Davide Rossi

E alla fine c'è la vita Book Cover E alla fine c'è la vita
1, 2, 3... ciack!
Davide Rossi
Sceneggiatura
Apollo edizioni
10/05/2018
cartaceo
174

Marco si sveglia dopo l’ennesima notte di eccessi. Marianna vomita in un bagno dell’università. Mario si ritrova bloccato in un letto di ospedale. Marika finisce a letto con un professore.

Tante vite che si bruciano, annientandosi con tutto ciò che è legale e illegale, alla ricerca disperata di un’altra boccata di ossigeno.

 

“Marika è ben vestita, elegante, pronta per andare alla festa. Si profuma mentre si guarda allo specchio in bagno. Controlla che il vestito sia a posto un’ultima volta ed esce dalla stanza. Va al computer e scrive su Facebook: “Stasera grande serata”. Va sulla pagina del suo ex ragazzo e trova delle foto di lui con Agnese. Scuote la testa, incredula, e chiude furiosamente il computer. Il cellulare sul comodino vibra. Lo prende e risponde…”

 

“E alla fine c’è la vita”, un libro che non è un libro, ma più un copione per uno spettacolo teatrale o una sceneggiatura per un film.

La storia narrata nel libro non fa altro che descrivere attimi di eccessi dei quattro protagonisti, che si ritrovano per forza di cose ad avere le vite intrecciate, tra un’amicizia in comune, una festa, o semplicemente la droga, in quel di Pavia.

Una Pavia diversa da quella che ci si potrebbe aspettare, una Pavia peccaminosa e tutta incentrata nel mondo della droga e del sesso occasionale, attraverso le vicende dei quattro protagonisti, mai padroni degli eventi, il tutto decorato dalla scrittura frenetica e pazza dell’autore.

Uno dei punti deboli del libro è la caratterizzazione superficiale di alcuni personaggi e semiseria di altri.

Possiamo dire che ti lascia troppi interrogativi sulle scelte dei personaggi a cui non verrà data nessuna risposta, non facendo così capire cosa vuole comunicare effettivamente la storia oltre al cambiamento che si deve affrontare nella vita. Personaggi talvolta ombra di loro stessi, e che sicuramente andrebbero visti e non letti.

Una storia che si conclude con un finale semiaperto, uno di quei finali che un po’ lascia l’amaro in bocca, e perché no, fa sperare in un continuo.

 

 

Davide Rossi è nato il 18/01/1985 ed è cresciuto in un piccolo paese della provincia di Pavia, Sant’Angelo Lomellina.
Nonostante gli studi di natura prettamente scientifica, continua a coltivare due grandi passioni che lo accompagnano fin dalla tenera età: il cinema e la scrittura. La stesura di varie sceneggiature rappresenta dunque un’evoluzione naturale e una di queste, scritta a sei mani, risulta nel film “Benvenuti a casa Verdi” del 2013 (Muccapazza film).
Parrallelamente all’esperienza cinematografica inizia una fase di sperimentazione che l’ha portato a partecipare a diversi concorsi letterari con racconti brevi, poesie e saggi.
“E alla fine c’è la vita” nasce in seguito, e dall’unione, di tutti questi percorsi.

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