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Recensione: “Dove nessuno sa di noi” di Alessandro Buttus, Self-publishing

Dove nessuno sa di noi Book Cover Dove nessuno sa di noi
Alessandro Buttus
urban fantasy, young adult
Self-publishing
giugno 2015
cartaceo, ebook
172

Isabella e Daniele non si conoscono nella realtà. Lo fanno nel sonno, quando addormentati i loro sogni si intrecciano in un filo comune. Le emozioni oniriche che provano sono tali che entrambi si pongono inevitabilmente domande sulla possibile esistenza dell'altro.

La ragazza ha da poco scoperto di essere affetta da una grave malattia al cuore. Solo il trapianto infatti può salvarle la vita, e Daniele è il barlume di luce che le impedisce di impazzire. Oppressa da un padre iperprotettivo, da una madre vacillante, da un fratellino inconsapevole e da amiche preoccupate, Isabella si rifugia nella folle idea che il destino voglia farle un ultimo regalo.

 

 

“Le fate sono tutte femmine, hai mai visto una fata maschio?”

 

 

Isabella e Daniele non si conoscono, ma s’incontrano quotidianamente in un sogno…

L’apertura del racconto si presenta subito in una veste fiabesca, decisamente onirica. Lo stile risulta ricercato e molto curato fin dai particolari scelti scrupolosamente dall’autore.

Ed ecco che il lettore viene piacevolmente catapultato nel sogno di Daniele, popolato da unicorni, draghi, streghe e fate in una boscaglia rigogliosa e profumata.

Nella realtà, Daniele è un giovane ragazzo che vive con la mamma da quando, in tenera età, il padre li abbandonò. Isabella è una studentessa modello, con la passione per i libri classici e la bella musica. E’ malata di cuore ed è in attesa di un trapianto; attesa che lascia la sua famiglia e i suoi amici in un’ansia perenne.

Con grande abilità, l’autore sposta l’attenzione del lettore dal sogno alla difficile realtà dei protagonisti che si ritrovano puntualmente nel loro appuntamento in una cornice onirica sormontata da una torre che quotidianamente aspetta l’arrivo dei due ragazzi. Nel loro sogno Isabella è sempre accompagnata da un passerotto, Daniele da una simpatica fatina. In quella torre abbandonata, Isabella e Daniele si confrontano, si confidano le loro paure, preoccupazioni e s’interrogano sulla possibilità di potersi magari incontrare nella realtà.

Due anime sole che si scontrano nel crocevia dei propri sogni, come due asteroidi fluttuanti nello spazio, come due rette che si intersecano su un piano, come un guado mentale che unisce due mondi

 

 

Così come l’inverno e l’estate non possono coesistere se non in quelle stagioni intermedie che sono la primavera e l’autunno, quando sembrano sfiorarsi giusto il tempo di un saluto e un bacio rubato per poi dividersi per sempre.

 

Durante le loro reali giornate, Isabella e Daniele pensano spesso ai loro incontri fiabeschi in quel magico luogo in cui stanno così bene… meglio della loro complicata realtà. Lì dove s’incontrano, si affidano l’un l’altra e dove tutto sembra più semplice, leggero, sopportabile perché ogni problema si dissolve.

Ma è giusto credere nei sogni? Daniele è proprio impaziente di trasformarli in realtà sapendo inoltre che Isabella non ha molto tempo a disposizione.

Con una forma narrativa pulita e un linguaggio scorrevole e nel contempo ricercato, l’autore affronta l’affascinante e misterioso tema dei sogni. Quell’enigma che attrae da sempre l’umanità celando chissà quali verità che anche i protagonisti vorrebbero scoprire.

Oltre questo magico tema, scopriamo anche il mondo delle fate che simboleggiano  l’intuizione, il sesto senso e la simbologia del passerotto, sempre accanto ad Isabella nel mondo dei sogni, esprime sentimenti delicati come la dolcezza ma anche coraggio.

In questo brillante racconto, nulla è lasciato al caso. Il lettore deve saper leggere al di là delle righe, immergersi totalmente nel racconto. Ogni descrizione custodisce grandi valori d’amore come l’amicizia, la fiducia, il dialogo dall’inizio fino all’inaspettato epilogo…perché può capitare di condividere lo stesso sogno…aspettando di svegliarsi per innamorarsi; ma non è sempre un bacio a salvare la principessa, anche se il nesso è sempre l’amore.

Beatrice Castelli

 

L’autore

Alessandro Buttus

In ambito letterario note non ne ha, “Dove nessuno sa di noi” è il suo primo lavoro. Alessandro Buttus, ha 40 anni. Nato e cresciuto a Bolzano, è sposato e padre di due splendidi marmocchi.

Béatrice Castelli vive a Torino, cresciuta a Parigi fino all’età di 17 anni, coltiva sin dall’età di otto la passione per la lettura e quella della scrittura. A dieci anni leggeva Crime et Châtiment  di  Dostoïevski,  preso per caso dalla fornitissima  biblioteca di suo padre, senza sapere ancora nulla di questo scrittore. A 17 anni, con tutta la famiglia si stabilisce in Italia a Torino, dove dovette imparare l’italiano. Lo studio per la letteratura italiana l’appassiona in fretta, come da piccola per quella francese, iniziai così a scrivere pensieri in entrambe le lingue. Ha frequento l’interpretariato di Torino con il desiderio di tradurre libri per la sua casa editrice preferita: l’Adelphi. Purtroppo incontra sul suo cammino molte difficoltà per arrivarci e così si ritrova a tradurre testi tecnici per nulla entusiasmanti… L’amore per la scrittura l’accompagna da sempre.  Non avendo mai nessuno a chi confidare i suoi pensieri, scrive per se stessa. Ha pubblicato, per due case editrici, poesie d’amore in due diverse raccolte, una per Segnidartos l’altra per Rupe Mutevole Ed. e una favola per bambini sempre per Rupe Mutevole. In alcuni siti letterari ha pubblicato inoltre dei racconti brevi. In questo momento ha un romanzo già ultimato nel cassetto.

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