Domani mai
racconto
Marco Serra Tarantola Editore
dicembre 2022
cartaceo
74
Una storia che fa male, ma che al contempo accarezza. Una storia di sofferenza, intima ed esterna, una storia di buio e luce, una storia ossimorica, amaramente dolce. È il Natale del 2012, fuori è tutta una trepidante attesa: sorrisi, abbracci frettolosi, bei vestiti.
Una ragazza cammina a passo spedito, con la borsa della spesa e le nocche della mano arrossate dal freddo. Nell’altra mano una sigaretta rollata. Sembra arrabbiata, infastidita da tutta quella gioia ostentata.
Arrivata a casa, Veronica, così si chiama la ragazza, si ferma davanti al cancello: sa che dentro c’è un vuoto che pare volerla risucchiare nelle sue spire di tacito dolore. Samuele la attende, mentre gioca con un carillon.
Samuele non è un bambino, ma il babbo di Veronica. Samuele ha quella malattia che comincia per h e finisce per r. Samuele guarda sua figlia e la figlia guarda il padre con morsi di dolore che leattanagliano il petto. Eppure qualcosa capiterà in questa notte speciale.
“Troppo, troppo per una ragazza così giovane destinata a far fronte ad una situazione più grande di lei, dove non esistono scelte giuste o sbagliate e con i ricordi destinati a diventare l’unico futuro possibile”. In queste parole è racchiusa Veronica, la protagonista di questo racconto, “Domani mai” di Francesco Friggi, edito da Marco Serra Tarantola Editore.
Il libro si concentra in poche ore, quelle che precedono il Natale, la Vigilia. L’atmosfera magica di questo periodo dell’anno, le luci, gli innamorati sulle panchine, le famiglie in trepidante preparazione per il gran cenone, stridono con l’immagine che ci viene offerta all’inizio di questa ragazza, con lo sguardo di ghiaccio e la tristezza nel cuore.
Veronica si sta avvicinando a casa, dove sa che ad attenderla c’è Samuele, suo padre. O almeno quello che ne è rimasto. Perché l’uomo è affetto da una malattia che comincia per h e finisce per r. Nel libro non viene mai nominata, perché fa paura anche scriverla.
“… Veronica guardava il padre e sapeva che, ogni giorno che passava, il tempo le toglieva un pezzettino alla volta l’uomo che l’aveva vista crescere. E, anche se in minuscola parte, anche amare” – Domani mai
Veronica vive una vera e propria battaglia interiore. È arrabbiata, stanca, si sente sola. Deve combattere con se stessa, con la voglia di mollare tutto, con la paura di non farcela, di non essere all’altezza della situazione. Ogni scambio con il padre nasconde la paura che nel mezzo della conversazione lui non ricordi più, di vederlo sgretolarsi piano piano e non poter fare nulla.
L’unica cosa che li tiene legati è un piccolo carillon che Samuele le ha regalato quando è nata e che lui quasi ossessivamente ora ascolta a ripetizione. Perché quella dolce melodia rappresenta un ricordo a cui entrambi vogliono rimanere ancorati.
Ma in tutto questo dolore c’è sempre una piccola luce. E per un breve lasso di tempo, in questa notte magica, Veronica sentirà di nuovo il suo papà vicino.
“Domani mai” è un racconto dolce, nonostante la storia che lascia un sapore triste. Si legge velocemente, oltre che per la lunghezza in sé del libro, anche per lo stile armonioso e la scrittura che ha saputo ben amalgamare i diversi capitoli.
Francesco Friggi affida anche a delle pagine di diario i pensieri più profondi e le riflessioni più autentiche dei diversi personaggi. In questo modo il racconto di questa Vigilia, dell’attesa del Natale, apre i suoi confini oltre la casa di Veronica e Samuele, oltre quel tempo che stanno vivendo. Il lettore può aprirsi e immaginare anche tutto un contorno, tutta la cornice di questa storia.
All’inizio del libro l’autore lascia anche delle note per spiegare in breve la creazione di questi personaggi e di questo racconto, dove tutto è iniziato. Ed è sempre, a mio avviso, interessante scoprire quale sia l’iter creativo di ogni autore e di ogni opera.
Anche voi siete curiosi di sapere come nasce un libro?
Consiglio questo libro a chi vuole una lettura breve, ma intensa in un’atmosfera magica.