Dispari Book Cover Dispari
Josè Stancarone
Narrativa
Les Flâneurs Edizioni
24 maggio 2020
cartaceo, ebook
91

Un eccentrico professore e la sua giovane allieva Sara parlano fra loro, interrogandosi a fondo sull’ispirazione, sull’intuito e sulla complessità della percezione umana.

Per farlo analizzano due racconti, i cui protagonisti – un artista e un musicista – sono alla ricerca di quell’imperfezione che rende grande la loro arte. Un raro dialogo in cui la tematica della diversità emerge prepotentemente, per motivare tutti coloro che per qualche ragione si sentono inadeguati a qualsiasi contesto o schema; personalità atipiche, non omologabili… “dispari”, appunto, verso una nuova visione della persona che distingua la differenza dalla disuguaglianza.

“Troppo spesso lasciamo ai bordi della strada esseri umani che avrebbero tanta magia da diffondere nell’ambiente e non ci riesce perché si preferisce voltarsi verso il convenzionale.”

Un professore molto particolare e Sara la sua allieva sono le due voci di Dispari, un breve romanzo scritto, per la maggior parte, in forma dialogica.

Il dialogo si genera dalla lettura di due racconti scritti dallo stesso professore, i cui protagonisti sono due artisti, rispettivamente un pittore e un musicista, entrambi anime tormentate alle prese con le loro idiosincrasie e le loro ossessioni. Non si tratta propriamente di storie strutturate con una trama ben ordita, ma assomigliano di più a due quadri narrativi velatamente surrealistici che veicolano alcuni concetti fondamentali utili alla costruzione del dibattito tra docente e allieva.

Infatti, alla fine della prima narrazione prende avvio un dibattito tra il professore e Sara, il quale è un continuo fluire di idee e connessioni logiche che mano a mano prendono forma e che conducono ad una visualizzazione di quello che è il significato più profondo di diversità.

Il professore e la ragazza analizzano vari concetti come l’ideale della bellezza, l’ossessione, il genio e la sregolatezza fino ad evidenziare quelle crepe dell’animo umano che sono più evidenti nelle persone di talento.

Ed è proprio nell’animo umano che il professore e la sua dotata allieva riescono a definire la “quinta dimensione”, un luogo nascosto agli altri ma presente nell’animo di ogni essere umano dove “la nostra specificità è espressa interamente.” Perché nell’imperfezione c’è bellezza e soprattutto perché la specificità di ogni singolo individuo non è omologabile, come spiega il professore prendendo ad esempio i numeri dispari:

Mi ha sempre incuriosito il fatto che gli anglosassoni associno la stessa parola (odd, ndr) ai due significati, “dispari” e “strano”. Se ci pensi un numero dispari è composto da un numero pari, bello e divisibile, più un’unità. (…) Trovo questa analogia perfetta per definire il significato di strano. Cioè un’unità più in là di ciò che è perfetto o quanto mento omologabile.

In tutto il romanzo, infine, è preponderante la ricorrente importanza della percezione sensoriale  ed in particolare la percezione del colore e dei suoni, che tanto ossessionarono Kandinsky.

Come già indicato in precedenza, i protagonisti delle due storie sono un pittore e un musicista che appunto dei colori e dei suoni fanno la loro vita: entrambi non sono però immuni alla sinestesia. Come non ne è immune il professore che parla di questo fenomeno che consiste nella sovrapposizione di più sensi e che può un modo altro di percepire le esperienze e il mondo circostante.

L’effetto è la diversità. Quindi la Natura ripudia l’uguaglianza e si fa beffe della perfezione

Seppur gli argomenti trattati siano particolarmente interessanti, soprattutto nell’ottica di quanto espresso nella recente Giornata Mondiale della consapevolezza dell’autismo, la forma della scrittura risulta spesso elaborata e la scorrevolezza del testo ne risente in modo evidente, tanto che per assaporare appieno i significati dei messaggi veicolati dalla narrazione la lettura deve essere centellinata, molto spesso rileggendo con attenzione le pagine precedenti.

Dispari è decisamente un testo particolare, quasi più saggio che romanzo, che, non utilizzando il solito linguaggio ma seguendo una strada alternativa, vuole portare il lettore ad avvicinarsi, e a guardare in altro modo, il problema della “diversità”.

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