Diritto alla verità. un caso di affido a Fandogna
saggio
armando editore
2025
cartaceo
359
A partire da documentazione autentica, questo libro tratta di un caso: il percorso di affido di una neonata sottratta alla famiglia di origine, specie riguardo alle decisioni giuridiche in merito e alle istituzioni coinvolte. Non si tratta tanto di un’inchiesta di un atto di denuncia, ma di un viaggio all’interno di un caso specifico e particolare, unico nel suo genere per il punto di vista adottato, sicuramente paradigmatico per molte altre situazioni analoghe. Il testo si rivolge sia agli addetti ai lavori che a un pubblico più ampio, con il principale scopo di far emergere alcuni aspetti ignorati o sottaciuti di un tema cruciale come quello della maternità e dell’affido, i cui veri protagonisti restano i minori, troppo spesso privati del diritto alla verità. Prefazione di Vincenza Palmieri.
Cinzia Battistini attraverso “Diritto alla verità” trova il modo di raccontarci una vicenda reale e personale nel complesso mondo dell’affido familiare.
La vicenda si svolge a Fandogna, cittadina immaginaria in cui tutto sembra perfetto.
La voce narrante è quella di una casa, che trova al suo interno dei documenti che riguardano una storia di adozione familiare.
La bambina si chiama Angelica ed è stata allontanata dalla madre e dalla nonna dopo pochi mesi di vita.
La famiglia affidataria l’ha tenuta con sé per una decina di anni, e a qual punto ha richiesto l’adozione. I documenti presentati, di cui si trovano degli estratti nel libro, sono documenti reali.
Un punto di vista particolare
Quello che fa la casa è cercare di mettere ordine, di dare un senso e una spiegazione a parole spesso complicate e contraddittorie che si trovano in questi documenti.
La casa spesso si mostra incredula e spiazzata per alcune decisioni che le sembrano non logiche e insensate.
Quello che viene sottolineato è un ingranaggio, quello dell’affido, dei servizi sociali, del tribunale dei minori, lento, macchinoso, che comunica male.
Per quanto l’autrice abbia cercato attraverso l’escamotage della voce narrante della casa di rendere l’argomento a portata di tutti, rimane comunque difficile da capire per chi non bazzica in questi settori. E questo mi fa riflettere su ciò che incontrano le famiglie che ci si trovano in mezzo.
“Diritto alla verità“ vuole anche far scattare una riflessione su quale sia la decisione migliore fra una bugia protettiva, una omissione consapevole o una verità difficile ma reale.
Per ultimo ho trovato l’introduzione dell’autrice molto d’aiuto per affrontare questo libro.
La scelta per esempio dell’irona. Questa casa che spesso frettolosamente arriva a conclusione che vengono poi smentite dai fatti, come farebbe una qualunque persona nel leggere questa storia.
Questa vicenda è comunque raccontata attraverso un punto di vista, non è un’inchiesta sui fatti. Ma lo scopo principale a mio parere, o almeno quello che è arrivato a me, è sottolineare un sistema macchinoso e pieno di contraddizioni.
La speranza dell’autrice, invece, come ci confida, è quello che
“…alcune persone molto importanti per me, magari non subito, magari tra qualche anno, possano trovarvi un indizio di quello che provo per loro.”