Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina
classico
Oligo Editore
2023
cartaceo
66
Quando, nel settembre del 1791, in piena Rivoluzione Francese, la drammaturga e polemista Olympe de Gouges lanciò questo atto di accusa nei confronti del patriarcato, non era la prima volta che una voce si levava in difesa dei diritti delle donne.
Ma in questo testo, per il quale il nome di Olympe passerà alla posterità e qui proposto in una nuova ed efficace traduzione, la scrittrice seppe trasformare le ferite subite nella sua vita privata in stimolo per una lotta politica mirata al miglioramento della condizione femminile.
Il testo è tradotto e curato da Sara Grosoli, esperta di narrativa vittoriana che si è già occupata di autori come Charlotte Bronte, Mary Shelley e George Eliot e, per Oligo Editore, di Rudyard Kipling ("Come Shakespeare giunse a scrivere Latempesta").
Che bello fare la conoscenza di Olympe de Gouges! Vissuta nella seconda metà del Settecento, è passata alla storia come la “paladina dei diritti delle donne”, combattendo per la giustizia e per l’uguaglianza, a discapito della propria vita. Viene, infatti, arrestata nel 1793 per motivi politici e condannata a morte qualche mese dopo, come si era soliti fare all’epoca nei confronti delle voci “fuori-coro”. Come è bene fare nei confronti di opere dal carattere universale, oggi cercheremo di analizzare, indegnamente, qualche aspetto di uno dei suoi più noti scritti: “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina”.
Banale è sottolineare l’assonanza con la storica Dichiarazione del 1789. Ebbene, il periodo è lo stesso: due anni dopo la Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino, ecco che Olympe ha qualcosa da dire. Dov’è la donna in tutto questo bellissimo elenco di diritti e di libertà? Oggi diremmo che è inutile specificare: l’uomo è da intendersi come essere umano, maschio e femmina. Ma nel 1789 ciò poteva bastare? La vita ha insegnato a Olympe che, in tema di uguaglianza tra uomo e donna, è bene specificare… e lei lo ha fatto.
L’edizione letta è quella a cura di Sara Grosoli, Oligo Editore. La curatrice introduce il lettore alla vita di Olympes de Gouges, accennandone i tratti più salienti della vita e delle sue opere altre, per poi passare alla traduzione dello scritto, cercando di “conservare l’esuberanza sintattica dell’originale e l’uso peculiare della punteggiatura fatto dall’autrice“. E ci è riuscita, come potrete notare voi stessi, leggendo questo libriccino.
Dopo un Preambolo, in cui Olympe si rivolge a quella Regina, prima tanto difesa, ma adesso “implacabile nemica dei Francesi”, ecco che si susseguono gli articoli che sarebbe giusto leggere nella Dichiarazione.
“La donna nasce libera e ha gli stessi diritti dell’uomo…”
Nella Postfazione, Olympe lancia un appello: “Donna, svegliati … riconosci i tuoi diritti”! Ma i tempi non erano, evidentemente, ancora maturi per una rivoluzione come quella che sarà la prima ondata femminista di fine ‘800.
Si termina riportando, a buon ragione, quella che fu, poi, la “vera” Dichiarazione, a tutti nota e ben diversa da quella a cui Olympe aspirava.
La “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina” resta, comunque, un testo fondamentale per porsi in ascolto di quelle voci isolate che hanno preceduto i moti femminili e per carpire quell’esigenza di libertà e uguaglianza costante nel genere femminile, ma raramente esternato.
Il testo si legge in modo scorrevole. La punteggiatura è peculiare, lo stile poetico. Parole isolate, tante virgole, come se l’autrice volesse far soffermare tutti, donne e uomini, su ogni singola parola del trattato.
Alla traduttrice il merito di averci catapultato nella realtà protofemminista del ‘700. A Olympe de Gouges il merito di aver avuto il coraggio di esporsi. Abbiamo bisogno ancora oggi, nel 2024, di donne come lei? A voi la sentenza.
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐

Leggere mi stimola e mi riempie. L’ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell’impatto che ha su di me tutto questo magico universo.