Romanzo storico

Recensione di Vanità di Potenza. L’amore al tempo della musica. Il romanzo storico di Giulia Esse

La nostra Pitti oggi vi presenta un romanzo storico di Giulia Esse


      
61jRfgONb6L._SY346_.jpgTitolo: Vanità di Potenza – L’amore al tempo della musica.
Autore: Giulia Esse
Editore: Self Published
Genere: romanzo storico
Formato: Ebook
Prezzo: 1,99
Formato: Cartaceo
Prezzo: 14,99
Pagine: 236
Data di uscita: 24 agosto 2016
 per voi la trama e la recensione

Trama:


Venezia 1797. Napoleone Bonaparte è ormai alle porte della Serenissima: dopo tanti colpi e sventure, presto la Repubblica cadrà. Insieme all’orgoglio della città deve piegarsi anche quello di Anna, giovane sposa costretta dai debiti del marito a trasferirsi nella casa dello zio di lui, Fosco Alvise Candiani, il più acclamato compositore di Venezia. Abbandonata in una casa ostile, strappata ai suoi affetti e a tutto ciò che conosceva, Anna si aggrappa all’unica cosa che le resta: il suo sogno di diventare violinista. Per farlo, è pronta ad assumere l’identità del marito, di cui nessuno ha più visto il volto fin da quando era ragazzo. Nei panni di un uomo, Anna trova la libertà che ha sempre bramato, ma rischia di perdere se stessa. E gli occhi severi di Fosco, l’uomo che sembra la sua perfetta antitesi, sono pronti a ricordarglielo in ogni momento. Echi di concerti, clangore di spade e pettegolezzi sussurrati corrono tra le rughe e le calli, ma tra i mille specchi di Venezia si cela la domanda più importante di tutte: è più giusto vivere secondo coscienza, o secondo reputazione?
Recensione:


1797, Anna, da poco moglie di Lorenzo Sommer, è costretta a trasferirsi dalla sua Vienna a Venezia e a porsi, insieme al marito, sotto la protezione di Fosco Candiani, musicista acclamato e ricco, zio del marito e da lui apparentemente disprezzato.
Questo è un libro che narra di tradimenti e disillusioni sullo sfondo di una Venezia gaudente e illusoria. Da lì a poco Napoleone entrerà, con il beneplacito del governo, nel territorio della Serenissima inviolato da sei secoli e metterà in atto uno dei suoi più grandi scempi: il furto di innumerevoli opere d’arte che vennero trafugate dagli opulenti edifici pubblici veneziani per andare ad abbellire Parigi e la Francia. I veneziani guardarono senza poter proferire parola il ladrocinio delle loro ricchezze in favore di un paese, la Francia e della sua capitale, Parigi, che mai sarebbero state belle come Venezia se non ricorrendo al furto. Mi viene in mente a questo proposito la razzia del Lorena appena insediati a Firenze che fecero trasportare una grande parte delle collezioni medicee a Vienna. Mai in Europa si sarebbe potuto raggiungere una tale bellezza se non rubandola alle città italiane.
Ma sto divagando, ritorno sul protagonista della recensione, questo bel libro di Giulia Esse. Ognuno dei personaggi del romanzo viene tradito nelle proprie aspettative e nella convinzione di essere l’unico artefice del proprio destino. Viene tradita Anna, turlupinata dal marito – il quale sperpera tutta la sua dote per pagare dei debiti di gioco – confusa da un amore repentino e folle quanto destinato al rancore e alla delusione. Viene tradito Fosco, che da fascinoso musicista dal temperamento rigido e asentimentale, ammirato da tutta Venezia, si scopre soggetto alle fragilità umane e molto più incline all’amore di quanto non si sarebbe aspettato. Viene tradito Lorenzo che in preda ai furori del bonapartismo si affida alle idee rivoluzionarie con una grande superficialità e di sicuro per i motivi sbagliati. Sono queste delusioni che hanno a mio avviso reso necessario aggiungere un sottotitolo a quello che era un titolo perfetto per l’opera. Nella volontà di autodeterminazione risiede la” volontà di potenza” citata nel titolo che ci riporta alla memoria il grandissimo filosofo tedesco Nietzsche: il superuomo, in questo caso mi pare riproposto in Fosco, raggiunge i propri obiettivi a costo di grandi sacrifici e dedicando a essi tutto se stesso. Stesso percorso intrapreso da Anna che inconsapevole della mentalità filosofica dietro al suo comportamento si spoglia delle convinzioni sociali e comincia a perseguire il suo sogno di diventare violinista. Cosa frenerà il percorso di questi due “superuomini”? L’amore. L’imperfezione di animi meschini da cui i due sono circondati. La realtà di una Venezia finta e barocca che avrà il sopravvento su due animi eletti. Consigliatissimo a chi ama Venezia e a chi non ci è mai stato. L’autrice trasporta il lettore direttamente nelle calle veneziane facendolo vivere e soffrire coi personaggi.
(Recensione a cura di Pitti)
VALUTAZIONE
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Giulia Esse

Mi chiamo Giulia, sono nata il 24 Maggio 1991 e vivo in provincia di Roma. Sono una studentessa della laurea magistrale in Archeologia Classica. Durante il tempo libero mi dedico alla scrittura, soprattutto alla ricerca storico-sociale che mi permette di creare un’ambientazione verosimile in cui far muovere i miei personaggi. Al momento i generi di cui scrivo variano dal romanzo storico allo steampunk.

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