Lutto di miele
thriller psicologico
Fazi Editore-Darkside
14 luglio 2026
ebook, cartaceo
306
Il nuovo caso affidato al commissario Franck Sharko si dimostra complesso e inquietante fin dalla scena del crimine: all’interno del confessionale di una chiesa viene ritrovato il corpo di una donna, inginocchiata, nuda, completamente rasata e con alcuni esemplari di falena “sfinge testa di morto” posati sul capo. L’autopsia rivelerà che è deceduta a causa di una rarissima forma di malaria, trasmessa da zanzare che in Francia non esistono. Gli insetti sono solo il primo di una serie di lugubri elementi che si riveleranno parte del dissennato piano ordito dall’assassino, e Sharko, insieme all’équipe del 36, si troverà coinvolto in una macabra caccia al tesoro nella speranza, vana, di evitare ulteriori omicidi. Ma il filo conduttore tracciato dal colpevole arriva a coinvolgere i peccati capitali e le trombe dell’Apocalisse, alla ricerca di una vendetta antica i cui germi si annidano nel cuore delle Alpi.
Sharko, dolorosamente segnato dalla tragica perdita della moglie e della figlia, dovrà sfidare il passato per riuscire a sventare una carneficina, e la risoluzione del caso assumerà ben presto i contorni di una discesa agli inferi: per riemergere dall’orrore sarà costretto a salvare anche se stesso.
Dopo 1991 e Treno infernale per l’Angelo rosso, una nuova indagine del commissario Sharko, nella sua prima traduzione italiana. Tra squallidi bassifondi parigini e perturbanti abissi di corruzione, anche il lettore verrà intrappolato nell’intricata ragnatela intessuta dalla mente dell’assassino.
«Avevo l’impressione di aver già vissuto quella fine. Non era un’impressione. L’avevo vissuta davvero. Tanti anni prima. Quei luoghi resi irreali dalla furia degli elementi. Quella ricerca del Male assoluto. La sofferenza degli esseri umani, oltre ogni comprensione. Sarebbe finito tutto quanto nello stesso bagno di terrore?».
“Lutto di miele” è il nuovo capitolo delle indagini di Franck Sharko, commissario nato dalla penna di Franck Thilliez per Fazi Editore.
Sharko si trova di fronte a un caso terrificante. Una donna viene trovata morta in un confessionale e l’autopsia rivela una causa di morte apparentemente impossibile: una malaria trasmessa da zanzare che in Francia non dovrebbero esistere. Sharko non si risparmia nelle indagini, ma nel frattempo combatte con un altro nemico oscuro. La moglie e la figlia sono morte tragicamente, e la sua mente ne è rimasta devastata. In una lotta contro il tempo, Sharko parte per una caccia al killer, tra insetti inusuali e riferimenti religiosi che portano quasi ad una conclusione apocalittica.
Trovo che “Lutto di miele“ sia uno dei romanzi più riusciti della serie con protagonista Franck Sharko. Thilliez è bravissimo nell’uso della manipolazione psicologica e nel creare atmosfere talmente cupe e crude da risultare quasi sgradevoli, disturbanti ma allo stesso tempo affascinanti. L’uso di elementi quali gli insetti, larve, ragni e altri meccanismi di morte rende il romanzo ancora più “spinto” e psicologicamente violento.
“Circondata da un’alta recinzione e da filo spinato, la distesa liquida ospitava decine di carcasse. Imbarcazioni spente, venate di ruggine, segnate dalla violenza dell’abbandono. Un paesaggio apocalittico, macabro, di distruzione, un luogo maledetto dove la morte sembrava aleggiare più che altrove. La nebbia strisciava bassa, a filo dell’acqua, in un silenzio drammatico disturbato soltanto dai gemiti delle lamiere ferite.”
Sharko è il personaggio chiave del romanzo, tutto ruota intorno a lui. La sua vita privata e l’indagine vanno di pari passo, creando così due enigmi nella stessa storia. Troviamo un uomo devastato dalla perdita della moglie e della figlia, e il libro entra molto nella sua mente, nel suo dolore e nella sua progressiva difficoltà a distinguere lucidità, ossessione e ricordi. Nonostante ciò, si butta a capofitto nell’indagine, operando spesso da solo e in condizioni estremamente pericolose, tanto il desiderio di scoprire la verità è forte.
“Mi strappai i capelli con entrambe le mani, una ciocca mi rimase tra le dita. Barcollando, i lineamenti deformati dalla rabbia, dall’orrore, dal pianto, mi tirai su, avanzai fino al busto, mi ci chinai sopra, distogliendo lo sguardo da quegli occhi imploranti, da quell’espressione immobile che ancora chiedeva aiuto.”
Io adoro Franck Thilliez. Ha una scrittura accattivante, incisiva, riesce a descrivere il Male puro dandoti quel senso di inquietudine, di gelo, paralisi, di qualcosa che sai che devi affrontare ma non vuoi che ti cattura. I suoi romanzi si leggono d’un fiato, hanno un ritmo incessante, senza tregua. Sa scivolare negli abissi del Male più oscuro raccontandolo nel modo più nudo e reale, senza tentare di minimizzarlo per renderlo più accettabile. Penso che questa sia una delle sue caratteristiche più peculiari, che rende questo autore così unico e particolare.
Se come me quindi amate questo tipo di romanzo, che vi tiene attaccati fino all’ultima pagina in un susseguirsi di colpi di scena, allora non potete assolutamente perderlo.

Mamma appassionata di libri fin dall’infanzia.
Sono una lettrice compulsiva, non c’è momento che non sia buono per leggere! Amo tutti i generi di libri, ma prediligo noir, gialli, thriller e romanzi d’autore.