Fantasy

Recensione di “Il viaggio degli eroi: il giuramento” di Cristian Taiani, Self-Publishing

Il viaggio degli eroi: Il giuramento Book Cover Il viaggio degli eroi: Il giuramento
Cristian Taiani
fantasy
Self-publishing
4 maggio 2019
cartaceo, ebook
380

Nel mondo di Inglor una apparente pace sta per essere minata da un antico e malvagio male, un’oscurità che già in passato aveva causato la più grande guerra che le Sette Terre avessero mai visto. Cantata e narrata dai bardi come la Guerra Sanguinosa, uomini ed elfi ne presero parte abbandonate invece dalle più antiche stirpi dei nani, gloriosa fu la battaglia dove venne cacciato il Senza Nome e il suo suddito Zetroc.

Venti ere dopo il male ritorna tra le strade di Radigast capitale delle Sette Terre, sul suo cammino incontrerà Rhevi una ragazza per metà umana per metà elfa cresciuta tra l’amore di nonno Otan proprietario della locanda l’Orso Bianco, dopo l’abbandono della madre elfa il padre perso nel dolore si arruola nell'esercito dell’imperatore Adon Vesto, di lui la povera bambina perde ogni traccia, la ragazza che sogna di allontanarsi dalla realtà di quella città che non l'accetta avrà il modo di realizzare il suo desiderio, ma a che prezzo?

Talun un ragazzo pelle e ossa dall'animo nobile ma dal temperamento spavaldo è appena diventato mago dopo una vita da recluso nell'accademia di magia più ambita di Inglor, addestrato nelle arti arcane dai più preparati maestri comandati dal preside Searmon, mentore e amico dell’orfano mago, unico ponte con il suo misterioso passato. I due ragazzi si incontreranno durante una festa alla locanda, ma il lieto incontro li metterà di fronte ad un uomo misterioso che gli farà intraprendere un lungo viaggio sotto un giuramento che sembrerà più una maledizione.

Durante il loro pellegrinaggio faranno la conoscenza di Adalomonte il guerriero dagli occhi di rubino senza un chiaro passato, marchiato dal simbolo del lupo e del leone, l’effige dei fratelli creduti divinità. In tre sfideranno il destino alla ricerca della libertà iniziando un viaggio che li metterà di fronte a scoperte e misteri più grandi di loro, tra magie, guerre, nani, draghi e viaggi nel tempo si ritroveranno a diventare gli eroi che Inglor aspettava. Conosceranno gli elfi di Luce Elros Anàrion, i fratelli gnomi a bordo del loro Artefatto Vascello, profezie leggendarie, gli eccentrici pirati capitanati dal terribile corsaro Frasso e i perfidi elfi di Tenebra. Attraverseranno il caldo deserto di Azir fino a scoprire gli arcaici segreti celati dal tempo e dall'oscurità senza nome.

 

«La lontananza dalla mia famiglia è stato il mio prezzo, io sono a capo di una gilda, una delle tre più importanti di Inglor, ci facciamo chiamare la Gilda dei Segreti. Tutti i più grandi segreti del mondo materiale vengono conservati da noi, ovviamente tale conoscenza è un potere immenso. Non c’è solo Cortez a minacciare il nostro mondo, altre forze superiori sono dietro quell’uomo, se così si può definire. Ora che sei a conoscenza della gilda ne entri a far parte a pieno diritto, con i privilegi e gli svantaggi che ne conseguono»

Quest è una delle parti di “Il viaggio degli eroi: Il giuramento” che, a mio parere, esprime appieno l’essenza fantasy del romanzo. Cristian Taiani è stato attento ad ogni dettaglio nel portare a termine un romanzo che, nonostante non rientri tra i miei generi letterari preferiti, ho apprezzato e stimato degno di essere letto. Vediamo insieme il perché nella recensione di oggi.

La storia ruota intorno ad un giuramento che, da una parte, lega il destino dei tre protagonisti, ossia la mezza elfa Rhevi, il mago Talun e il guerriero (poi stregone) Adolomonte; dall’altra li sottopone al controllo del cattivo Cortez, che impone loro di trovare una foglia misteriosa, dall’inestimabile valore.

Tra pericoli, luoghi tra i più disparati, personaggi che più fantasiosi non si può, complotti, incontri e tanto altro, il viaggio dei tre eroi consentirà loro di salvare il mondo dal pericolo di una nuova e fatale Guerra, ma al contempo sarà lo strumento attraverso cui essi potranno scoprire alcune verità su se stessi e sulle loro vite. Un viaggio che, inoltre, farà nascere e consolidare l’amicizia tra loro.

Eppure l’oscurità Senza Nome non lascia nulla al caso… e il finale della storia lascia il lettore con il fiato sospeso, nell’attesa di un sicuro prossimo sequel!

«Mio Re, abbiamo notizie» disse piano il soldato, intimo-rito da quello che aveva appena fatto.
«Dimmi.» Il suo tono era profondo e rauco, probabilmente l’acido aveva danneggiato anche le corde vocali, lasciandolo con quella voce gutturale.
«Lo abbiamo trovato, mio signore».
L’unico occhio di Thadrag si illuminò nell’oscurità.

La dimensione propria del romanzo fantasy

Come anticipato, non sono una seguace del genere fantasy, ma non posso fare a meno di conoscere a aver letto i capisaldi della categoria (e penso a Wilde e a Borges per alcune caratteristiche delle loro opere, al maestro Tolkien, ma anche a Eddings, Gemmell, Jordan, fino ad arrivare ai contemporanei Stephen King, Riordan, Rowling). E sono consapevole, io come tutti, che quando ad ispirare le narrazioni successive sono cotali nomi, diventa difficile mantenere elevato il livello qualitativo di quanto si scrive.

Ma i capisaldi sono anche “maestri” che, in quanto tali, rappresentano esempi da seguire, strumenti di formazione, fonti di ispirazioni per tutti coloro che vogliono addentrarsi nel mondo del romanzo fantasy. E così è stato per Cristian Taiani, di cui si comprende, fin dalle prime pagine del suo libro, una buona base di formazione letteraria in tal senso.

Il viaggio degli eroi, infatti, è connotato da tutte le caratteristiche proprie che un romanzo fantasy dovrebbe avere. A partire dal contesto scenografico, ben definito ed equilibrato. I luoghi che si susseguono, descritti con dovizia di particolari, seppure immaginari, proiettano il lettore in una realtà che, per quanto fantastica, gli appare reale. Ogni luogo che i protagonisti attraversano e percorrono è adeguato ai personaggi che lì vi abitano; le distanze tra i diversi habitat sono proporzionate al viaggio che gli eroi compiono; ogni location non è “di passaggio” ma ha un proprio ruolo nell’arricchire la narrazione.

personaggi che il lettore incontra nel corso della lettura sono tanti e variegati: elfi, gnomi, orchi, draghi, maghi, guerrieri ne costituiscono solo una parte. Ma un tratto comune (rilevante anche negli stessi protagonisti) è lo sviluppo che ogni personaggio vive durante il viaggio. Essi sono “vivi”, seppur inventati. Hanno caratteristiche, connotati, peculiarità fisiche ed emotive proprie di ogni essere umano nella realtà, ma proiettate in un mondo fantastico, in un’avventura fantastica.

E così, Rhevi si mostra essere una donna forte, la leader del gruppo, colei che incoraggia anche nei momenti di sconforto e che non si dà per vinta, neanche quando ogni possibilità di combattere l’oscurità sembra ridursi ai minimi termini. Talun è la rappresentazione dell’intelligenza e della razionalità, utili quando compie i suoi riti da eccellente mago. Adomonte è il misterioso guerriero che sembra nascondere qualcosa, ma che poi si unisce, oltre che fisicamente anche emotivamente, ai suoi due compagni e colleghi di giuramento.

Tre personaggi principali che l’autore non ci svela subito. Ci vengono descritti inizialmente come persone normali, seppur pienamente normali non lo sono. Ma il lettore scoprirà tutto al momento opportuno. Una delle note positive che ho ravvisato in questo romanzo è proprio l’abilità di Taiani, già nella sua prima esperienza di settore, ad essere stato un ottimo regista della narrazione e delle storie dei personaggi, senza influenzarli o lasciarsi influenzare egli stesso dai frutti della sua creazione.

Seduto sul suo trono, Cortez era intento a scrutare il gruppo attraverso un’ampia finestra che ricordava il nero specchio nella vecchia casa. L’oggetto poteva riflettere le loro immagini. Ma c’era di più, un attimo prima li aveva guardati, li aveva sentiti, con la prospettiva di Adalomonte. Ormai il guerriero aveva scelto, dopo anni e anni, se non secoli, aveva trovato il corpo adatto, l’alchimista aveva ragione.

Lo stile narrativo è leggero, semplice, chiaro, forse fin troppo. Non nascondo che, diverse volte, alcuni passaggi o modalità di espressione dei personaggi mi sono apparsi banali, ma nulla di tremendamente illeggibile.

I contenuti narrativi sono ricchi: ci sono gli eroi (fantastici, magici), c’è un malvagio, c’è un talismano da recuperare, ci sono ostacoli da superare, mete da raggiungere. Tutto ben intrecciato, mai caotico.

E c’è un messaggio, o forse più di uno. Tra questi, quello che subito mi è apparso chiaro è legato all’amicizia: i protagonisti non si conoscono. Si incontrano e si ritrovano uniti in una missione e in un destino. Da sconosciuti diventano “conosciuti” e poi amici. Combatteranno fianco a fianco, condividendo l’avventura a 360 gradi, e solo uniti, riusciranno a raggiungere il loro scopo. Ma forse l’autore vuole dire anche qualcosa in più al suo lettore, che tanto “fantastico” non è. E, immedesimandomi in questo mondo di fantasia, mi piace pensare che Il viaggio degli eroi possa essere il viaggio di ognuno di noi, qualunque esso sia e che siamo proprio noi ad essere o dover diventare gli eroi del nostro viaggio che è la vita.

 

 

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.

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