Il fantasma dell'abate ovvero La tentazione di Maurice Treherne
Narrativa
Self-publishing
luglio 2020
ebook
87
Inghilterra, seconda metà del XIX secolo. Maurice Treherne è il rampollo del ramo cadetto della nobile famiglia inglese dei Treherne. Una volta rimasto orfano, viene accolto in casa dagli zii e stringe un vincolo particolarmente profondo con il cugino Jasper, suo coetaneo, con cui condivide piaceri e avventure tipiche dei giovani delle classi agiate.
Nel corso di un soggiorno a Parigi i due cugini sono coinvolti in un misterioso scandalo che li costringe a lasciare in tutta fretta la capitale francese. Durante il viaggio di ritorno la nave su cui si sono imbarcati naufraga; Maurice salva la vita al cugino rischiando la propria e resta paralizzato alle gambe. Tornati in Inghilterra le sventure continuano a perseguitare Maurice che si ritrova inspiegabilmente diseredato dal vecchio zio e lasciato al buon cuore del cugino.
Solo la dolce compagnia della giovane Octavia, la sorella di Jasper, sembra offrirgli un conforto insperato e ridare a Maurice la speranza di un amore puro, contrastato però dalla madre di lei che auspica un’unione diversa. In occasione di una festa a casa dei Treherne un anno dopo l’incidente che gli ha stravolto la vita, il passato ritorna a minacciare le prospettive di Maurice, che sarà più volte tentato di svelare il mistero che circonda gli eventi di Parigi, venendo meno alla parola data. Ma una strana presenza darà una svolta inaspettata alla vita di tutti…
Dall'autrice di "Piccole donne" un romance gotico molto diverso e appassionante.
“Come un filosofo o un eroe. E’ troppo orgoglioso per mostrare la sua disperazione di fronte a una fine così improvvisa di tutte le sue speranze, troppo generoso per lamentarsi, perché Jasper si sente tremendamente in colpa, e troppo coraggioso per farsi abbattere da una disgrazia che farebbe impazzire chiunque.”
Quando si cita Louisa May Alcott, si pensa subito a Piccole Donne. Un titolo che indica la misura della levatura e dell’universalità della produzione dell’autrice americana, grazie anche ai numerosi adattamenti cinematografici e televisivi del romanzo stesso. Non essendo sposata e provenendo da una famiglia povera, la Alcott si guadagnò da vivere pubblicando romanzi con cui intere generazioni di ragazze sono cresciute, leggendo (e rileggendo anche a età più matura) le avventure delle sue eroine. Libri che per i lettori più giovani del secolo scorso hanno rappresentato un vero e proprio esempio da seguire per i valori trasmessi nelle vicende come ad esempio la carità e l’amore fraterno.

Abolizionista e femminista, Louisa May Allcot scrisse però anche romanzi per un pubblico adulto e che risultano meno noti al grande pubblico con lo pseudonimo di A. M. Barnard, tra i quali The Abbot’s Ghost, or Maurice Treherne’s Temptation pubblicato nel 1867, quando l’autrice aveva 35 anni e che ora è disponibile con la nuova traduzione in italiano di Isabella Nanni, Il fantasma dell’abate o la tentazione di Maurice Treherne..
La storia ha luogo in America nella seconda metà dell’Ottocento durante il periodo natalizio in una grande casa di proprietà della famiglia Treherne, un edificio che in precedenza era un’abbazia poi trasformata in abitazione mantenendone però la struttura originale e che si dice ospiti, negli angoli più bui dei corridoi, lo spirito di un abate.
Dai dialoghi di due degli invitati alle celebrazioni del Natale, il Maggiore Royston e Frank Annon, veniamo a sapere che in un primo momento il vecchio Sir Jasper aveva deciso di lasciare il patrimonio ai due nipoti, ovvero al ricco Jasper che avrebbe ereditato il titolo e al povero Maurice Treherne, che invece avrebbe avuto in lascito i soldi.

Ma durante il viaggio di ritorno dall’Europa, la nave con a bordo i due cugini, che si erano recati a Parigi per un viaggio di piacere, naufraga. Con grande coraggio, Maurice riusce a salvare la vita di Jasper, rimanendo però vittima egli stesso dell’ipotermia e dello sforzo che lo costringono ora su una sedia a rotelle, paralizzato agli arti inferiori. Dopo questa disgrazia, inaspettatamente e senza apparente ragione, Sir Jasper redige un nuovo testamento dove, con grande sconcerto dei parenti e degli amici, destina sia titolo che patrimonio al suo omonimo, lasciando il giovane Maurice storpio e senza un soldo. Dopo la scomparsa dello zio, Jasper che prova un sincero affetto per il cugino e nonostante sia considerato un giovane scapestrato, non abbandona Maurice bensì lo ospita nella casa di famiglia, dove vivono anche Ottavia, la sorella che nutre un forte sentimento per Maurice e che da questi ne viene ricambiata e la madre di Jasper, che invece vorrebbe vedere la figlia maritata con un uomo ricco e sano.
Alla riunione per la festa per il Natale partecipano, oltre al Maggiore e a Frank Annon, pretendente alla mano di Octavia, anche il generale Snowdon e la sua affascinante e misteriosa giovane moglie, e due amiche di Ottavia, Blanche e Rose Talbot. Tra il gruppo ha inizio un vero e proprio intreccio di corteggiamenti e di segreti rivelati su episodi che hanno coinvolto la giovane Lady Snowdon e i due cugini, conosciuti in Europa, e in un susseguirsi di ammiccamenti e di confessioni, di intrecci e di sguardi, di episodi tipicamente gotici con le apparizioni del fantasma del vecchio abate, la verità e soprattutto l’amore trovano il modo di palesarsi e di portare la vicenda alla conclusione che tutti si auspicano.
I personaggi di questo lavoro della Alcott, seppur siano tratteggiati secondo le convenzioni del periodo, risultano però molto ben definiti, soprattutto per la loro capacità di nascondersi dietro alle loro parole, ma allo stesso tempo di rendere chiara la loro funzione nell’intreccio della storia. Persino l’apparizione del fantasma dell’abate, che la tradizione vuole preannunci la morte di un membro della famiglia, cosa che in effetti avverrà, seppur non sia il centro della vicenda come il titolo suggerirebbe, è la chiave di volta della vicenda, rendendo il romanzo una piacevole e emozionante lettura.
Il fantasma dell’abate o la Tentazione di Maurice Treherne è un’opera breve che si colloca decisamente nel filone della letteratura americana di stampo vittoriano: l’ambientazione durante le festività natalizie, l’elemento gotico delle apparizioni, persino il raccogliersi davanti al grande camino quando gli ospiti sono impegnati a raccontarsi storie di fantasmi, espediente che ricorda molto da vicino l’inizio di Giro di vite di Henry James scritto però verso la fine del XIX secolo, sono tutti elementi tipici della produzione letteraria inglese e americana dell’800.
In particolare, a rendere piacevole la lettura dell’opera in versione italiana è soprattutto la traduzione di Isabella Nanni che ha saputo ricreare l’atmosfera “vittoriana” creata dall’autrice, mantenendo però la versione lontana da un linguaggio e una scrittura troppo moderni, restituendo così la naturalezza originale dello scritto.