Geografie del mio mondo
narrativa contemporanea
Dialoghi
17 novembre 2025
cartaceo, ebook
110
Le “Geografie” rappresentano un territorio, un insieme di confini che contemporaneamente separano e avvicinano storie altrimenti lontane. Vicende di donne, uomini e idee che si srotolano in un mosaico eterogeneo e frastagliato. Questi quattordici racconti sono delle coordinate che permettono di muoversi all’interno di un mondo per poterne intravedere la fisionomia: i riverberi di un Paese in lotta con il suo passato, i dilemmi morali di uno scrittore, la genealogia di un racconto, la pazza – o geniale – idea di un sindaco solitario, il mondo di Wes, l’ironica sorte di un avvocato di paese, la storia di uno sguardo perso nel tempo, il destino segnato di una donna, le stranezze di un incontro fra un uomo e il mare, un dialogo sul potere, un viaggio al centro di un pensiero inespresso, il legame fra la morte e delle mosche e un tentativo estremo di libertà.
“Geografie del mio mondo” di Andrea Sartore, Dialoghi, è una raccolta di quattordici racconti. Ognuno di questi esplora persone, idee e situazioni molto diverse tra loro. Ciò che lega i vari racconti è appunto il concetto di “geografia”, visto come un insieme di confini che separano e allo stesso tempo collegano esperienze diverse.
Le storie affrontano temi quali la memoria, il potere, la libertà, il destino e il rapporto col passato. Quattordici situazioni diverse che presentano quattordici modi differenti su come l’animo umano reagisce ad esse, portando il lettore a una introspezione e ad una riflessione critica delle proprie emozioni.
Amo molto le raccolte di racconti perché permettono in un unico libro di vivere momenti e situazioni diverse.
In “Geografie del mio mondo” ho apprezzato moltissimo il tentativo dell’autore di sviscerare a fondo come le nostre emozioni e le nostre idee possano influenzare le nostre azioni in contesti normali e non. I personaggi sono sempre particolari, animati da sentimenti contrastanti e desiderosi di capire di più. L’autore crea così una sorta di mosaico di esperienze e interrogativi umani che ci porta a riflessioni sul nostro essere. Il concetto di “geografia” appunto, è come una mappa che ci permette di seguire un filo logico sulle nostre emozioni, ma anche di creare confini su ciò che siamo disposti a sopportare o meno.
La scrittura è un po’ pesante a mio avviso. Sebbene sia un testo molto introspettivo, privo quindi di qualsiasi colpo di scena o elemento contrastante, penso che determinati concetti o situazioni avrebbero potuto essere descritti in modo più sciolto e scorrevole, per dare alla lettura un ritmo più coinvolgente.
“Nonostante le approfondite accortezze democratiche, però, non furono risparmiate varie critiche al metodo imposto alla cittadina di Centa. Una di queste, morfologicamente vestita da giornalista in carriera, abito blu navy rigato, capelli raccolti nello zenit della testa perfettamente tonda, si presentò di fronte a Bonelli.“
Ho apprezzato davvero questi racconti introspettivi e filosofici, e se cercate un libro che vi aiuti a riflettere e a conoscere diverse prospettive, allora fa per voi.

Mamma appassionata di libri fin dall’infanzia.
Sono una lettrice compulsiva, non c’è momento che non sia buono per leggere! Amo tutti i generi di libri, ma prediligo noir, gialli, thriller e romanzi d’autore.