Cani malati in Val Padana Book Cover Cani malati in Val Padana
Francesco Rago
Narrativa
UltraNovel
2019
cartaceo
176

Stefano Baroni, detto Ruben, è un aspirante scrittore che nell’estate del 1998 ha appena terminato ragioneria, anche se avrebbe voluto fare il classico. A parte un paio di compagni di classe non ha altri amici, non ha una ragazza e soprattutto non ha le idee chiare riguardo al proprio futuro. Alla fine intraprende un percorso da scritto, alla ricerca di riconoscenza e successo.

“La pigrizia e la timidezza sono le grandi colpe del nostro tempo e io purtroppo le posseggo entrambe. Nella prossima vita, se devo rinascere, vorrei essere super estroverso – di quelli che attaccano bottone anche con i cani – e ipercinetico, giusto per vedere cosa si prova.”

Anni Novanta, Stefano Baroni, detto Ruben, è un giovane diplomato che sa cosa fare della propria vita. Inizia, intanto, e sotto suggerimento di un vecchio compagno di scuola, a fare l’obiettore, e finisce a farsi alcuni mesi nell’ufficio di oggetti smarriti, con capo rompicoglioni.

Il nostro protagonista non è un ragazzo da definire convinto di sé e delle proprie capacità. Voleva fare il classico, ma ha fatto ragioneria; voleva fare lo scrittore, ma fa dei lavoretti, finché non sceglie di fare l’università, Lettere, contro ogni genere di approvazione di suo padre, il quale suggerisce di scegliere percorsi della vita più concreti. Ruben, però, un po’ dubbioso sceglie sempre ciò che gli piace di più. Infatti, partecipa a un concorso letterario, non lo vince, ma lo ispira a continuare a scrivere, fino ad inviare il manoscritto ad alcune case editrice. L’attesa di una risposta è lunga e stressante, ma alla fine una piccola casa editrice si fa avanti e vuole pubblicare la sua racconta di racconti, intitolata “Cani malati in val Padana”. Già, proprio così. La casa editrice è Onesto Edizioni, Bologna, poco conosciuta, ma sembra aver pubblicato alcuni autori di successo. Ed ecco che inizia la grande avventura di un aspirante scrittore nel crudele mondo dell’editoria e del successo.

Il romanzo non è solo libri e successo (in realtà, il successo alla fine non arriva mai), ma è proprio la vita di Ruben, è la storia delle sue scelte, dei suoi desideri e delle sue paranoie. Ruben, come già accennato, è un ragazzo “sfigato”, o almeno è così che lo vedono in molti. Non ha molto successo con le donne, e non ha molti amici, i suoi genitori per un periodo si separano a causa dei tradimenti del padre, ma poi tornano insieme. Dopo aver scelto di frequentare l’università, e successivamente dopo il trasferimento a Milano, la vita di Ruben cambia decisamente, soprattutto con l’arrivo di un nuovo personaggio: Max, anche lui uno scrittore, ma di successo. Assieme a quest’utimo Ruben inizia a vivere nuove avventure: partite e botte allo stadio, feste, alcol, sesso (finalmente!).

Si tratta di un romanzo molto piacevole, molto intrigante e divertente. Se da un lato le situazioni che capitano al protagonista sono tipiche e comuni, dall’altra ci sono alcuni episodi davvero paradossali e fuori dal normale, il che è particolarmente divertente, perché capitano proprio a lui, che non vuole problemi. Interessante è la voce narrante maschile: poter leggere ed analizzare una serie di accaduti e scelte dal punto di vista maschile è particolarmente curioso. Ma alla fine, ciò che veramente rende il testo valido è che nonostante il “debole” carattere del protagonista, egli non si arrende mai, non si fa buttare giù del tutto, e anche se lentamente, va sempre avanti.

Adesso parliamo del titolo. Il titolo è, come già detto, lo stesso del testo che il protagonista pubblica, all’interno del romanzo infatti il protagonista è altamente fiero del nominativo che ha scelto di dare alla sua opera:

“Ed è proprio lì ai piedi del cesso, stipato peggio che su un carro bestiame, che maturo la certezza di aver azzeccato il titolo del libro, perché mi sembra che in effetti l’accostamento tra noi gente di pianura e i cani malati certe volte ci stia tutto.”

Sinceramente parlando non amo il titolo di questo romanzo, credo anzi che, assieme alla terribile copertina, dia sul serio l’idea di trattarsi di un testo che affronta le malattie dei cani in val Padana. E questo è l’unico, per quanto grave, difetto del libro.

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