Delitto alla sagra del prosecco
Giallo poliziesco
self publishing
4 dicembre 2025
cartaceo, ebook
333
Veneto, estate 2024.
Tra le colline del Prosecco, il maresciallo dei carabinieri Ludovica Lorenzon pensava di trovare solo quiete, qualche scartoffia da firmare e denunce di poco conto.
Ma due settimane dopo il suo ritorno a Sanavalle, nel cuore della sagra del Prosecco, la tranquillità svanisce: il corpo di un giovane imprenditore vinicolo viene ritrovato assassinato sul greto del Piave.
Quella che doveva essere un’estate spensierata, tra sagre e spritz in piazza, si trasforma in un’indagine che riaprirà vecchie ferite e segreti sepolti tra i vigneti. Chi ha avuto il coraggio di uccidere durante la festa più attesa dell’anno?
Affiancata dal brigadiere Giuseppe Barbaro, un napoletano segnato dalla perdita della moglie, e dai carabinieri Mirco Visentin e Loris Donadel, Ludovica segue una scia di indizi che la conduce in un intrigo di bugie e rivalità. E più le indagini vanno avanti, più il caso si complica.
Tra le battute pungenti di Visentin, i silenzi di Donadel, la crescente intesa con Barbaro e l’inattesa collaborazione con un influencer locale pronto a tutto per un po’ visibilità, Ludovica si ritroverà ad affrontare non solo il mistero di un delitto, ma anche il proprio passato.
Il libro di Monica Fregolent, “Delitto alla sagra del prosecco”, è il primo romanzo dedicato alle indagini del maresciallo Ludovica Lorenzon, ambientato a Sanavalle, nell’alta Marca Trevigiana.
Le colline venete in piena estate
L’ambientazione è davvero suggestiva: la calda estate veneta, lunghe distese di filari carichi di uva pregiata sullo sfondo di tenute vinicole e castelli nobiliari.
I paesaggi, gli ambienti e i personaggi non vengono raccontati con lunghe descrizioni, che portano ad immaginare, con una moltitudine di dettagli, gli scenari che ospitano le azioni. Lo stile di Monica Fregolent è molto diretto, quasi un copione teatrale che descrive in modo sintetico ed efficace quello che accade.
Dal punto di vista squisitamente personale mi piacciono molto gli episodi di vita privata narrati al di fuori della vicenda principale: in questo romanzo ce ne sono pochi, l’autrice preferisce dare la precedenza allo scioglimento di vecchi misteri e ferite non rimarginate in un ambiente lavorativo e investigativo.
La sagra del prosecco è al suo apice e le serate estive invitano gli abitanti di Sanavalle e dei paesi collinari ad uscire per un calice di vino bianco frizzante e fresco.

Ludovica conosce bene questi luoghi che ha frequentato da bambina. E’ tornata per presidiare e gestire la caserma del paese dopo anni di lavori fuori dalla sua regione.
“…i sentimenti che mi perseguitano non hanno voluto saperne di restare sepolti sotto i monti Erei…e si sono gettati nel Piave seguendomi fino a qui, a Sanavalle.”
Il maresciallo Lorenzon
Ludovica è descritta come una bella donna giovane e intelligente, determinata ed estremamente competente. All’inizio non molto simpatica, tesa a mantenere un certo distacco dato dalla sua vita precedente e dal fatto che una donna giovane al comando di una caserma non è così comune.
E’ consapevole di avere un carattere complicato che si svelerà a poco a poco soprattutto attraverso le chiacchierate con i colleghi e con i vari personaggi durante le indagini.
In un paese di provincia dove non succede quasi mai nulla e tutti si conoscono, le voci del ritrovamento del corpo di Tommaso Astori corrono veloci. Come e perchè è morto il giovane figlio del ricco produttore vinicolo?
La nuova squadra investigativa
Ludovica e la sua nuova squadra dovranno cominciare ad investigare e fare ipotesi.
I compagni di lavoro di Ludovica sono tre protagonisti con personalità diverse ben distinte e molto simpatici.
Il brigadiere Giuseppe Barbaro, napoletano ben inserito nella comunità veneta, amato da tutti e i due carabinieri Loris Donadel, il più giovane del gruppo, e Mirco Visentin, sempre pronto alla battuta sarcastica e tagliente. Insieme, unendo capacità diverse, riusciranno a creare una squadra vincente sia sotto il profilo umano che professionale.
“Forse era quel modo di parlarsi, senza troppi peli sulla lingua, che li rendeva consapevoli del fatto che potevano contare l’uno sull’altro anche nei momenti peggiori…”
Non mancano battute brillanti e spiritose che stemperano l’atmosfera impegnata della ricerca della verità e frasi in veneto rigorosamente da leggere con quell’accento simpatico delle persone che sanno apprezzare uno spritz a tutte le ore.
Molti sono i personaggi che girano intorno al gruppo di protagonisti principali: un simpatico influencer con la sua aiutante, amici di vecchia data ritrovati, un maggiordomo rigoroso, famiglie storiche orgogliose del loro nome e dei lori prodotti, ragazze bellissime, fantasmi che abitano i castelli, avvenenti insegnati di spagnolo.
Le indagini della squadra scoprono a mano a mano le dinamiche familiari delle casate coinvolte nelle vicende, e quella che doveva essere un’estate serena per allontanare gli spettri del passato si trasforma in un’avventura che coinvolge sia ricchi imprenditori storici della zona che operai vinicoli stranieri in cerca di una nuova vita.
Il racconto è scorrevole e veloce, porta il lettore a fare ipotesi utilizzando gli indizi che la scrittrice semina e che insieme alla squadra di carabinieri verrà analizzata di capitolo in capitolo: chi legge si sente quasi parte del gruppo che sta investigando.
La nuova indagine?
Aspetto con curiosità un nuovo episodio della squadra, alla quale mi sono già affezionata e di cui mi piacerebbe conoscere di più delle dinamiche di vita personale. Negli ultimi capitoli sono cambiate molte cose rispetto alle prime battute… e si intravedono evoluzioni, che lasciano aperte varie ipotesi per lo svolgersi degli eventi e delle nuove avventure.