Il cuore d'inverno
Romanzo storico
Fazi editore
28 agosto 2026
cartaceo, ebook
192
Ottobre 1891. Butte, nel Montana, è una cittadina mineraria dilaniata dal vizio e dalla dissolutezza di una folla di lavoratori irlandesi immigrati. Tra loro c’è Tom Rourke, giovane poeta e cantautore, ma anche tossicodipendente, alcolizzato e temibile degenerato. Si è lasciato alle spalle un passato oscuro e lavora per lo studio del fotografo locale; nel frattempo compone per i suoi compatrioti ballate, versi, lettere romantiche e forbite indirizzate alle loro amate. Proprio quando Tom inizia a pensare che la sua vita sia giunta a un punto morto, arriva in città Polly Gillespie, la novella sposa di Anthony Harrington, capitano di miniera nonché uomo estremamente devoto. Tra Tom e Polly scoppia un amore fulmineo e, dopo alcuni incontri clandestini, i due decidono di fuggire insieme. Partono così su un cavallo rubato, diretti verso ovest attraversano le terre desolate del Montana e dell’Idaho con l’idea di rifarsi una vita a San Francisco. Per un momento vivono un idillio di selvaggio romanticismo, ma una banda di pistoleri squilibrati assoldata da Harrington si mette presto sulle loro tracce… Tom e Polly hanno tutto da perdere, e la salvezza di San Francisco è ancora lontana come un puntino all’orizzonte: le scelte che faranno li perseguiteranno per il resto della vita.
Da uno degli scrittori irlandesi contemporanei più talentuosi e influenti, una storia d’amore senza tempo, lirica, profana e trascinante: Kevin Barry dimostra ancora una volta di essere un maestro dello stile, un umorista senza pari e un vero poeta del cuore umano.
Se dovessi usare un colore e un aggettivo per definire “Il cuore d’inverno”, il romanzo di Kevin Barry, Fazi editore, sarebbero grigio e temporalesco. È una storia che ti trascina nel suo tormento, nella fuga disperata verso un finale che ci appare da subito quasi ineluttabile.
“Una manciata violenta di pioggia percosse la finestra e allora ebbe una sensazione stranissima, un pensiero quasi inesprimibile a parole, che l’inverno avrebbe avuto ancora in serbo qualcosa per lui.”
L’autore, con un linguaggio tutto suo, usa una scrittura in cui non esistono dialoghi virgolettati ma un unico timbro che, nonostante tutto, fa percepire le voci dei personaggi. Ci metti un po’ per creare una sorta di sintonia per i due protagonisti, che sono praticamente l’antitesi dell’eroe e della donzella da salvare. Grigi anche loro. Mentono, ingannano e si ritrovano, simili, due perfette metà per una coppia totalmente imperfetta.
“L’effetto che lei aveva su di lui si poteva misurare facilmente col peso della sua assenza quando camminava solo.”
A un caleidoscopio e variegato universo di personaggi secondari, tutti perfettamente delineati, aggiungete un’ambientazione western che dà al lettore la percezione della polvere che si insinua sulla pelle, del gelo di notti di fuga disperata all’addiaccio, di inseguitori che ti alitano sul collo, col tanfo di paura quando il mare, la salvezza, sembrano un miraggio, impossibile da raggiungere.
Con un sottofondo cadenzato dalle strampalate eppur belle canzoni di Tom e di un ritmo che senti per tutto il tempo, corri a perdifiato, assaggiando quel misto di romanticismo e spregiudicatezza.
Tom Rourke, poeta, scrittore di lettere per chi non ha le sue abilità, assistente fotografo, alcolista, consumatore di oppio: un disperato in balia della vita. E proprio nello studio fotografico, la sua disperazione cambia volto, sostanza e direzione: Polly. È entrata per il suo ritratto di nozze, tutt’altro che felice, tutt’altro che candida. È folgorante attrazione, oppure ricerca di una via d’uscita? Entrambe forse, a voi il giudizio.
“Impararono abbastanza in fretta che potevano parlarsi senza aprire bocca. Per esempio lui cominciava ad avere in testa un’idea e lei la completava al suo posto o viceversa e non c’era verso che prendessero fischi per fiaschi, non accadde nemmeno una volta.”
Butte, Montana, 1891, questo è il teatro di partenza dei nostri antieroi, poi la fuga, romantica e disperata, da un uomo abbandonato e illuso, da leggi che li vogliono condannare.
“Butte, o il Cuore nero del Montana, come era chiamata un tempo dagli scrittori che avevano un debole per lo stile altisonante.”
La scrittura di Kevin Barry è schietta, “sporca”, priva di eleganza e giri di parole, un fiume in piena senza filtri né merletti. Pioggia e fango, erotismo e inganni, le parole d’amore più immaginate che dette, la tenerezza da intuire.
“Il cuore d’inverno” è un romanzo che racchiude le note di una ballata malinconica, in cui scorgi il finale dalle linee del destino di Tom e Polly, anche se, come un ogni ballad puoi sempre aspettare che il ritmo cambi. Tom e Polly: tutt’altro che limpidi, all’inizio, e per buona parte del romanzo, ti chiedi pure se vuoi tifare per loro, ma poi ti fanno tenerezza proprio per quelle imperfezioni, per quel legame che sembrava egoismo e lussuria e invece è appartenenza.
Particolare, originale, romantico in maniera anticonvenzionale, con una ambientazione trascinante, perennemente in movimento, tra neve e freddo, stelle e boschi che ammantano ogni emozione.
“Ed eccola lì con Tom Rourke mano nella mano innamorati da far paura nel cuore della notte e nel profondo dei boschi a guardare il cielo sopra di loro e tutto d’un botto sissignore ma certo che vedono dei fuochi sopra la luna.”
Kevin Barry, a quanto pare, non è un amante delle virgole, non solo delle virgolette discorsive, i suoi periodi sono da leggere tutto d’un fiato, e le scarse duecento pagine del romanzo sono un lungo, tormentato, respiro.

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.
