Cose da fare di notte al circolo polare artico
Narrativa contemporanea
Neri Pozza
10 aprile 2026
Cartaceo - ebook
308
Al largo della costa settentrionale dell’Islanda, là dove si celebra l’unico incrocio tra il Circolo Polare Artico e il territorio islandese, c’è un’isola piccola e misteriosa: Grímsey. Abitata da molti più uccelli che persone, è stata definita «il più ignoto degli insediamenti islandesi, che la nebbia delle epoche passate ha conservato come un oggetto da collezione». Leonardo Piccione ha trascorso a Grímsey diversi mesi, alternando l’esperienza della solitudine alla condivisione della vivace quotidianità di una comunità di pescatori a rischio di estinzione. Cose da fare di notte al Circolo Polare Artico è il multiforme resoconto di un’avventura ai confini del mondo, in cui si succedono incontri, camminate, partite a scacchi, ricette per preparare il merluzzo e soprattutto storie, tra le quali si staglia quella di Daniel Willard Fiske, un pittoresco bibliofilo ottocentesco che è ancora oggi il riverito “patrono” di Grímsey, e che di questo libro finisce con il diventare il coprotagonista
Avete mai desiderato di andare a vivere su un’isola? Non la solita isola tropicale ma di quelle situate all’ estremo nord del mondo?
Io si, a me piacerebbe tanto vivere alle Shetland, certo non sono così estreme come Grimsey, ma questa parte del mondo mi ha sempre affascinata.
L’isola di Gremsey è la protagonista del romanzo di Leonardo Piccione “Cose da fare di notte al circolo polare artico” pubblicato dalla casa editrice Neri Pozza.
“Per sondare la materia di cui è fatto il richiamo che le isole esercitano sul folto novero di esseri umani cui appartengo, trovo arduo non partire dal seguente assunto. <Un’ isola, se è un po’ troppo grande, non è meglio di un continente. Bisogna che sia proprio molto piccola, prima che dia la sensazione dell’isola.>”
Un titolo che mi ha in qualche modo incuriosita e che mi ha fatto pensare che sarebbe stata una lettura piacevole e anche ironica. Devo dire che è stato esattamente come immaginavo, anzi ha superato le mie aspettative perché è un romanzo che ci racconta una realtà completamente diversa dalla nostra.
Dove il tempo meteorologico scandisce la vita delle persone che vivono su quest’isola che è l’ultima propaggine dell’ Islanda prima del polo nord.
“Cose da fare di notte al circolo polare artico” potrei dire che è un diario di viaggio, scopriamo paesaggi, abitudini e pensieri di donne e uomini che resistono su quest’isola sferzata dal vento, pioggia e neve.
Un’isola dove siamo sicuri che non ci sarà il problema dell’overturism.
L’unico traghetto che la unisce alla terra ferma non ha orari precisi e neanche giorni, non ci sono hotel e B&B, ma solo qualche guest house e c’è solo un piccolo negozio che apre un’ ora al giorno.
Leonardo Piccione ha trascorso qualche mese a Gremsey ed è riuscito a trasmettere tramite il suo romanzo tutta la sua curiosità verso questa realtà, raccontandoci anche con un pizzico di ironia la sua storia.
Gli abitanti di Gremsey vivono soprattutto di pesca, proprio i pescatori sono i testimoni diretti del cambiamento climatico in corso che ha modificato il loro approccio al mare.
Dove prima c’erano gli iceberg che proteggevano dalle mareggiate l’isola e le imbarcazioni, adesso con il loro scioglimento il mare è diventato più pericoloso.
Il pescato non è più abbondante come un tempo anche perché ci sono molte limitazioni dettate dalle leggi per proteggere l’ambiente e anche da alcune compagnie che detengono il monopolio delle licenze.
Ma Gremsey non è solo pesca, è anche un’isola dove uno dei passatempi più popolari sono gli scacchi.
Gli scacchi e la piccola biblioteca sull’isola sono stati finanziati da Daniel Willard Fiske un bibliografo, un eccellente scacchista, professore alla Cornwell Università.
La sua storia è molto interessante, ha amato l’Islanda e ha raccolto qualsiasi scritto ci fosse riguardo l’isola e ha donato libri e scacchiere anche a Gremsey.
Il romanzo si snoda tra le curiosità sull’isola e la vita di Fiske, non solo come benefattore ma anche per la sua storia personale e il suo amore verso Jennie MacGraw, ricca ereditiera e sua musa ispiratrice, contrastato dal padre di lei.
Come detto all’inizio della mia recensione è nata da una lettura piacevole e la consiglio vivamente a chi ha voglia di passare qualche ora del proprio tempo su un’isola remota e affascinante.
Come sempre i romanzi pubblicati da Neri Pozza sono curati nei minimi dettagli dalla carta su cui sono stampati i libri alle cover sempre molto belle.
La mia valutazione è 5 stelle
Ringrazio la casa editrice Neri Pozza per la copia cartacea