Controcanto di Natale
Newton Compton Editori
25 novembre 2025
Cartaceo e eBook
192
Il Natale? Per Filippo è solo una perdita di tempo. CEO di una multinazionale dello shopping online, vive per il profitto e disprezza tutto ciò che profuma di affetto, festa e tradizione. Niente auguri, niente brindisi, niente albero in ufficio. Nemmeno un permesso alla sua storica segretaria, Lidia, che vorrebbe solo andare a prendere la figlia all’aeroporto. Cinico e insofferente, l’unica che lo sopporta è Alexa. La sua idea del festeggiamento è un bicchiere di vino e una serie Netflix, ma la notte della Vigilia qualcosa cambia. Una misteriosa chiavetta USB. L’improbabile match su Tinder con una ragazza che somiglia a un folletto e che si presenta nel suo salotto da rivista con un enorme mastino napoletano. Un autista enigmatico che lo conduce in un futuro che non avrebbe mai immaginato. Quando si risveglia, nulla è più come prima. Inizia così una corsa contro il tempo per rimediare agli errori, ritrovare chi ha perso e scoprire che il vero regalo di Natale... è l’amore.
“Controcanto di Natale” di Federica Bosco, edito da Newton Compton Editori, è un romanzo natalizio, ma mai zuccheroso.
«Possibile che non ce ne sia uno che sappia fare il suo lavoro?», grido al nulla mentre corro sul tapis roulant a velocità giaguaro.
Uno, non chiedo tanto.
Uno solo! Banda di rincoglioniti, incompetenti e fancazzisti.
E li pago pure!
Che fine ha fatto la cara vecchia selezione naturale?
Inutili! Sono tutti inutili!
Il titolo è quasi perfetto: questo libro è davvero un controcanto.
Non segue la melodia convenzionale delle storie di Natale piene di buoni propositi e zucchero filato; piuttosto, intona una nota diversa, a tratti stonata, a tratti tagliente, sempre profondamente umana.
L’atmosfera non è quella patinata fatta di biscotti e miracoli, ma ci sono i rimpianti per ciò che si sarebbe voluto dire e non si è detto.
Filippo è un uomo brillante, ricco, di successo e profondamente solo. Dirige una grande azienda di e-commerce, vive con ritmi disumani, non conosce pause. E soprattutto odia il Natale: le lucine, gli abbracci, i “buoni sentimenti”. Per lui sono solo una perdita di tempo e di produttività. Ma la notte della Vigilia, mentre è pronto a isolarsi dalla “follia” natalizia del mondo, succede qualcosa: una serie di eventi misteriosi e paradossali lo trascinano in un percorso che non ha scelto.
Una ragazza fuori dagli schemi che sembra comparsa dal nulla, un mastino enorme che lo costringe a uscire dalla sua tana, una chiavetta USB con contenuti inspiegabili e, soprattutto, un bizzarro incontro che lo trasporta in un possibile futuro in cui vede le conseguenze delle sue scelte.
Filippo capisce di essere arrivato a un punto di non ritorno. Inizia così una corsa contro il tempo, una missione personale per rimediare al male che ha fatto, per recuperare le persone che ha ferito, e forse per la prima volta nella sua vita permettersi di scegliere l’amore.
Arrivo in ufficio prima di tutti, che è la regola d’oro del buon capo: dare l’esempio.
Lidia, la mia segretaria, attacca alle otto e mezza.
Avrei preferito le otto, ma a quanto pare gli impiegati non possono lavorare più di dodici ore al giorno, pausa compresa.
Inaudito, lo so.
Con quello che li pago…
Quello che mi ha colpito di più è la delicatezza con cui Federica Bosco intreccia ironia e malinconia. Ti fa sorridere proprio quando stavi per cedere a un nodo alla gola. Ti fa fare i conti con ciò che ti manca, ma allo stesso tempo ti ricorda che a volte il regalo più prezioso è imparare a guardare ciò che c’è ancora.
Mi ha toccato profondamente la naturalezza con cui l’autrice intreccia anche dolcezza e disincanto. Ci sono frasi che fanno sorridere come una boccata d’aria fresca dopo aver trattenuto il fiato troppo a lungo; e altre che hanno il sapore di quelle confidenze che fai solo alle tre di notte.
Trama e scrittura
La narrazione scorre limpida, ma dentro ha una densità emotiva che resta addosso. La scrittura scorre con una naturalezza disarmante: sembra semplice, ma ti arriva nel profondo.
Federica Bosco ha questa magia: scrive come se avesse un filo diretto con le crepe emotive delle persone. Non giudica, non addolcisce, non racconta un Natale da cartolina. Al contrario, lascia che i personaggi si mostrino con tutta la loro imperfezione, i loro dolori, le loro mancanze.
Non aspettarti un finale scintillante fatto di neve che cade al momento giusto o baci davanti all’albero. Questo libro parla sì d’amore, ma prima di tutto del coraggio di reinventarsi, di perdonarsi, di rimettere insieme i pezzi.
Se cerchi un romanzo che non sia la solita storia di Natale, ma un viaggio emotivo che scalda proprio perché non ha paura delle ombre, “Controcanto di Natale” è il libro perfetto. È ironico, dolce, talvolta surreale, ma sempre ancorato ai sentimenti più veri: la solitudine, il rimpianto, la paura di amare, e quella scintilla, piccola ma testarda, che può cambiare tutto.
È un racconto che profuma di seconde possibilità, non quelle facili, ma quelle vere.
Buona lettura!
Vorrei fare qualcosa, ma non posso più fare nulla.
E mi stramaledico per quello che sono diventato.
Singhiozzo per la disperazione, boccheggio, sono distrutto. Me lo merito. Mi merito tutto questo.
Crollo.
E mi abbandono a questo pozzo di dolore.
Scrittrice e sceneggiatrice, Federica Bosco ha al suo attivo romanzi e manuali di self-help. Con la Newton Compton ha pubblicato il suo libro di esordio Mi piaci da morire, primo della trilogia che comprende anche L’amore non fa per me e L’amore mi perseguita. È stata finalista al Premio Bancarella con S.O.S. amore. La Newton Compton ha pubblicato anche Cercasi amore disperatamente, la Serie dell’Angelo (Innamorata di un angelo, Il mio angelo segreto, Un amore di angelo e Un angelo per sempre), Il mio gatto mi detesta. Il diario di Sir Thomas e Natale con Sir Thomas.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.
