Giallo

Recensione: Con le migliori intenzioni di Maria Antonietta Macciocu e Donatella Moreschi

Con le migliori intenzioni Book Cover Con le migliori intenzioni
Mondo vol. 30
Maria Antonietta Macciocu e Donatella Moreschi
Giallo
Golem Edizioni
4 marzo 2018
Kindle e cartaceo
286

Il corpo di una bambina orrendamente martoriato viene rinvenuto in un olivete sulle colline affacciate sul golfo di Lerici. Un maniaco perverso o una spietata vendetta privata? Il ritrovamento di un secondo cadavere dopo pochi giorni convince tutti che un mostro si aggiri in zona, alimentando sospetti, paure e diffidenza. Il bel capitano dei carabinieri Niccolò Zani, incaricato delle indagini, imprime un'accelerata alle ricerche, ma deve anche fare i conti, con la sua vita privata e con la relazione con la famosa pittrice Tullia, anche questa volta al centro della situazione. Tra infiltrazioni della mala, tratte di esseri umani e un vortice di efferata e inspiegabile violenza, un'intensa caccia a un assassino, un ladro di innocenza che non ha intenzione di fermarsi, ma è pronto a colpire ancora e ancora...

Maria Antonietta Macciocu è nata a Sassari e vive a Torino. Laureata in Storia del Teatro, dopo anni d’insegnamento di lettere nelle periferie torinesi, ha lavorato presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, collaborato alle attività del Teatro Regio e con la rivista romana Inoltre. Ha pubblicato il libro di poesie Amore che non tocca (Mediando, 2010), Petalie. Romanzo popolare sardo-piemontese (Mediando, 2011), scritto con Donatella Moreschi e presentato al Salone del libro di Torino per i centocinquant’anni dell’Unità d’Italia, e l’ebook Vinile. Romanzo familiare in colonna sonora (Indies g&a, 2014), ancora con Donatella Moreschi. Nel 2015, per Senonoraquando di Torino, ha curato la raccolta di poesie contro la violenza sulle donne Mal’Amore no. Frammenti di un percorso amoroso. Si interessa di problemi politici, sociali, culturali, con particolare attenzione ai diritti delle donne.
Donatella Moreschi è nata a Firenze e vive a Torino. Laureata in Lettere Classiche presso l’Università di Torino, ha lavorato per alcuni anni come redattrice per la casa editrice Stampatori e successivamente ha gestito come socia e proprietaria alcune librerie torinesi. Con Maria Antonietta Macciocu ha pubblicato Petalie.Romanzo popolare sardo-piemontese e Vinile. Romanzo familiare in colonna sonora.
Nel luglio del 2015 le due autrici hanno vinto il primo premio Giallo Ferrara con il romanzo Al momento opportuno scritto a quattro mani.

Già immaginava i commenti di Maddalena e di Tullia, “chiunque uccide è pazzo”. Ma lui sapeva che non è sempre così.
Aprì la finestra. La sera di fine giugno era gonfia di caldo umido come certe notti di metà agosto. Il buio, la stanchezza e l’afa prematura avrebbero sfocato i contorni del male.
Ma l’ambiguità sarebbe rimasta: il male come il bene, fatto con le migliori intenzioni.

Un romanzo giallo molto “attuale” e la tipologia di vittime lo rende molto coinvolgente.
L’utilizzo di una scrittura fluida insieme ad una analisi psicologica dei personaggi, ad un continuo incalzare degli avvenimenti rendono questo libro ambientato in un piccolo paese ligure veramente interessante.
Nonostante il nostro capitano Zani sia già stato il protagonista di un precedente volume, e in alcuni passaggi vi sia un rimando a ciò, le due indagini non sono collegate e pertanto si può leggere senza timore di incappare in “vuoti” narrativi.
Molti sono i personaggi che ruotano intorno alle nostre vittime e, quasi tutti, hanno uno scheletro nell’armadio da tenere ben celato.
Mi è piaciuto molto il personaggio eclettico di Maddalena così come ho adorato la piccola Sara che ha saputo affrontare con estrema lucidità e maturità, nonostante la sua giovane età, il pericolo e ha saputo mantenere il giusto sangue freddo per fuggire.


«Ho avuto paura, tanta paura. Quell’uomo mi ha guardata, ha fatto un segno con la mano e mi ha detto di andarmene, e io sono scappata. Prima sul sentiero, poi ho pensato che lui potesse venire a cercarmi, allora sono entrata dove c’erano i cespugli e non poteva più vedermi. C’erano un sacco di spine e ho strappato tutta la maglietta… mi sono fatta male alle gambe e alle braccia. Non sapevo più dov’ero… ho perso lo zainetto… ho camminato tanto. È diventato buio e volevo solo che tu venissi.»

È comunque un “giallo” molto ermetico: non ho trovato indizi che mi hanno portato a comprendere e identificare il presunto colpevole e sino all’ultimo il responsabile non è stato chiaro, un po’ come in uno dei miei libri preferiti “Io uccido” del compianto Giorgio Faletti.
Sfido Voi lettori, soprattutto giallisti, a leggerlo e poi farmi sapere se avete scoperto il colpevole o se come me non ci siete riusciti. Aspetto fiduciosa i vostri commenti!

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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