Come il mare
Narrativa contemporanea
Edizioni Simple
1 gennaio 2026
cartaceo
96
Celeste è una ragazza che ama viaggiare e sognare. I suoi viaggi sono un continuo fuggire da una vita che non ha scelto, un infinito cercare sé stessa, la libertà e l'amore. Ogni chilometro percorso, ogni persona incontrata è un pezzo del suo puzzle interiore, un passo avanti verso la comprensione di ciò che desidera veramente. Un racconto che viaggia nel cuore, nella mente e nell'anima di una ragazza forte ma nello stesso tempo fragile, che ha deciso di essere la protagonista della propria storia. Sarà proprio Celeste che imprevedibilmente porterà il lettore attraverso sentieri, a volte frastagliati, verso la lettura dell'io interiore, al fine di amare l'amore sotto tutti i suoi aspetti. L'amore per i nonni che non ci sono più, è un dolore sordo, ma è anche la consapevolezza che i loro insegnamenti continuano a vivere dentro la dolce protagonista del libro.
Il libro “Come il mare” di Semi Albaguri, Edizioni Simple, è la storia di Celeste, una ragazza di Roma che dopo una brutta relazione cerca di prendere in mano la sua vita. Celeste è molto legata al mare, scappa sulla spiaggia appena può, perché solo davanti al rumore delle onde riesce a sentirsi viva e vitale.
Nel romanzo troviamo una sorta di diario della protagonista suddiviso in tappe, ovvero i posti che visita per uscire dalla quotidianità. In questo modo Celeste riesce a guardarsi dentro, a capirsi e conoscersi, e ci racconta tutte le sensazioni e le emozioni che prova. La ragazza ha solo un unico grande sogno: trovare l’amore della sua vita, quello con la A maiuscola. Un uomo capace di amarla veramente, di rispettarla e di condividere i suoi valori e i suoi principi. Esiste davvero un uomo così? Celeste avrà la fortuna di incontrarlo?
Ho trovato “Come il mare” decisamente particolare. Non esiste una trama vera e propria, non ci sono vicende che si susseguono, colpi di scena o dialoghi ricchi. C’è solo un lunghissimo monologo di Celeste, un elenco infinito dei suoi valori e delle sue emozioni. Tutte sempre troppo positive a mio avviso, derivanti da stereotipi e luoghi comuni. Celeste condanna tutto ciò che non è lei, tutto ciò che degrada la natura, il consumismo, la tecnologia.
“Se davvero esiste un Dio, non credo che desideri che i nostri obiettivi si focalizzino sui soldi e sugli oggetti, credo che vorrebbe che la nostra felicità si focalizzasse su tutto ciò che in realtà non possiamo acquistare, tutto ciò che rende la nostra anima serena si trova già in natura ed è già stata creata.”
La protagonista pensa a un mondo quasi utopico, dove le persone non si trattano male, dove regna pace e armonia ovunque, ma in modo molto elementare, quasi come se vedesse il mondo con gli occhi di una bambina. Questa caratteristica a mio parere rende poco credibile il personaggio di Celeste, che viene presentato come una donna dal passato difficile, ma che è riuscita a trovare il suo riscatto.
Nel racconto non interagisce con nessuno, un amico o un parente. Non ci sono dialoghi, solo il flusso dei suoi pensieri, e questo penalizza tantissimo lo scorrere della narrazione e della lettura stessa. L’ultima parte del libro è un po’ più strutturata e ci da qualche elemento a favore in più, ma trovo che tutto il libro avrebbe bisogno di più struttura. Dialoghi, imprevisti, un personaggio più reale, con luce e ombra nel suo carattere, lo avrebbero reso molto più interessante e accattivante.
Ho apprezzato tantissimo l’animo puro e positivo che l’autore ha voluto donare alla sua protagonista, ma penso ci voglia più intreccio e costruzione per rendere questo libro più interessante.

Mamma appassionata di libri fin dall’infanzia.
Sono una lettrice compulsiva, non c’è momento che non sia buono per leggere! Amo tutti i generi di libri, ma prediligo noir, gialli, thriller e romanzi d’autore.