Come d'incanto. Something wicked
Romantasy
Newton Compton Editori
18 agosto 2026
Cartaceo e digitale
352
Un principe assassino. Una cortigiana che domina le emozioni. E un patto destinato a incendiare i loro cuori…
Dopo la Rivolta, il regno di Avon è diventato una fragile democrazia. Ma un decreto spietato stabilisce che i candidati alle prime elezioni presidenziali saranno scelti in base a un’unica prova: uccidere l’ex monarca della propria provincia. Callum, figlio del re deposto di Scota, è deciso a candidarsi, anche se questo significa diventare l’assassino di suo padre. Ma sopravvivere al peso di un parricidio non è qualcosa che si possa affrontare da soli. Per questo, Callum si rivolge a La Puissance, il club di piacere più famoso di Avon, dove ogni segreto ha un prezzo. Lì lo attende Lady Caterine, cortigiana Dotata, con un dono tanto seducente quanto pericoloso: è in grado di piegare le emozioni di chiunque. Se Callum riuscirà a fidarsi di lei, Cate potrà aiutarlo a soffocare la colpa e a diventare il candidato perfetto. Ma Callum odia e teme le Dotate da tutta la vita. E l’ultima cosa che vuole è essere irresistibilmente attratto proprio dalla donna che incarna tutto ciò che detesta. Intanto, mentre tra i velluti di La Puissance si intrecciano desiderio e menzogne, Avon rischia di piombare di nuovo nel caos. Per salvare il loro Paese, Callum e Cate dovranno spingersi oltre ogni limite, mettere a nudo la parte più vulnerabile di sé e accettare che l’unico modo per evitare il peggio potrebbe essere tradire la persona che desiderano di più..
“Come d’incanto” di Falon Ballard, edito Newton Compton Editori, è uno di quei romanzi che mi ha incuriosita sin da subito per la trama. Perché? Innanzitutto per la bella dose di caos e intrighi che prometteva, a partire dall’idea di una democrazia appena nata in cui, per diventare candidati alla presidenza, bisogna prima uccidere l’ex monarca, e questo complica decisamente la questione, ponendo dilemmi morali non indifferenti.
Siamo ad Avon, dopo la Rivolta. La monarchia è caduta e il Paese sta cercando di costruire un nuovo ordine politico. Per partecipare alle prime elezioni presidenziali, i candidati devono superare una prova piuttosto drastica, ovvero uccidere il sovrano deposto della propria provincia.
Tra loro c’è Callum, figlio del re di Scota. In pratica, quindi, per poter diventare presidente dovrebbe uccidere suo padre.
Callum, però, non riesce a fare i conti con il senso di colpa e si rivolge a La Puissance, (grazie anche alla spinta della sorella!) un famoso club del piacere dove ogni cosa ha un prezzo e i segreti valgono forse ancora più del denaro. È qui che incontra Lady Caterine, una cortigiana dotata di un potere molto particolare: può manipolare le emozioni.
Da questo momento, per me, la storia diventa sempre più interessante.
Callum non si fida dei Dotati, li teme e li considera una minaccia. Cate, però, potrebbe aiutarlo a rilassarsi, a controllare il senso di colpa e a diventare il candidato perfetto…oltre che affinare le sue doti di seduttore. Il problema è che tra loro nasce quasi subito un’attrazione travolgente, difficile da ignorare e, naturalmente, la fiducia non è esattamente il loro punto di forza.
La relazione tra Callum e Cate è sicuramente il cuore del romanzo, come è giusto che sia in un romantasy, e devo dire che ho apprezzato moltissimo la chimica tra loro, la dolcezza e la delicatezza.
C’è attrazione, ma anche diffidenza. Ci sono segreti, paure, vulnerabilità e soprattutto la sensazione che entrambi stiano cercando di capire quanto possono davvero fidarsi dell’altro. Mi è piaciuto vedere come, poco alla volta, le loro certezze inizino a vacillare e come entrambi siano costretti a confrontarsi con parti di sé che preferirebbero tenere nascoste. Ben presto scopriranno che è più facile spogliarsi, che mettersi davvero a nudo. Perché lasciarsi desiderare è una cosa, ma lasciare che qualcuno veda le proprie paure, le proprie debolezze e tutto quello che si cerca di nascondere è decisamente un’altra.
Ed è qui che, secondo me, la loro relazione acquista spessore, perché non si tratta soltanto dell’attrazione fisica, ma della difficoltà di lasciarsi conoscere davvero, andando in profondità, senza filtri o maschere, e andare oltre le barriere e i pregiudizi.
Quello che sta attorno
Mi ha intrigato molto anche tutta la cornice, fatta di personaggi secondari interessanti e sfaccettati. Cate e Callum sono il cuore della storia, ma non sono soltanto loro due a rendere affascinante la narrazione.
Infatti, ho particolarmente apprezzato la costruzione di tutte quelle persone che ruotano loro attorno, perché contribuiscono a creare un costellazione di relazioni significative, rendendo la storia più ricca e meno prevedibile: ognuno di loro è un microcosmo, che porta con sé interessi, segreti, convinzioni e motivazioni diverse e, soprattutto, non è sempre facile capire da che parte stia realmente.
La posta in gioco è alta, la situazione critica e alquanto traballante.
Avon è una democrazia appena nata, ma è ancora profondamente segnata da quello che è successo prima. Ci sono nuovi equilibri di potere da costruire. Vecchie gerarchie che sembrano passare in secondo piano, ma mantengono ancora un certo potere, e persone che hanno interessi diversi rispetto al futuro del Paese.
Tutta questa rete di relazioni politiche, segreti, alleanze e intrighi dà alla storia una dimensione più ampia rispetto alla sola relazione tra Callum e Cate. La parte romantica rimane centrale e mi ha appassionata tantissimo, ma intorno a loro si muove un mondo che continua ad avere una propria storia e soprattutto i propri conflitti.
Un tema che ho trovato particolarmente attuale: la paura del diverso.
Callum teme i Dotati perché è cresciuto vedendoli come qualcosa di pericoloso e minaccioso. Ma il romanzo mette continuamente in discussione questa convinzione e porta i personaggi a confrontarsi con ciò che hanno sempre considerato “altro” da loro.
È un tema che ho apprezzato perché non riguarda soltanto la magia o i Dotati. In fondo, parla di quanto sia facile avere paura di ciò che non comprendiamo, soprattutto quando siamo cresciuti pensando che quella diversità rappresenti una minaccia.
E questo si collega molto bene anche a un altro aspetto che ho trovato importante: l’accettazione di sé.
I personaggi sono messi costantemente alla prova, e devono imparare a fare i conti con se stessi, con le proprie fragilità, con ciò che desiderano e con quello che pensano di dover essere per poter sopravvivere o raggiungere i propri obiettivi.
Callum, in particolare, si trova davanti a un conflitto interiore tutt’altro che semplice: da una parte c’è quello che vuole ottenere, dall’altra quello che è disposto a fare per ottenerlo. E in mezzo ci sono il senso di colpa, le aspettative degli altri e la necessità di capire chi vuole davvero essere.

Poi c’è il tema del consenso, che per me è stato un altro degli elementi riusciti del romanzo.
Considerando che Cate ha la capacità di manipolare le emozioni, il confine tra desiderio e imposizione diventa inevitabilmente delicato. Questo è il motivo per cui mi è davvero piaciuto il modo in cui il consenso viene trattato: con attenzione e delicatezza, senza trasformarlo in una predica e senza relegarlo a semplice dettaglio. E, considerata la forte compoenente erotica, esplicita e sensuale della storia, il consenso diventa alquanto significativo.
Perché se qualcuno ha il potere di intervenire sulle tue emozioni, la domanda non è soltanto “cosa provo?”, ma diventa anche “sono davvero io a scegliere di provarlo?”.
Ed è una domanda che, secondo me, dà alla relazione tra i protagonisti una profondità interessante.
Credo sia giusto dirlo: non è una lettura che consiglierei a chiunque, soprattutto se non amate questo tipo di contenuti. Personalmente, però, l’ho apprezzata. La sensualità e lo spicy sono importanti nella storia e nella relazione tra Callum e Cate, ma non ho avuto la sensazione che fossero lì soltanto per riempire pagine.
Anche La Puissance contribuisce molto a questa atmosfera: è un luogo elegante e pieno di segreti, dove il desiderio diventa una sorta di moneta di scambio e dove non è mai completamente chiaro chi abbia davvero il controllo della situazione.
Ho adorato la composizione del romanzo.
La storia d’amore è il focus centrale, Mi ha appassionata moltissimo, perché la chimica tra i protagonisti funziona alla grande, ma per me è importante sottolineare che ho trovato intrigante e ben scritto anche tutto ciò che viene costruito intorno alla coppia: le relazioni politiche, gli intrighi, i rapporti tra i personaggi, la paura del diverso, i conflitti interiori, il tema dell’accettazione e quello del consenso.
Alcuni elementi come sempre li ritroviamo facilmente in altre storie fantasy e romance e non credo che il romanzo voglia necessariamente reinventare il genere. Però ho trovato particolare il modo in cui tutti questi ingredienti vengono messi insieme, come viene raccontato il tutto.
Il modo in cui le vicende personali dei protagonisti si intrecciano con qualcosa di più grande, con una società che sta cercando di cambiare e con personaggi che devono continuamente fare i conti con ciò che sono, con ciò che provano e con ciò che gli altri hanno deciso che dovrebbero essere.
Alla fine sono uscita da Avon decisamente conquistata.
Non avevo mai letto nulla dell’autrice, e devo dire che è stata una piacevolissima scoperta.
E, per riprendere il titolo, mi ha davvero incantata.
Ringrazio di cuore la CE per la copia e l’opportunità.