Come cambia lo sguardo
Autobiografico
Curcio
6 maggio 2019
Cartaceo
252
«Il corpo principale del libro Come cambia lo sguardo è la narrazione dei miei primi trent’anni di vita. E io chi sono? Una persona già nota al pubblico? Con una certa visibilità? No. Sono una persona qualsiasi, una donna in questo caso, che si è trovata a rievocare, con spontaneità e gioia della memoria, momenti della propria vita e intanto, nello scrivere, si accorgeva che questi coincidevano con passaggi epocali soggetti a forti cambiamenti di sguardo. Dai primi anni Cinquanta - quasi un dopoguerra - quand’ancora a Bologna, negli inverni freddi, sentivo odore di frittelle impastate con farina di castagne e cotte per strada, le “mistocchine”, fino ad arrivare al marzo del ’77 – Radio Alice e gli Anni di piombo come una nube scura… infine l’approdo a Bergamo e all’età adulta. In mezzo, riaprendo i cassettini della memoria, stanno l’ubriacatura del miracolo economico, il Sessantotto e quanto poi ne derivò. Un percorso di vita in quegli anni, da bambina a donna, in cui cambia lo sguardo».
“Come cambia lo sguardo” una finestra sugli anni del ’68!
Quante volte abbiamo sentito parlare del ’68? Beh, io personalmente molte volte.
Ero però curiosa di ascoltare la voce di chi, come Susanna Trippa, quegli anni li ha vissuti.
“Come cambia lo sguardo” è un opera autobiografica di circa 252 pagine che narra la vita dell’autrice sin dalla sua nascita, passando per tutto il periodo che comprende l’epoca del ’68 e i cosiddetti “sessantottini”, sino ad arrivare agli anni ’70 e all’età adulta dell’autrice.
La vita dell’autrice si snoda tra Bologna, città nella quale è nata, e luoghi di vacanze che raccontano anneddoti interessanti sulla vita di quest’ultima.
Non è facile scrivere un’autobiografia parlando di sé e, allo stesso tempo, raccontando il periodo storico che faceva da sfondo alla propria vita. Eppure Susanna Trippa riesce egregiamente a descrivere l’epoca storica in cui ha vissuto attraverso le proprie esperienze, mettendone in luce sia i pro che i contro.
Inutile dire che l’opera è un vero e proprio viaggio indietro nel tempo.
L’autrice, con il suo stile fluido e semplice, riesce ad accompagnare il lettore in luoghi ed eventi storici anche grazie ad una serie di immagini inserite all’interno del libro.
Un’ottimo lavoro per l’autrice che si merita ben 4 stelle.
E voi carissimi lettori, vi ricordate aneddoti dell’epoca vissuti da voi o raccontati dai vostri genitori o parenti?
